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VI RACCONTO DEL BRIGANTE (CUCCITTO)

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CHI ERA CUCCITTO ?

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IL BRIGANTE? FRANCESCO PIAZZA

Il primo impatto con Cuccitto l’ho avuto leggendo il libro di Giacinto Mastrogiovanni “Bozzetti di storia maranolese”

in cui viene riportato che il Capitano della Guardia Nazionale di

Trivio, Leonardo Filosa, fratello del Sindaco Carlo, con una lettera

riservata si rivolgeva al

Sottoprefetto di Gaeta, chiedendo un numero maggiore di forze

dell’ordine per far fronte alle scorrerie che sulla zona stava

compiendo un certo brigante Coccito (Francesco Piazza).

Da allora ho spesso inserito questo personaggio, che ritenevo

pi? mitico che realistico. Ma ora grazie a Tony sono riuscito a

scoprire fatti veramente accaduti nel nostro territorio

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Nella storia del brigantaggio che infest? le nostre? contrade, da Terracina al Garigliano,

definita terra di Frontiera,un ruolo importante assunse Francesco Piazza detto Cuccitto.

Da un testo del Conte Bianco de Saint Jorioz Alessandro,intitolato appunto


??Il brigantaggio della Frontiera pontificia , datato 1863, l?autore? dopo le gesta del


Chiavone, un ruolo di comprimario? assegna al molenaro Piazza.


Dalle notizie in verit? non molto dettagliate che ho potuto attingere dal voluminoso libro 

ho potuto evincere che Francesco
Piazza deve essere stato un trovatello,

?( il cognome Piazza me lo suggerisce) ed accolto nella famiglia di possidenti Spina,


assai liberali, di Mola, poi Formia, dove fu allevato con tanta generosit?.


A lui gli erano affezionati i fratelli Spina e fra questi lo stesso Francesco, che divenne

Sindaco in quegli anni dell?inizio del Regno Italiano,
e che quando il loro garzone fugg?

sulle nostre montagne, dietro non si sa bene quale richiamo e quali promesse,

continuamente
gli mand? messaggi di perdono se? fosse ritornato nella loro casa.

Dopo diversi e reiteratimessaggi, a chi lo aveva contattato, Cuccitto rifer? che se

?il sindaco ?in persona si fosse presentato in un luogo segreto,
con un salvacondotto,

egli sarebbe rientrato nei ranghi.

Il ?daben uomo?
cos? vienedefinito nella cronaca il sindaco Spina, certo di aver convinto

il suo giovane dipendente, senza alcuna scorta
si present? nel luogo dell?appuntamento.

E qui si
rivel? la vigliaccheria di Cuccitto, che insieme ad alcuni componenti della sua

banda,
era riuscito a mettere insiemecirca 25 uomini, lo sequestr? legandolo e portandolo

in un nascondiglio segreto.

Inizialmente il progetto era quello di chiedere un oneroso riscatto, ma al personaggio

era interessata la "cricca" borbonica , che pensava che la cattura del sindaco potesse

avere una grande rilevanza nella lotta per
la liberazione delle terre sottomesse dai Piemontesi.

Dur? venti giorni l?assenza di notizie sulla sorte del Sindaco di Mola e poi incominciarono


a circolare voci della sua decapitazione e che Cuccitto stesso ne avesse portato in giro la

testa come trofeo conficcata in una picca e qualcuno azzardava anche
che fosse stata

portata a Roma. L?attesa della famiglia, sempre speranzosa di poter riscattare il congiunto,

svan? circa un mese dopo il
rapimento, quando nelle contrade di Fondi fu prima rinvenuto

un corpo privo della testa, seviziato, e poi in altra localit? la testa
senza denti, priva del mento

Si seppe dopo che il mento con la folta barba era esposto a Terracina, quale trofeo di

guerra, a
monito di quanti avessero voluto passare il confine, dallo Stato Pontificio,

e rifugiarsi nel Regno d?Italia.

Ormai Cuccito era galvanizzato dall?impresa e dalla ricompensa ottenuta dai capi del

sodalizio borbonico, cos? riusc? ad ingrossare
le fila della sua banda, che per alcuni anni

semin? il terrore nelle nostre contrade? con ogni sorta di sopruso: latrocini, vessazioni,

sequestri e relativi riscatti, ruberie di armenti, incendi di casolari, per coloro che non

volevano sottostarealle sue malefatte o che si
dimostrassero disponibili alla delazione.



Aveva scelto come sede una zona? inaccessibile, la vetta di Roccaglielma (Esperia)

circondata da una fitta boscaglia, con grotte ed anfratti dove poteva nascondere la sua

banda quando venivano avvistate le forze
dell?ordine che pure gli davano la caccia

incessantemente. Durante una di quelle battute un gruppo consistente di soldati e

carabinieri, intorno a quella zona dove? era stata avvistata la presenza dei ?briganti?

improvvisamente cal? la nebbia ed i soldati furono costretti a riparare in una grotta.

Le sentinelle di Cuccitto avevano avvistato la
truppa,? il feroce brigante allora ordin?

un ?imboscata e circond? la grotta dove i soldati? si stavano rifocillando senza alcuna

sorveglianza esterna. Ci fu una sparatoria, alcuni morti, sei soldati furono disarmati,

fra cui anche un carabiniere, gli altri riuscirono a
fuggire. Cuccitto avrebbe voluto immediatamente

passare per le armi alcuni di loro compreso il carabiniere. Ma un suo uomo che
aveva su

di lui un certo ascendente lo dissuase consigliando di consegnare direttamente a Roma i

prigionieri per ricavarne onori e
ricompense. Forte del suo bottino Cuccitto? si avvi? alla

volta della? citt? eterna.

Ma si intromisero? i francesi che all'epoca erano una sorta di forza di garanzia che

sorvegliava i confini dei due stati solo a difesa del Regno Pontificio.

Essi rimisero in libert? i sequestrati, cercando per? di arruolarli con le truppe pontificie 

cosa che a quanto pare non riusc? del tutto.

Cuccitto per?, dopo questo evidente fiasco, se ne torn? a Roccaguglielma, ma l? ormai

il suo nascondiglio non era pi? al sicuro,
perch? dopo la sparatoria era stato individuato.
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Fu costretto allora a varcare il confinee a rifugiarsi nelle contrade di Terracina.

Ma il soldo che gli veniva versato dai borboni non bastava a sostenere la sua numerosa

banda per cui era costretto a continuare la vita di brigante, rubando anche alle famiglie

sottoposte al
papato, cosa non gradita dai francesi, tanto che fu emesso anche un

mandato contro di lui, e per salvarsi dall?arresto fu costretto a darsi di nuovo alla macchia.

Ma non ebbe pi? vita facile. In un dispaccio dell?epoca si legge:


“”Il capitano Hoffner del 7?


raggruppamento di linea comandante a
Terragna scriveva, li 23 ottobre,al
capitano Cavalli -? Reggimento dei


Granatieri distaccato a Monticelli:


? Ritorniamo dalla caccia;


abbiamo preso Piazza, detto Cuccitto,

sua moglie e sei briganti.Hanno sparato;

uno d? loro rest? ucciso””.


Lo stesso capitano cavalli annota :

?Il famigerato Cuccitto, la moglie ed i suoi compagni, sorpresi

da un distaccamento francese del
presidio di Terracina nei

dintorni di quella citt? (ai quali francesi parecchie
voltenoi ne

avevamo indicato il covile), furono tutti arrestati, meno uno

che fu ucciso nel conflitto,
e condotti a Roma, dove, dopo aver

passato un consiglio di Guerra, il Piazza, detto Cuccitto, fu a noi

consegnato, ed ora trovasi nelle carceri di Santa Maria di Capua,


per essere processato e punito a rigore di legge.

Non sono riuscito a sapere quale fu la sorte definitiva di uno dei tanti assassini

e volgari delinquenti comuni che? qualcuno
scimmiottando un?altra storia vorrebbe

definire patriota, diversamente che brigante. Ma certamente una volta finito nelle patrie

galere, almeno per lui, credo, non ci sia stata nessuna clemenza.

?Profnonno

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