Folklore al Castello . tratto da telefree.it


Folklore al Castello


RIFLESSIONE PER  IL CENTRO ANZIANI DI TRIVIO E  PER

GLI UOMINI DI BUONA VOLONTA’

 


È notte.


Un vento sonoro sferza l’aria di un luglio insolitamente fresco. Nella piccola piazza del paese il ritmo incessante della musica popolare solletica il desiderio di ballare di giovani coppie. Ragazze dalle movenze aggraziate coinvolgono nel canto e nella danza giovani a volte restii. La serata volge al termine, le vie gradualmente si svuotano.
Folklore al Castello ha di nuovo coinvolto un pubblico numeroso e variegato, che ha dato vita ad un borgo che solitamente custodisce con tenacia la preziosa tranquillità dei propri vicoli.
È notte. È l’inizio della serata; da poco ho superato la porta d’accesso, impreziosita dalla presenza di un arco ad ogiva; raggiungo la via principale, che taglia in due il paese, e che è percorsa da una folla numerosa. Presso le cantine file costanti; anziani, adulti, giovani e ragazzi, industri ed operosi, servono le pietanze o allietano i presenti con musica di paese. Perpendicolarmente alla strada principale si snoda un complesso di viuzze che offrono improvvisi squarci dello stupendo panorama che si può apprezzare dall’incantevole frazione collinare.
Un paese intero nuovamente si è messo in gioco per diventare centro di aggregazione nell’estate formiana, riuscendoci pienamente.
Passata la mezzanotte, il sorriso della luna calante da poco sorta saluta con gioia i pochi presenti che sfidano il freddo e gli abitanti che si apprestano a “mettere a posto” e a tornare alla normalità. La serata volge al termine. Il paese, il piccolo borgo, ha vinto di nuovo la propria scommessa.

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