PIROMANI

 

 

UNA RAZZA NON IN VIA DI ESTINZIONE

 

 

Prima di tutto c’è da chiedersi il perché di queste azioni:

chi è il piromane? Perché appicca incendi? Quali sono le

reali motivazioni che sottostanno a questi insani gesti?

Se consideriamo il piromane “puro” dobbiamo sapere che

non agisce per vendetta, dispetto, rabbia o per delle

convinzioni, ma semplicemente per soddisfare un impulso irrefrenabile a cui non

riesce a resistere.

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Una disavventura in montagna di Profnonno Digiuni per un’intera giornata a causa dell’incendio.

Domenica ho ricevuto un invito per unascampagnata… in montagna. Quest’anno ci sono andato poche volte l’idea di concludere l’estate con una bella giornata  distensiva, fra amici e parenti non mi dispiaceva. Lecondizioni sembravano tutte favorevoli. Tempo buono, clima mite, compagnia apprezzabile.

Così di buon mattino, verso le nove, insieme alla mia consorte, mi sono avviato per le falde dei nostri montiper raggiungere Le Ornete. Già altre auto mi precedevano e qualcuna già scendeva, per cui comesempre il traffico diventa pericoloso perchè la strada resta sempre quella mulattiera originaria, che mette incrisi chi come me, non ha più l’energia e la prontezza degli anni giovanili.


Arrivati su alla casetta, il padrone di casa stava già  raccogliendo la legna in giro per preparare l’immancabile brace da servire per l’arrosto. Erano appena le dieci, il pranzo era previsto per le tredici, quindi c’era tutto il tempo per spulciarmi i giornali chemi ero portato. Quando si fecero le 13,00 incominciai achiedere come mai gli altri covitati ancora non si   vedevano, se c’erano notizie del loro arrivo. Mi furisposto di non preoccuparmi perchè conoscendo coloro che dovevano intervenire, se la prendevano con comodo,ma senza di loro non si poteva fare molto, perchè le vettovaglie dovevano portarle loro. Si fecero le 14,00 quando vidi arrivare un’auto, il conducente non fece in tempo neanche a scendere che tutto all’armato ci annunciò che per la zona di “cavallaro” c’era un incendio, e che lui era passato a stento, ma dietro era arrivato il mezzo dei Vigili del Fuoco che aveva ostruito la strada e nessuno poteva più passare. Purtroppo dietro c’era l’amico con le provviste e bisognava aspettare lo spegnimento del fuoco per poter preparare il pranzo.

 

Ci disse anche che sarebbe stato cosa da nulla, il tempo di estinguere l’inizio dell’incendio e dopo qualche mezz’oretta avremmo potuto allesteri il succulentopranzetto: cozze, vongole, cannoliccchi, spigola , salsicce…con cocomero, dolce e tutto il resto. Bisognava incominciare a far bollire l’acqua per gli spaghetti, la brace era già pronta per l’arrosto e quindi di lì a poco, apreti cielo…

Ma in cielo incominciarono a volteggiare dei canadair…arrivavano a girare sullenostre testa ad un’altezza di neanche 50m. I bambini facevano festa…Ma ormai si avvicinavano le 15,00 e i morsi della fame si facevano sentire. Proposi al mio coetaneo ottuagenario, Pasquale, di farci una passeggiatina all’intorno e sotto i noci secolari incominciammo a scovare delle noci seppellite tra le foglie. Così incominciammo a tamponare i morsi della fame che si facevano sempre più insistenti. Quando gli altri ci videro sgranocchiare le noci, tutti si avvicinarono, ma restava ben poco, bisognava andare altrove, sotto le piante di nocciola, e cercare qualcosa che  fosse sfuggita ai cinghiali e agli scoiattoli…


Verso le 16,30 il volteggiare dei canadair si arrestò. Allora pensammo che l’incendio era stato domato. Ma solo verso le 17,00 arrivò la macchina del nostro caro Angelo, che aveva a bordo anche due bambine, le quali però non erano affrante e sconvonte come noi. Erano felicissime di aver assistito allo spegnimento dell’incendio. Gli aerei che si calavano sul fuoco e lanciavano acqua e schiuma, che sembrava un prato sterminato di neve. Poetica l’immagine, ma non tutti l’apprezzarono, perchè  la fame

ci aveva annebbiato il cervello. Tutti si misero all’opera però e in men che non si dica, il promesso pranzo fu allestito. Tutto sembrava squisito, anche i cannolicchi  e le cozze che sapevano un pò di sabbia. Facemmo tutt’uno: pranzo e cena.


Verso le 21,00 ci alzammo da tavola…Non mi rammaricai più di tanto per aver perso il primo tempo della partita Juventus-Milan, tanto gli episodi più straordinari si sono rilevati nel secondo tempo, che ho potuto vedere nella mia poltrona dopo le 21,30. Giornata movimentata, ma anche tragica per la  pineta che a dire di Tony è stata distrutta.

 

 


Noi scendendo per il buio non l’abbiamo notato. Solo durante l’attesa il mio amico ottuagernario continuava a ripetere. “Ci vorrebbe la pena di morte per i piromani…magari farli bruciare nel fuoco che appiccano”.


Io non sono dello stesso avviso, ma a volte l’esasperazione porta anche a certi eccessi.