GLU PASCONE DE TRIUGLIU

 

GLIU PASCONU ALLA CRUCELLA

 

Gliu lunedì de Paschetta,

gliu populu Triulesu,

abbasciu la Crucella,

situata a Punzangliu se recava,

pè fà na scampagnata

e gliu pasconu cunsumà.

 

Gli uagliuni e gli strappatiegli,

agli archi se recavanu,

pè fà gliu pasconu e magnà

la pigna, nu funucchiu,

nu capuzzegliu de sauccia

e na sicaretta “Edelwais”

de nascostu fumà,

pè sentissi subbutu, subbutu,

ommini chiu grossi all’allappellà.

 

Agliu sonu della campanella,

che sta ncima gliu muru faccifrunnu, 

ncoppa gliarchitravu degliu purtonu

della cappelletta e scampaniava

pè fà i fedeli radunà.

 

Stanchi, strutti, ma cuntenti

e in prucessione, cantannu, e pregannu,

la statua della Crucella

nella chieza chiu mpurtantu,

de Triugliu se ripurtava.

 

Trivio30. 03. 2012 Dino

 

 

MAURO PICCOLINO E IL SUO LIBRO

 

 

L’ ETERNO NULLA E LA CONQUISTA DEL CIELO


Presentazione


di CARMEN  MOSCARIELLO

 

 



L’eterno Nulla e la conquista del cielo

di


Carmen Moscariello


E l’uomo travolge ed è travolto dall’eterno Nulla e dai tasti limpidi della vita, dai suoni familiari della cultura che apre e chiude porte e rimane traiettoria sicura di un domani senza incubi.

moscariello-carmen-a-320×450 MARGHERITA-RUOTOLO-DAMBROSIO ZZZ 008Quest’opera prima di Mauro Piccolino è sorprendente: sorprendente perché la scrittura è di un giovane uomo che ha deciso di guardare in faccia il cosmo e di descriverlo con i suoi orrori, grotteschi e mostruosi, ma anche di raccontare le sue speranze, seppur camuffate in immaginifici urli di terrore e figure mostruose che scuotono, ma aprono anche porte di pensiero.

Ci siamo subito chiesti la ragione per cui, se l’autore voleva parlarci di follie, perché poi apre ogni capitolo con i riferimenti sostanziali ad Alessandro il Grande, l’uomo o l’eroe che ha vissuto nella vertigine della gloria, della magnificenza, della sintesi di ogni cultura e filosofia. Questo sogno del mattino è un contrasto voluto e studiato ci porta all’Immagine e coscienza (1940) di sartriana memoria o anche Il muro (opera in cui Il filosofo rivela agli uomini gli artifici della mente e della vita) e perché no, anche al dramma Nekrassov. L’autore fa tesoro delle sue buone letture e si muove libero da accademismi, il suo scrivere è come il regolare fluire di una filosofia d’Esistere.

Le immagini di vita disperata, di situazioni allucinate hanno un senso, non sono fine a se stesse, percorrono traiettorie di pensiero sull’esistenza che scorre veloce, simile a un vascello folle in preda a onde e vento e le ore vissute come i dannati dell’Inferno portano analisi sulla tristezza dell’uomo solo stritolato da una vita che altri hanno organizzato e che il protagonista non subisce: gli stessi incubi vogliono tracciare la sintomatologia della malattia (presa di coscienza) e il presupposto di scelte diverse.

TEATRO BERTOL BRECHT

 

 

TEATRO BERTOLT BRECHT

STAGIONE SENZA SIPARIO

Una produzione TEATRO DELL’ALBERO (Milano)

Con: Mario Barzaghi

Luci: Marcello D’Agostino

Regia: Tage Larsen

 


 

PENULTIMO APPUNTAMENTO DELLA STAGIONE SENZA SIPARIO


 

Si sta per concludere la lunga e prestigiosa stagione del teatro Bertolt Brecht, la dodicesima edizione di una delle più significative rassegne teatrali della nostra Provincia e della nostra Regione.

Ospite di questo fine settimana è un attore straordinario, MARIO BARZAGHI, che è già stato ospite della stagione negli anni passati.

Barzaghi è attore di alta qualità tecnica, una delle figure più rappresentative di qualla tradizione teatrale che fa riferimento al Terzo Teatro che ha come riferimento il regista e maestro Eugenio Barba .


Lo spettacolo che andrà in scena presso il Teatro Remigio Paone di Formia, Sancio Panza e Non Chisciotte, ha la regia di TAGE LARSEN  uno degli attori e registi storici dell’ODIN TEATRE di Danimarca diretto da Eugenio Barba

Lo spettacolo :

Un personaggio classico può ribellarsi al suo autore? Possiamo immaginare una linea drammaturgica che si discosta da quella ufficiale? Possiamo ripensare il personaggio e costruire una storia dove l’antagonista diventa protagonista?

Lo spettacolo è un tentativo di risposta a quest’altra visione, un pretesto per cambiare il testo e per dare a Sancio la possibilità di manifestare, di protestare. Una ribellione che si trasforma in- presenza costante ed in- assenza presente di Don Chisciotte ed anche di Cervantes.

L’autore e il Grande Hidalgo vengono evocati, Sancio si arrabbia con loro, discute e trova, nelle pieghe delle sue manifestazioni, la possibilità di descrivere meglio se stesso, l’Autore e il suo Gran Capo,adoperando colori e sfumature che rendono visibile la visione dello scudiero, la visione popolare e intellettuale di Sancio che, addirittura, arriva a mettere in scena una lezione magistrale.

Un Sancio che non rispetta l’indice del libro e che anticipando i capitoli dà corpo scenico ai desideri e ai sogni che nel romanzo non si avverano. Un Sancio che, anziché burlarsi del suo Padrone, cerca di vedere con gli occhi di Chisciotte la realtà alterata dall’autore, un Sancio che, sforzandosi, comprende Don Chisciotte, il quale:”… rimase demente fino all’ultima malattia che lo rinsavì, poco prima, giusto prima della morte. Vivendo malato e morendo sano, visse in modo a noi contrario, che viviamo sani per morire malati”.

Una regia dello storico protagonista dell’ Odin Teatret per un attore che già gli scorsi anni ha stupito il pubblico del Teatro Bertolt Brecht  attraverso la magia del kathakali, la meravigliosa danza Indiana.

Dal 31 marzo  al 3 aprile il Teatro Bertolt Brecht organizza un seminario per attori ed attrici tenuto da TAGE LARSEN sulla relazione tra testo ed azioni fisiche.

La stagione del Brecht ha registrato un grande successo di pubblico e di critica registrando oltre 3000 presente totali , che ben fanno sperare per la prossima stagione. Il teatro Brecht sta già definendo il programma del FESTIVAL DEI TEATRI D’ARTE MEDITERRANEI  che organizza dal 2005 e che avrà luogo a Formia dal 1 al 4 settembre.

La stagione senza sipario gode del patrocinio dell’ IPAB SS ANNUNZIATA.

SOSTIENE SAVE THE CHILDREN E LIBERA L’ASSOCIAZIONE CHE COMBATTE LE MAFIE.

 

Il programma completo delle tante iniziative del teatro Bertolt Brecht è consultabile sul sito www.teatrobertoltbrecht.it e sui principali siti

 

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LIBRO DI LAURA PORCIANI “DA EL ALAMEIN A MARCONI “

 

 

 

 

Ai sostenitori e simpatizzanti di Trivioamici

 

Sabato 17 marzo u.s. ore 15.30, presso la sala consiliare di Sasso Marconi, alla presenza del Sindaco, cittadini e familiari ex POW (Prisoners of War) è avvenuta la presentazione del libro di Laura Porciani  “DA EL ALAMEIN A MARCONI” organizzata dal Circolo Filatelico G. Marconi.

 

Il  libro descrive la vita e le attività svolte dai prigionieri di guerra italiani, catturati dagli Inglesi prima e

dopo la battaglia di El Alamein e internati nel Campo 61 di Winols Hill nella contea di Gloucestershire –

Galles Inghilterra.




Utilizzando materiali di recupero, si dedicarono fra l’altro alla costruzione di un monumento dedicato a Guglielmo Marconi ed inaugurato nel giorno di Natale del 1944. La popolarità di Marconi  in Inghilterra era ben nota poiché sviluppò in quei luoghi la sua invenzione  con esperimenti di telegrafia senza fili a lunga distanza e tutto questo ha favorito la possibilità di poter costruire il monumento.

 

 

L’occasione per consegnare una copia del libro “TRIVIO NEL TEMPO”

alla  sig.a Laura

(il padre è stato ideatore e progettista del monumento)

e al sig. Di CARO EUGENIO

( il padre figura nella foto che avete riportato nel libro, insieme a nostro padre).

 

 

 

 

 

Alla manifestazione hanno partecipato anche componenti

del Circolo Filatelico M.T. Cicerone di Formia.

 


Ci siamo lasciati, tra ringraziamenti e desiderio di rivederci nuovamente e


dopo aver trascorso un bella giornata nel ricordo dei nostri genitori.


 

 

CIAO da Paolo e Ferdinando D’Urso

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AMBROGIO SPARAGNA E DE GREGORI A BARCELLONA

2012-03-23 – 2 days are left for the concert De Gregori

 

 

 


VIVA LA CANZONE ITALIANA


A


BARCELLONA


The singer, Gregori Francesco, was born on April 4, 1951 in Rome, Italy. It comes from a musical family and is consider one of the greatest exponents of Italian music. Throughout his career, has amassed 32 albums and 10 compilations. Among his most famous songs include: Rimmel, Generale, Banana republic (with Lucio Dalla) calcistica della classe cam ’68, Il bandito e il campione (composed by his brother Luigi), La Donna Cannone, Viva l’Italia and Paul.

De Gregori will present its project Vola Vola Vola, as mentioned above, by the lord of the accordion, Ambrogio Sparagna and Popular Orchestra Italiana where popular songs interpreted through típicos.Estamos insurance instruments that give artists union as result in a magical night, feeling about the beautiful Italy.

Traduzione (libera) all’interno:

Vi ricordiamo che mancano soltanto due giorni per il concerto di Francesco De Gregori, Ambrogio Sparagna (organetto) e LOrchestra Popolare Italiana. Il concerto si terrà questo 25 marzo al Teatre de la Joventut de LHospitalet, potete comprare il vostro biglietto perr € 25 presso Buyentradas.
Il cantante, Francesco De Gregori, è nato il 4 aprile 1951 a Roma, Italia. Viene da una famiglia di musicisti ed è considerato uno dei più grandi esponenti della musica italiana. In tutta la sua carriera ha pubblicato 32 album e 10 compilation. Fra le sue canzoni più famose ci sono: Rimmel, Generale, Banana republic calcistica della classe cam ’68 (con Lucio Dalla), Il bandito e il campione (composta da suo fratello Luigi), La Donna Cannone, Viva l’Italia e Paul.
De Gregori presenterà il progetto Vola Vola Vola, come detto precedentemente, del lord dell’organetto, Ambrogio Sparagna e dellorchestra popolare Italiana in cui le canzoni popolari saranno interpretate dai cantori tradizionali. E’ assicurata una notte magica per l’unione dei due artisti, ascoltando le bellezze dell’Italia.

L’ODISSEA DEL CANE

 

 

IL RANDAGIO CHE VEDETE IN EFFIGE E’ RIMASTO IN MEZZO ALLA STRADA PER OLTRE DIECI ORE SENZA CHE VENISSE RIMOSSO. INUTILMENTE SONO STATI ALLERTATI GLI UFFICI COMUNALI, QUELLI DELLA ASL E LE STESSE FORZE DELL’ORDINE.

SI PALLEGGIAVANO LE RESPONSABILITA’ SENZA CHE SI RIUSCISSE A CAPIRE CHI DOVEVA SOCCORRERE QUEL POVERO BASTARDINO RIMASTO IN UNA STRADA MOLTO FREQUENTATA DI MARANOLA ANCHE PERCHE’ DI ACCESSO AD UNA SCUOLA PUBBLICA. SONO STATI GLI ABITANTI DELLA ZONA A DOVER CHIAMARE IL 118 CHE  FORNIVA IL RECAPITO DEL VETERINARIO DI TURNO CHE FINALMENTE INTERVENIVA , MA SENZA ALCUNA ATTREZZATURA NECESSARIA AL PRELIEVO DEL CORPO ORMAI ESANIME DELL’ANIMALE  CIRCONDATO DA UN NUGOLO DI INSETTI.

 

FINALMENTE AIUTATO DAI CITTADINI DEL LUOGO IL VETERINARIO E’ RIUSCITO A METTERE IN SACCHI DEI RIFIUTI IL CANE E PORTARSELO VIA CON LA PROPRIA MACCHINA. UN INTERVENTO IMMEDIATO FORSE AVREBBE SALVATO LA VITA DELLA POVERA BESTIA CERTAMENTE INVESTITA DA QUALCHE PIRATA …NOTTETEMPO.

 

LA BANDA DI MARANOLA

 

 

LA MUSECA DE MARANOLA


Abbiamo letto in altro Portale Amico che la banda musicale del

Comune di Formia

Compie quest’anno 150 anni dalla sua costituzione.


Una longevità poche volte riscontrate in sodalizi volontari e civili.

Stessa cosa non si può dire purtroppo della pur gloriosa banda di Maranola che da qualche ricerca effettuata e soprattutto per deduzione potremmo azzardare che sia nata prima ancora di quella di Formia.

Infatti facendo una incursione su Internet,

l’ormai esperto Tony, alla ricerca di una foto del personaggio che ci ha tenuti impegnati per tanto tempo, il famoso SINDACO CON LA PISTOLA, ha scoperto che costui ha avuto un omonimo, Carlo Filosa, di cui è riuscito anche a scovare una l’immagine, di tale maestro di Musica, direttore della Banda di Maranola, già negli anni dell’Unità, quando costui diresse la banda maranolese e non solo.

Infatti risulta anche al Comune di Campodimele e a quello di Spigno  Sessa che avevano come direttore il Carlo Filosa. Certamente deve essere stato uno stretto parente del Nostro Sindaco.

Si sa per certo poi che la banda di Maranola continuò la sua attività ed era composta da 55 elementi, fatto noto a tutti i compaesani che quando si giocava a tombola durante le feste di Natale, all’uscita del numero 55 si esclamava: “La banda di Maranola”!

Ma l’episodio più rilevante della nostra banda, che ho già raccontato altre volte, è stata l’esibizione al cospetto di Benito Mussolini. Infatti durante il Regime Fascista, fu  invitata insieme ad altre bande a suonare ad una cerimonia, durante la Campagna del Grano che si svolgeva nelle terre  bonificate. Si racconta che quando si toccò alla banda di Maranola, non potendo competere con altre più attrezzate musicalmente, si esibì in una sfrenata “ballarerlla” che attirò l’attenzione di Mussolini, il quale aveva appena smesso di infornare simbolicamente il grano nella trebbiatrice, e prese a vola una ragazza maranolese e la invitò a ballare. Fu poi così riconoscente ai suonatori che li invitò al pranzo ufficiale e poi fece avere anche un contributo di mille lire alla banda per acquistare una nuova divisa. Evidentemente quella che indossavano i suonatori non era molto…elegante.

E’ di quegli anni una di quelle “strofette” in versi che non sono scritte da nessuna parte, ma che i più anziani ripetevano, per prendere in giro alcuni componenti della banda che magari volevano mettersi in proprio per andare ad esibirsi nientepopodimeno che in Piazza a Trivio alla Festa della Rucella, ovverossia della Crocella, così chiamata dai Maranolesi la storica Festa della Madonna della Croce.

 

LA  MUSECHETTA

Hanno fatto ‘na musechetta

Corno, bicorno e trumbetta:

gliu maestro pifferaro

cu le pecore agliu pagliaro,

hadda sunà alla piazzetta

alla festa de la Rucella;

la marcetta è sempe chella:

Masto Tuardo

sonatore gagliardo,

masto Scupino

sunatore chiù fino,

mastu Paglietta

ancora chiù aglicchetta.

Mastu Peppe prutestante

aggiusta la chiesa…degliu Spirdussante.

Masto Alberetuccio

carosa nu ciuccio,

mast’Antonio carosa gliu gregge

masto Luigge

è gliu chiù pegge.

Peccato che poi subito dopo la guerra la Banda di Maranola si sciolse e non fu più possibile ricostituirla, cosa che invece riuscì a Castellonorato…

Ma questa è tutta un’altra storia.

Profnonno

LA BANDA DI MARANOLA

 

 

LA MUSECA DE MARANOLA


Abbiamo letto in altro Portale Amico che la banda musicale del

Comune di Formia


Compie quest’anno 150 anni dalla


sua costituzione.


Una longevità poche volte riscontrata in sodalizi volontari e civili.

Stessa cosa non si può dire purtroppo della pur gloriosa banda di Maranola che da qualche ricerca effettuata e soprattutto per deduzione potremmo azzardare che sia nata prima ancora di quella di Formia.

Infatti facendo una incursione su Internet, l’ormai esperto Tony, alla ricerca di una foto del personaggio che ci ha tenuti impegnati per tanto tempo, il famoso SINDACO CON LA PISTOLA, ha scoperto che costui ha avuto un omonimo, Carlo Filosa, di cui è riuscito anche a scovare l’immagine, di tale maestro di Musica, direttore della Banda di Maranola, già negli anni dell’Unità d’Italia 1861.

 

CARLO FILOSA

Carlo Filosa è  Compositore e direttore di banda. Ha partecipato con successo ai Concorsi di composizione per banda lanciati dall’Amico dei Musicisti. Nel lungo periodo di attività dal 1860 ai primi decenni del novecento ha diretto, tra le altre, le bande di Sessa Aurunca e, successivamente  di Latina, quelle di Itri, di Maranola, di Sperlonga, di Minturno. E’ morto a……… nel 1922

 


 

Si sa per certo poi che la banda di Maranola continuò la sua attività ed era composta da 55 elementi, fatto noto a tutti i compaesani che quando si giocava a tombola durante le feste di Natale, all’uscita del numero 55 si esclamava: “La banda di Maranola”!

 

Ma l’episodio più rilevante della nostra banda, che ho già raccontato altre volte, è stata l’esibizione al cospetto di Benito Mussolini. Infatti durante il Regime Fascista, fu  invitata insieme ad altre bande a suonare ad una cerimonia, durante la Campagna del Grano che si svolgeva nelle terre  bonificate. Si racconta che quando toccò alla banda di Maranola, non potendo competere con altre più attrezzate musicalmente, si esibì in una sfrenata “ballarella” che attirò l’attenzione di Mussolini, il quale aveva appena smesso di infornare simbolicamente il grano nella trebbiatrice, e prese a volo una ragazza maranolese e la invitò a ballare. Fu poi così riconoscente ai suonatori che li invitò al pranzo ufficiale e poi fece avere anche un contributo di mille lire alla banda per acquistare una nuova divisa. Evidentemente quella che indossavano i suonatori non era molto…elegante.

E’ di quegli anni una di quelle “strofette” in versi che non sono scritte da nessuna parte, ma che i più anziani ripetevano, per prendere in giro alcuni componenti della banda che magari volevano mettersi in proprio per andare ad esibirsi nientepopodimeno che in Piazza a Trivio alla Festa della Rucella, ovverossia della Crocella, così chiamata dai Maranolesi la storica Festa della Madonna della Croce.


LA  MUSECHETTA

Hanno fatto ‘na musechetta

Corno, bicorno e trumbetta:

gliu maestro pifferaro

cu le pecore agliu pagliaro,

hadda sunà alla piazzetta

alla festa de la Rucella;

la marcetta è sempe chella:

Masto Tuardo

sonatore gagliardo,

masto Scupino

sunatore chiù fino,

mastu Paglietta

ancora chiù aglicchetta.

Mastu Peppe prutestante

aggiusta la chiesa…degliu Spirdussante.

Masto Alberetuccio

carosa nu ciuccio,

mast’Antonio carosa gliu gregge

masto Luigge

è gliu chiù pegge.


Peccato che poi subito dopo la guerra la Banda di Maranola si sciolse e

non fu più possibile ricostituirla, cosa che invece riuscì a Castellonorato…

Ma questa è tutta un’altra storia.

Profnonno

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