COLLEGAMENTI MARITTIMI PONZA VENTOTENE SITUAZIONE TRAGICA

 

 

ARCIPELAGO PONZIANO:

 

 

Tragica la situazione dei

 

collegamenti marittimi

 

 

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La motonave Quirino improvvisamente in cantiere per almeno tre mesi; l’aliscafo Monte Gargano fermo da mesi, in attesa delle decisioni della magistratura, dopo l’incendio; l’altro aliscafo, l’Al Nilam, in avaria e le società Snip e Snap che, con le motonavi Carloforte e Maria Maddalena assicuravano il trasporto di gas e carburante, che, sull’orlo del fallimento, hanno sospeso il servizio: la situazione dei collegamenti tra l’arcipelago ponziano ed il continente è sempre più tragica e Ponza e Ventotene, con le rispettive comunità, appaiono sempre più isolate.

 

 

 

 

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Una vera e propria emergenza, che va avanti da oltre quindici giorni e la cui responsabilità primaria ricade sulla Regione Lazio, in ritardo nei mandati di pagamento verso la Laziomar, per circa 4 milioni di euro e verso le società Snip e Snap per circa un milione e 300 mila euro, tanto che le tre società hanno giustificato i gravi disservizi del trasporto, proprio con le difficoltà economiche ed i ritardi regionali.

Fatto sta, che sia a Ponza, che a Ventotene, la situazione si sta facendo drammatica, tanto per la mancanza di combustibile, quanto per la quasi impossibilità di raggiungere i porti di Formia e Terracina e tenendo soprattutto conto dell’emergenza sanitaria, là dove, negli ultimi giorni, solo per miracolo e la buona volontà dell’equipaggio di un aliscafo non si è arrivati alla tragedia.

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In pratica, la società Laziomar ha annunciato, con un solo giorno di preavviso, alle amministrazioni comunali di Ponza e di Ventotene, che la M/N Quirino sospendeva le corse, perché aveva necessità di lavori in cantiere, per la durata di almeno tre mesi. Se a ciò si aggiungono le avarie non ancora riparate agli aliscafi Al Nilam e Monte Gargano, ne consegue il dimezzamento dei mezzi di collegamento con le due isole, anche perché l’uso del catamarano Alcione, imbarcazione assolutamente inadeguata durante la stagione invernale, caratterizzata da condizioni meteo-marine prevalentemente negative, andrà a penalizzare, ancor più, la regolarità dei collegamenti.

Emblematico il caso dell’aliscafo Monte Gargano, in avaria da metà luglio e da allora parcheggiato nel porto di Formia, senza che nessuna riparazione sia stata ancora effettuata, mentre l’equipaggio pranza, cena e soggiorna in un albergo a Formia, fulgido esempio di avveduta gestione economica per una società pubblica!

 

 


Al contrario, la Laziomar, fregandosene di centinaia di isolani, non ha ancora provvedendo all’affitto di adeguati mezzi sostitutivi della motonave Quirino e dei due aliscafi Al Nilam e Monte Gargano.

In quanto alle società Snip e Snap, sono state oggetto di una singolare forma di sciopero da parte dei marittimi, i quali, non ricevendo il loro legittimo stipendio da dodici mesi, hanno deciso di imbarcare solo le autobotti per il gasolio destinate alle centrali elettriche di Ponza e Ventotene e non più i mezzi per il trasporto di combustibile (benzina e gasolio) e delle bombole Gpl, provocando gravissimi disservizi alla popolazione, ai mezzi di soccorso ed alle forze dell’ordine (che hanno portato sulla terraferma i mezzi per effettuare il “pieno”).

Soltanto da lunedì 1° ottobre, i rifornimenti sono ripresi regolarmente, anche in assenza di ulteriori mandati di pagamento da parte della Regione Lazio, ma solo grazie alla generosità ed alla disponibilità dei marittimi della Snip-Snap, che hanno deciso di non proseguire nella loro singolare forma di protesta.

Come hanno reagito, a questo punto, le amministrazioni comunali di Ponza e di Ventotene?

Solo per citare le azioni delle ultime tre settimane, nella riunione dell’11 settembre presso la Regione Lazio, con i due Sindaci Piero Vigorelli (Ponza) e Giuseppe Assenso (Ventotene) e la Laziomar, è stato messo a punto il “programma di esercizio” per il capitolato del bando della privatizzazione di Laziomar ed era stato anche decisa una soluzione transitoria per ovviare alle avarie dei due aliscafi. In quella riunione, però, Laziomar non aveva fatto parola della necessità di cantierare la M/N Quirino.

 


La comunicazione ufficiale della Laziomar, in merito alla indisponibilità del Quirino, è arrivata soltanto il 27 settembre, con il fermo immediato, a partire dal giorno successivo.

Una decisione assurda ed un comportamento vergognoso!

I due sindaci Vigorelli ed Assenso hanno quindi annullato le intese sull’emergenza, concordate l’11 settembre e, nello stesso tempo, si sono attivati presso la Prefettura di Latina e la Regione Lazio prospettando soluzioni drastiche quali la violazione contrattuale (Laziomar) e l’interruzione di pubblico servizio (Snip-Snap), nonché sollecitando alla Regione Lazio l’esecutività dei mandati di pagamento nei confronti delle due società.

 

 

I due sindaci hanno anche deciso che se entro una decina di giorni non si arriverà al ritorno in esercizio dell’aliscafo Al Nilam e alla sostituzione del catamarano Alcione con un mezzo più adeguato, sarà dato mandato ai propri legali per le azioni nei confronti di Laziomar e per ottenere misure risarcitorie a tutela degli interessi delle rispettive comunità isolane. Decisioni, queste, che hanno ottenuto l’incondizionato consenso, non solo dei cittadini di Ponza e Ventotene, ma delle associazioni imprenditoriali e delle parti sociali, quali Confcommercio, Federalberghi, Federconsumatori e Pro Loco isolane.

 

 

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Unica buona notizia, è che sono ben otto le società di navigazione private italiane  che hanno manifestato, ufficialmente, il loro concreto interesse a partecipare al bando di gara per la privatizzazione di Laziomar.

Una ragione in più, fra le molte, per auspicare una conclusione rapida del processo di privatizzazione della sgangherata società regionale.

 


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