LA BUCA POSTALE DI MONTELEONE

 

BUCA DI IMPOSTAZIONE DI

 

MONTELEONE ANNO 1707

 

 

 


(tratto da documento del Museo Storico P.T.)

Buca in marmo portante la scritta:

”AL COMMODO PUBLICO – POSTA –

GASPARO ROSATI – DA CALVI LUOGO.TE – 1707”.

Era murata presso l’ufficio postale di Monteleone di Spoleto.

“La buca di impostazione annoverata nel patrimonio del Museo Storico P.T. fin dal 1932 è descritta in un registro d’inventario ufficiale.
L’acquisizione alla preziosa raccolta delle buche di impostazione derivò da una regolare cessione da parte della Direzione Provinciale P.T. di Perugia.
Il reperto proveniva dall’ Ufficio postale di Monteleone di Spoleto dove detta buca era stata incassata nel muro perimetrale. L’ufficio postale di seconda classe, fu istituito con atto formale il 1 Dicembre 1875.
Lo stato conservativo della buca, come è possibile desumere dalla fotocopia di una pagina di un opuscolo illustrativo edito dall’Amministrazione P.T. intorno agli anni ’60, risulta compromesso per quanto concerne la sua integrità.
Nulla risulta circa danneggiamenti intercorsi fin da epoca remota e se sia stata acquisita già in siffatte condizioni. Ciò nondimeno è previsto, a breve scadenza, un accurato restauro teso a restituire l’originaria interezza.
In effetti si tratta di un cimelio di notevole valore storico in relazione al pregio artistico del decoro e delle iscrizioni che nelle loro analisi consentono di evidenziare lo aspetto sociale della posta riferita all’espressione letterale: “AL COMMODO PUBLICO”.
Di particolare rilievo storico è
l’altra iscrizione: “GASPARO ROSATI DA CALVI LUOGO.TE”.
La figura storica del Luogotenente di Posta è mirabilmente descritta nella “Vera e sincera guida per chi viaggia” preziosa monografia edita nel 1766, in Roma.
Il Luogotenente è quello che in assenza del Generale delle Poste, tiene carico, sopratutti, ed il tutto governa in presenza, come consapevole di tutti li più gravi Negozi, ed esercitato nelle più rilevanti azioni, spettanti a quest’incombenza, ed è in sostanza la prima Persona dopo il Generale; il Cancelliere poi ancora esso comparte, ed è membro del Generale, ma non è di tanta autorità come il Luogotenente, onde l’opra di questi è così necessaria al Generale, come al capo sono necessari gli altri membri, poiché tali e tanti sono gli affari, e negozi che continuamente vi sono, che è impossibile affatto, che una persona, pur indefessa, che sia possa supplire ad ogni cosa, e perciò anche questi devono essere intendenti di negozi, accorti, fedeli, benigni, amici dell’equità e bene informati delle lingue estere, almeno Spagnola, Francese, ed Alemanna, e provvedere ancora acciò con prestezza e fedeltà resti ognuno servito. Nel fare scelta delle Lettere (che ai cancellieri tocca) avvertano, che troveranno alcuni pieghi ove sono racchiuse gioie, monete, ovvero altre robe, in forma di lettere; se bene sia sciocchezza degli negozianti di trasmettere dette robbe in tal guisa, tuttavia, perché alcuni hanno tanta fede agli Ufficiali della Posta, che senza consegna, e senza cauzione, credono essere sicura ogni cosa alla posta; devono agli Spartitori delle Lettere, essere fedeli, e conservare quel tal piego, e conservarlo al vero Padrone, senza farsi ingannare da quel falso dogma di non esser tenuti a quelle cose non consegnate.
Il tassar le Lettere, spetta al Luogotenente, che devono porre il giusto, ancorché le lettere bagnate pesassero
più……………………………

……………Nello Stato Pontificio il servizio di Posta cavalli e Posta lettere era affidato, in appalto, al Generale delle Poste che , a sua volta, aveva la facoltà di affidare a suoi delegati “Luogotenenti” limitandosi il Generale a gestire la posta di Roma e di li guidare il servizio dei suoi “Tenenti” che pagavano, a loro volta, dei canoni fissi.
Monteleone di Spoleto nel XVI e nel XVII secolo non figurava tra gli itinerari di posta.
“Il territorio di montagna” si estendeva ad est di Spoleto da Monteleone a Cascia, Norcia, Visso con consistenti bisogni di comunicazioni ma una frammentarietà di centri e una composita rete di modesti postini (le carte parlano spesso di corrieri) che gravitano sulla città e da lì si irradiavano di ritorno in ogni estremità.
Il Vescovo segnalava: “trecento circa sono le parrocchie, e sedici monasteri nelle parti di Montagna, continuamente occorre spedire colassù”.

……………La buca di impostazione, molto diffuse negli Stati della Chiesa, rappresentavano una garanzia alla libera comunicazione.
Le buche avevano ognuna una propria caratteristica di costruzione: Marmo, peperino, travertino. Avevano decorazioni ed iscrizioni altamente significative finalizzate alla loro prerogativa istituzionale.
La località di Monteleone di Spoleto (a quanto risulta dalla documentazione esaminata) iniziò ad essere citata quale Legazione Pontificia.
Inoltre in una carta geografica, risalente al 1817, figurava quale percorso secondario di strada Littoriale (diretta al mare) e Consolare, ma non elevata al rango di Stazione di Posta-lettere o Posta –cavalli”.

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