UNA RISPOSTA AL TEAM DI TRIVIOAMICI

 

Una risposta al team di trivio amici.it-


Subito dopo il reportage sulla mia visita al Santuario di San Francesco a Greccio, è apparsa la seguente precisazione a firma di Team sulla chat di codesto portale, quasi per confutare quanto affermato nella news:” Il presepe vivente di Maranola è organizzato esclusivamente dall’Associazione Maranola Nostra.” Non mi sembra di aver mai messo in dubbio i meriti della storica Associazione maranolese, anzi qualche anno fa ne ho anche magnificato l’operato con una sentita filastrocca.

Poi si affermano quasi a smentire quanto da me affermato sul valore religioso che pensavo avesse anche “Il Presepe Vivente di Maranola” che gli scopi sono soprattutto quelli di “promuovere le bellezze artistiche, storiche,monumentali, paesaggistiche del paese e per valorizzare antichi mestieri , usi e costumi e tradizioni in genere” Un discorso prettamente laico, per cui mi chiedo e lo chiedo anche agli organizzatori: “Come mai ogni anno puntualmente si presentano in chiesa, sotto l’ombrellino, e accompagnati dal suono dell’immancabile zampogna, i protagonisti, la “sacrata” famiglia: San Giuseppe, Maria ed il Bambinello, in processione all’interno della chiesa? E perché puntualmente non si può fare a meno nella serata dell’ Epifania, con l’arrivo dei Re Magi, anche quello del Vescovo, che poi dovrà innalzare al Cielo per benedire i presenti, l’infreddolito neonato?”??

 


Aspetto delle risposte. Se a postare la precisazione nascondendosi dietro al nikname “team” sarà stato qualche giovincello, non ancora nato, quando 38 fa,(mi scuso dell’errore per aver tolto qualche anno al Presepe Vivente di Maranola) chi scrive, aveva iniziato a collaborare fattivamente con l’Associazione che aveva chiesto la collaborazione a tutti coloro che si sentivano in grado di dare il loro apporto.

E inizialmente collaborammo seriamente.(allora ero presidente del Circolo Culturale Toniolo). Me lo ricorda in questi giorni anche Anna D’Elia, che ha in serbo delle sorprese con foto e ricordi diretti, lei è tanto più giovane di me e lo può fare: una rappresentazione teatrale della mia “Zeza” nella sede iniziale in Via San Luca, dove lei stessa era l’interprete principale ed Ambrogio già esperto suonatore di organetto, ma ancora studente universitario ci accompagnava con la sua sempre coinvolgente musica popolare.

Riuscì così bene la tradizionale sceneggiata della Zeza che Ambrogio invitò un suo amico regista della nascente RAI 3, che ci fece una ripresa e che poi, sotto il nome di Maranola Nostra, fu mandata in onda nelle “prove tecniche di trasmissione” che per qualche tempo si ritrasmisero, prima  che RAI3, andasse ufficialmente in programmazione. Questi miei ricordi, vorrei che fossero confermati o anche smentiti da chi quella “storia” l’ha vissuta e non da qualche ultimo arrivato  dalla  “memoria corta”.

Mi auguro che il team di trivio amici, voglia pubblicare queste mie discrete precisazioni. Profnonno