I MARTIRI DI MARANOLA LA GUERRA

memoria dei Martiri di Maranola PDF Stampa E-mail



Per non dimenticare
maranola-18

Sulla piazza di Maranola prima che iniziassero i lavori di restauro dell’edificio dell’antico Comune vi era una targa: PIAZZA ANTONIO RICCA. Un solo nome, senza alcuna spiegazione di chi fosse stato costui. Ora che i lavori sono al termine vorrei sommessamente suggerire al Sindaco di Formia che vanta i natali nel nostro Borgo, di correggere quella targa perché non è giusto che vi sia un solo nome, se si vuole con quella scritta ricordare l’episodio tragico dell’ottobre 1943.

Infatti furono due persone ad essere fucilate dai nazifascismi in via Rotabile, davanti alla abitazione di L. P .: Antonio Ricca ed Aurelio Pampena.

Antonio Ricca era il Delegato del sindaco di Formia a Maranola, maestro elementare, già capitano militare. Persona da tutti ritenuta irreprensibile, disponibile ad aiutare i cittadini di Maranola che in quei tristi giorni di guerra venivano spesso ricettati per scavare trincee da una guarnigione di tedeschi che in Piazza aveva la sede.

Aurelio Pampena, invece era un povero operaio che insieme ad un gruppo di altri maranolesi il maestro Ricca aveva nominato “guardia fili” per controllare la linea telefonica che portava a Formia. Bisogna anche dire che nella zona vi era un lestofante, un truce fascista che faceva da delatore ai tedeschi. Spesso li accompagnava nelle case e soprattutto sulla montagna dove poter razziare animali, generi alimentari e ori. Costui era il famigerato FRANCO PALMIERI che venuto a diverbio col Delegato Ricca, proprio per questioni delle ruberie che commetteva, lo accusò di essere al capo di una banda di Partigiani. Ma per il momento i tedeschi non gli credettero.

L’episodio che fece convincere i tedeschi che a Maranola ci fosse un gruppo partigiano, fu quello della cattura della contessa Pellegrino, che si era rifugiata in montagna lasciando la sua Villa di Gianola, per sfuggire ai bombardamenti, invece sempre per la delazione del Palmieri era stata indicata come interprete americana per favorire gli scambi con alcuni soldati alleati che erano stati paracadutati in montagna. La cattura della contessa avvenne proprio grazie a Palmieri che accompagnò i tedeschi nella ‘mandra’ dove era ospitata la vecchia contessa e ci fu anche una sparatoria in cui un soldato americano fu ucciso ed un altro ferito. La contessa poi fu trasportata a Maranola a piedi, e fattosi notte fu ospitata nella casa di Luigi Papa.

Il Palmieri che requisì la casa trattò male la famiglia del P. il quale pare che avvisato insieme al Pampena, si era ribellato e avevano sparato qualche colpo di fucile. Questo fu il fatto che fece convincere i tedeschi che qualcosa a Maranola ci fosse.

La mattina del 17 ottobre del 1943 un manipolo di tedeschi salì verso Maranola, che fu circondatae perquisita da cima a fondo. Alla casa di Antonio Ricca che ancora dormiva insieme alla sua numerosissima famiglia, trovarono la spada da capitano ed una vecchia pistola d’ordinanza. Allora lo accusarono di essere il capo dei partigiani maranolesie e gli ingiunsero di fare i nomi degli altri che eseguivono i suoi ordini.

Il Ricca specificò inutilmente che aveva al suo servizio solo una squadra di guardafili, che erano semplici ed umili operai.

Intanto vi erano state altre perquisizioni e alla casa di Aurelio Pampena era stato trovato un fucile da caccia. Presero allora i due, Pampena e Ricca e li portarono presso la casa di N.P., in via Rotabile e li intimarono anche alla famiglia di rivelare dove si trovasse il P. ritenuto anche lui un pericoloso partigiano.

Dettero un ultimatum: un’ora di tempo, se tutti i pregiudicati non si fossero presentati i due sarebbero stati immediatamente fucilati. Il tempo passò e nessuno si presentò e quindi fra le urla dei familiari, a stenti tenuti lontani dai tedeschi i due furono passati per le armi.

I funerali si svolsero il giorno dopo, il 18 di ottobre del 1943,il giorno della Festività di San Luca, il santo Patrono di Maranola e durante il trasporto della salma al cimitero ci fu un bombardamento e fra il corteo ci furono anche alcuni morti.

Il racconto che ho potuto fare in modo anche impreciso perché altri e più cose si potrebbero dire, e che io ho cercato di riportare in un dramma che già da alcuni anni ho scritto e che purtroppo mi è stato vietato di rappresentare, dai familiari delle vittime perché ancora aperte sono le ferite di quella tragedia di 65 anni fa.

 

Articolo tratto dal sito: www.freevillage.it

Scritto da Antonio Forte

I MARTIRI DI MARANOLA LA GUERRA

memoria dei Martiri di Maranola PDF Stampa E-mail



Per non dimenticare

maranola-18

Sulla piazza di Maranola prima che iniziassero i lavori di restauro dell’edificio dell’antico Comune vi era una targa: PIAZZA ANTONIO RICCA. Un solo nome, senza alcuna spiegazione di chi fosse stato costui. Ora che i lavori sono al termine vorrei sommessamente suggerire al Sindaco di Formia che vanta i natali nel nostro Borgo, di correggere quella targa perché non è giusto che vi sia un solo nome, se si vuole con quella scritta ricordare l’episodio tragico dell’ottobre 1943.

Infatti furono due persone ad essere fucilate dai nazifascismi in via Rotabile, davanti alla abitazione di L. P.: Antonio Ricca ed Aurelio Pampena.

Antonio Ricca era il Delegato del sindaco di Formia a Maranola, maestro elementare, già capitano militare. Persona da tutti ritenuta irreprensibile, disponibile ad aiutare i cittadini di Maranola che in quei tristi giorni di guerra venivano spesso ricettati per scavare trincee da una guarnigione di tedeschi che in Piazza aveva la sede.

 

(altro…)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *