STORIA DI UN PRETE PARROCO DI TRIVIO DI FORMIA 9

STORIA DI UN PRETE –

 

 

Don Raffaele Di Iorio,

 

parroco di Trivio [9]


Formia: Poesia alla Madonna del Piano
Tra le carte di Don Raffaele Di Iorio si trovava questo componimento manoscritto in onore della Vergine Santa del Piano, venerata in Ausonia (paese d’origine della sua famiglia e dove ha trascorso gli ultimi anni della sua vita), ed alla quale era particolarmente legato.

santuario del Piano
santuario del Piano

Non possiamo essere certi dell’attribuzione, ma tutto lascerebbe pensare ad una sua calligrafia di età giovanile. Il tipo di carta usata, la calligrafia ed il contenuto fanno pensare ad un lavoro composto prima della seconda guerra mondiale.
Oggi non esiste più il “gorgoglio di limpide acque” del torrente antistante il santuario del Piano nè esistono più le “orfanelle” del soppresso Istituto annesso al santuario.


E’ l’ora del tramonto e in questa valle
verde d’olivi e d’aranceti in fiore
echeggia un coro d’argentine voci:
Ave, Ave Maria.

S’erge nel cielo il campanil del tempio,
sfolgora all’aria i vivi suoi colori,
e al dolce canto uniscon le campane
le lor mistiche note:
Ave, Ave Maria.

S’effonde il canto nella verde valle,
l’eco ridesta gli abitur remoti
e i faticosi villici, deposti
i rustici strumenti,
volgono al tempio l’anima devota
e pregano ferventi:
Ave, Ave Maria.

Spira tra i rami tremuli di canti
Un fresco venticello,
splende nel cielo candida la luna,
ed il torrente, che tranquillo scorre
in mezzo alla verdura,
canta col gorgoglio di limpide acque:
Ave, Ave Maria.

Escon dal tempio a schiere
pensose le orfanelle
cinte le chiome di fragranti rose,
e in coro cantan magica armonia:
Ave, Ave Maria.

Tutto parla di te, Vergine bella:
il campanil con le frementi squille,
tra i rami gli augelletti
coi lor dolci pispigli,
le candide orfanelle
cinte di rose il biondo crine e i petti,
i mari, i fiumi, i monti,
le polle e i ruscelletti,
i fiori nelle aiuole
e nell’azzurro universale il sole.

Da tutti i cuori a Te si levan preci,
da tutti i cuori si levano singulti,
e lacrime invocanti
le grazie tue divine
bagnano i lini del marmoreo altare.

Per chi ai tuoi piedi prega
Di cuore e senza tregua
Il priego non è vano,
O Vergine Santissima del Piano

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