ELETTI ALLA REGIONE 2013

 

Elezioni Regionali Lazio 2013:

 

i 50 consiglieri eletti

 

 


Sulla base delle preferenze raccolte durante le elezioni, ed in base ai calcoli delle varie liste provinciali ecco nel dettaglio tutti i consiglieri eletti

Listino Zingaretti – Cristiana Avenali, Daniela Bianchi, Marta Bonafoni, Cristian Carrara, Baldassare Favara, Rosa Giancola, Gian Paolo Manzella, Daniele Mitolo, Teresa Petrangolini, Riccardo Valentini

ROMA


Pd РGianfranco Zambelli, Riccardo Agostini, Rodolfo Lena, Daniele Leodori, Eugenio Patan̩, Fabio Bellini, Marco Vincenzi, Simone Lupi, Massimiliano Valeriani, Mario Ciarla

 

 

LISTA CIVICA ZINGARETTI – Michele Baldi, Gianluca Quadrana

Sel – Gino De Paolis

Partito socialista Italiano – Oscar Tortosa

Centro democratico – Piero Petrassi

Candidato presidente eletto – Francesco Storace

Pdl – Adriano Palozzi, Luca Gramazio, Fabio De Lillo, Giuseppe Cangemi, Antonello Aurigemma,

Pietro Di Paolantonio

La Destra – Fabrizio Santori

Lista Storace – Olimpia Tarsia

Fratelli d’Italia – Giancarlo Righini

Movimento 5 Stelle – Davide Barillari, Devid Porrello, Valentina Corrado,

Gianluca Perilli, Loredana Cicerone

Lista civica per Bongiorno – Francesco Carducci

FROSINONE


Pd- Mauro Buschini

Pdl – Mario Abbruzzese

Lista Bongiorno – Mauro Fardelli

LATINA


Pd – Enrico Forte

Pdl – Giuseppe Simeone   DI FORMIA

Movimento5Stelle – Gaia Pernarella

VITERBO


Pdl – Daniele Sabatini

Pd – Enrico Panunzi

Movimento 5Stelle – Silvia Blasi

 


NICOLA ZINGARETTI

 

È IL NUOVO PRESIDENTE DEL LAZIO

Elezioni 2013

 

 

Le elezioni in Italia finalmente dopo 3 giorni sono arrivate alla fine.

Che lungo travaglio.

Negli USA con una popolazione superione di 6 volte all’Italia

si svolge tutto in un giorno. Il Martedi’ della settimana.

 

IL RISULTATO?   NE VINTI , NE VINCITORI.

 

BERSANI: che doveva smacchiare il giaguaro e’ rimasto a

                   fare la sua parlatina ideologica nel mondo delle meraviglie.

 

VENDOLA: Non sa piu’ che pesci prendere.

 

MONTI:   il professore e’ stato bocciato agli esami di maturita’.

 

FINI:      E chi l’ha visto. Dicono che si e’ rifugiato nella casa di Montecarlo.

 

CASINI:  Con tutti sti casini che ci sono in Italia se ne potrerbbe fare pure di meno.

 

GIANNINO: Il gattone ora gioca con Pinocchio che non piace andare a scuola a prendersi le lauree.

 

INGROIA:   Ha ricevuto un fermo d’arresto dagl’Italiani.

 

DIPIETRO: HUU HUU HUU  hahahah  miii mii miii e’ tornato dall’asinello nei campi del paesello di campagna.

 

DE MAGISTRIS: Che glie ne frega. E’ arrivato MARADONA.

 

BOSSI: Si e’ messo alla ricerca dei diamanti sulla riva del PO.

 

BERLUSCONI: Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Chiede a tutti quande volte vieni, ma lui  arriva sempre prima.

 

GRILLO: Arrendetevi Arrendetevi siete circondati.  BRAVO BRAVO con il suo ruggito e’ riuscito a far scappare tutti.

 

Ma allora chi ha vinto? 

 

….hoo dimenticavo che fra sei mesi mi arriva un’altra

scheda elettorale e si ricomincia tutto daccapo…………

 

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IL PARROCO BUONO E DIMENTICATO TRIVIO DI FORMIA

 

 

IL PARROCO BUONO – DIMENTICATO

 

 

 

 

Oggi 27 febbraio 2013 ricordiamo con commozione e tristezza la 47^ ricorrenza della morte (27.02.1966) di un uomo buono, mite e altruista:  “Gnoro Patino”, al secolo Reverentissimo Don Raffaele Di Iorio. Parroco bistrattato e incompreso di Trivio, frazione di Formia.

 

E’ dipartito in sordina, con la sua dignità, dopo anni di stenti e di rinunce nella casa della sorella ad Ausonia. Abbandonato da tutti, anche da quelli che si ritenevano suoi amici. Il popolo di Trivio è in debito con questo uomo, perchè ha lasciato punire un innocente rimanendo in totale disinderesse, con troppa indifferenza e noncuranza lo ha lasciato al suo amaro destino.



Gnoro Patino, non meritava di essere trattato come se fosse stato un incapace, la sua vocazione, il suo comportamento è sempre stato esemplare. Era un ministro di Dio, attento e scrupoloso ai canoni sacerdotali. Per chi lo ha conosciuto e praticato, era preparatissimo, colto e severo nell’esercizio della sua missione di pastore di anime e di promulgatore della parola di Dio.


Forse la sua unica colpa è stata quella di essere troppo buono e di fidarsi di adulatori, che poi sono diventati accusatori, quelli che sono andati a screditarlo e chi di dovere senza dargli la ben minima possibilità di difesa lo ha allontanato dalla parrocchia e dai suoi parrocchiani, che tanto amava e che ricambiavano in ugual misura, anzi di più, aiutandolo anche a superare degnamente le difficoltà dei tempi tristi e difficili post bellici.


Caro Brigante, non si puo’ esaudire , appagare e lavandoci le mani,soltanto con l’intitolazione di un parcheggio, ora noi comuni mortali,  possiamo soltanto rivolgere al buon Dio una preghiera per questo nostro parroco a noi tanto caro, che meritava di essere più compreso, aiutato, ma principalmente difeso dalle calunnie e dalle colpe che non aveva minimamente commesso.

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Dino

CONSIGLIERE REGIONALE PINO SIMEONE

 

L’IMPRESA DI PINO SIMEONE

 

NUOVO CONSIGLIERE REGIONALE

 

 

 

 

AUGURI E BUON LAVORO

 

DALLO STAF TRIVIOAMICI

 


E’  stato già difficile spuntarla con una sua candidatura, che era appetibile da tanti concorrenti pur validi e blasonati. Ma dalla sua Pino, aveva innanzitutto la stima dei vertici del PDL provinciali, in primis il Coordinatore e ancora una voltata Senatore Claudio Fazzone, ma anche del Presidente della Provincia che lo ha avuto al suo fianco per tutta la durata della sua consiliatura alla Provincia di Latina (ben otto anni) in qualità di Capo Gabinetto.


 

Ma oltre a questi sponsor blasonati, Pino aveva dalla sua un gruppo di “sinceri amici” affiatati, pronti a battersi per lui a Formia: Salvatore Forte, capogruppo Consiliare PDL e Presidente del CONSID di Gaeta, Erasmo Picano, già Presidente del Consiglio Comunale di Formia, e tutti gli altri Consiglieri che per l’occorrenza hanno fatto quadrato; dal giovanissimo Erasmo Merenna, a Gino Scafetta, Antonio Miele, e qual figlio prodigo Salvatore Orsini. Intenso è stato anche l’impegno degli Assessori Giuseppe Treglia, Gianni Carpinelli, Erasmo Ciccolella, Lello Ranucci.

Ma al di là dei big titolati, Pino ha potuto contare su uno Staff di amici, che lo hanno sopportato, incoraggiato, propagandato, ovunque è stato possibile. Ma non è stato difficile, perché il Personaggio Pino Simeone, era facile da “piazzare” perché in questa lunga gavetta, quale consigliere comunale e quindi assessore, ed ora anche Presidente del Consiglio Comunale di Formia, è stato sempre ed ovunque a contatto con la “Gente” con umiltà e serietà ed impegno. Queste doti ora lo hanno premiato e proprio nel momento in cui esce di scena per volere del popolo sovrano, una forza politica che per lungo tempo ha dominato, ora il “pallino” passa nelle mani di un gruppo di giovani che ormai hanno fatto esperienza e sono pronti per assumersi la responsabilità, l’ore e l’onere, dell’amministrazione della nostra città.

Siamo convinti che con la tua guida e dall’alto della tua nuova posizione politica ed amministrativa il gruppo PDL di Formia, ancora una volta decretato primo partito a Formia, risorgerà a nuova vita, pronto ad assumersi quelle responsabilità che gli competono. Auguri felicissimi di Buon Lavoro, Pino, ci resterà difficile abituarci a chiamarti Onorevole, ma siamo convinti che tu non lo pretenderai.

IL TEAM di TRIVIOAMICI e non solo!

STORIA DI UN PRETE XIV °CAP

STORIA DI UN PRETE – Don Raffaele Di Iorio, parroco di Trivio [14]
letture: 320
Formia: Dichiarazioni raccolte a Trivio

Durante il convegno tenutosi a Trivio di Formia il 28.3.2000 alle ore 18 sulla figura e l’opera di Don Raffaele Di Iorio nell’ambito delle iniziative del locale Centro Anziani è stato così raccontato pubblicamente durante il dibattito conclusivo dalle persone anziane convenute:

1)Don Raffaele Di Iorio prima della guerra era un prete ordinato e sempre elegante, ma sempre disponibile con tutti. Spesso celebrava le Messe ordinate dalla gente per i propri defunti in cambio di un piatto caldo.
2)Il sig. De Meo Pietro fu Antonio, sapendo che il parroco viveva solo e non si curava di cucinare a mezzogiorno, spesso mandava il figlio a portargli un piatto caldo.
3)Un anziano mangiapreti locale prossimo a morire fu visitato per ben tre volte da Don Raffaele che riuscì ad amministragli il Santo Viatico e con acqua santa ed un ramoscello d’ulivo benedisse tutta la famiglia. Dopo i funerali i figli volevano pagare la cerimonia ma Don Raffaele rifiutò ogni compenso affermando di essere un grande amico del defunto. Gli mandarono un cesto di roba da mangiare ma il parroco la restituì alla famiglia dicendo che dovevano mangiarla loro perchè di fame ne avevano tanta in considerazione dei tristi tempi post bellici.
4)Nel corso di un rastrellamento da parte dei tedeschi, alcuni triviesi sfuggirono dalla fila dei rastrellati, scappando lungo una scala che dava in un fienile ricolmo. Un tedesco balzò sulla scala infilando la baionetta nel fieno stesso e poi accese un fiammifero per dare fuoco all’erba secca. Don Raffaele, che aveva seguito il tedesco lungo la scala, allungandosi da dietro le spalle gli spense il fiammifero. Il tedesco si voltò immediatamente e
con un calcio gli fece ruzzolare tutte le scale.

5)Vi era una statua di San Giuseppe che aveva avuti alcuni danni dalla guerra e non si sapeva come fare per dargli un minimo di dignità. Allora si pensò di usare come cartapesta tanti manifesti elettorali che venivano affissi sui muri delle case. Mentre i giovani locali facevano il lavoro il prete si poneva in ginocchio per chiedere perdono a San Giuseppe per l’atto sacrilego che si faceva comunque in buona fede per onorare il santo stesso.
6)La questua domenicale veniva puntualmente distribuita interamente dal parroco ai ragazzi che facevano da chierichetto.
7)Un triviese che lavorava a Roma, nel 1957 incontrò a Roma don Raffaele che per vivere celebrava messa al Cronicario Sant’Anna e si fermarono a parlare tra loro. Con l’amicizia di don Raffaele ebbe molti altri incarichi di lavoro perchè il prete aveva diverse amicizie consistenti a Roma.
8)La canonica di Trivio era stata requisita dai tedeschi che la usavano per un loro comando.
9)Quando don Raffaele fu imprigionato in una porcilaia dai tedeschi ai quali si era offerto in cambio di trenta triviesi che dovevano essere fucilati per rappresaglia, veniva rifocillato di nascosto ogni sera da un soldato polacco addetto alle cucine che nutriva anche un povero vecchio di nome Severino. Una sera il Severino venne fucilato e la mattina dopo sarebbe stata la volta di Don Raffaele, ma il polacco lo avvisò e fece in modo che lui potesse scappare a Maranola.
10)Un graduato tedesco di alta statura si divertiva a picchiare il povero don Raffaele per puro divertimento ed in maniera violenta.

Chiudiamo questo lavoro riportando il brano di un libro pubblicato da un ricercatore di storia locale (GIOVANNI BOVE, Io c’ero, Nel 50° anniversario della distruzione di Formia, Formia 1994, p. 194):

«Trivio: piazza S. Andrea. Da un lato c’è una lunga fila di trenta ostaggi (uomini, donne, fanciulli, il più piccolo dei quali ha solo dodici anni). Non sanno di che cosa sono colpevoli e cosa li attende, sono smarriti, ognuno con un suo angoscioso pensiero segreto… Di fronte, lungo l’inferriata che da sulla stra­da provinciale, c’è il plotone di esecuzione. Nel tratto che accede alla piazza è ferma una camionetta tedesca da cui, forse, parti­rà un terribile ordine…
Ecco, s’apre la porta della chiesa, si fa avanti di corsa don Raffaele Di Iorio con la sua cotta bianca, regge tra le mani un lungo crocifisso, lo tende verso l’alto, va presso quella camionet­ta, gesticola fremente, parla concitato con l’ufficiale, si offre come unico responsabile dell’attentato a tre tedeschi.
Momenti di tensione, d’attesa spasmodica, poi don Raffaele è portato via mentre quei trenta ostaggi, paralizzati dal terrore, riacquistano la loro libertà».
Don Raffaele, coraggioso parroco di Trivio, non aveva esita­to a sacrificarsi per gli altri, ma anche per lui poi ci fu pietà.
Anche questo è stato un miracolo!
Si, spesso avvengono i miracoli, ma l’uomo deve saperseli meritare con il suo stile di vita.

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La rivoluzione grillo


Chi sono gli onorevoli grillini di Latina

 

e provincia


Tre parlamentari pontini per il Movimento 5 stelle. Nel boom ottenuto dalla lista che fa riferimento a Beppe Grillo – primo partito nel capoluogo e secondo in una provincia da sempre di centrodestra – la singolare elezione di madre e figlio.

A Palazzo Madama i 5 stelle, infatti, portano Giuseppe Vacciano, numero 2 nella lista, dipendente della Banca d’Italia, e Ivana Simeoni, al numero 6, infermiera alla centrale operativa dell’Ares 118.

Alla Camera, invece, entra il figlio della Simeoni, Christian Iannuzzi, disoccupato con la passione per l’informatica.


“E’ un risultato inatteso – dice la neo senatrice, fino all’ultimo in bilico per il seggio con il Pdl – non riesco a crederci”. Attivista della prima ora dei meetup di Beppe Grillo, ricorda “i primi incontri nei quali eravamo una quindicina”.

 

L’esordio del Movimento 5 stelle alle comunali di due anni fa, con la candidatura a sindaco proprio di Vacciano. “Alla fine ci siamo messi tutti in lista – dice ancora la Simeoni – quelli eravamo, ma nessuno si aspettava un risultato del genere”.

L’attesa dello spoglio e i festeggiamenti in un pub del centro di Latina, poi oggi “un’altra giornata ai seggi, c’è lo spoglio delle regionali”.