MORTE A DAMASCO

Morte a Damasco PDF Stampa E-mail
Notizie Poesia e Narrativa
Scritto da Profnonno
Domenica 03 Febbraio 2013 09:29
Caro Toni, il nostro Amico Bruno, assiduo frequentatore e collaboratore di trivioamici, si trova momentaneamente lontano da Formia. E’ impedito ad AOSTA dove è andato per problemi di salute, ma è incorso in un brutto incidente stradale: investito da un’auto sulle strisce ed ha riportato una grave frattura ad un piede. Per questo è immobilizzato con una fastidiosa ingessatura. Sappiamo che quotidianamente si informa sulla sua amata Formia tramite anche il tuo portale. Faresti cosa gradita a Lui e a tutti i tanti amici che lo stimano, se postassi questa poesia che ti allego: poesia che avrebbe dovuto recitare sabato scorso presso il Centro Anziani di Gianola. A te un grazie ed a Bruno un caloroso augurio di pronta guarigione e ritorno fra noi. (Profnonno)
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marricco-bruno 01 POESIE2010-RIO-FRESCO ZZZ 080
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Volano gli avvoltoi sulla città,

piovono   meteoriti   di fuoco;

fuggono impazziti i colombi.

Sprofondano i tetti delle case,

crollano i muri nelle strade.

Fugge una donna, abbraccia

la sua creatura, va cercando

un rifugio per la sua bimba,

fra muri crollati, ferri contorti,

corpi straziati, morti insepolti,

a Damasco.

In preda al terrore, lei stringe

al cuore la sua cara creatura

e corre tra morti e macerie:

non trova un riparo sicuro.

Tornano gli avvoltoi, lapilli

di fuoco piovono sulla città

e bruciano i corpi insepolti.

Spira l’acre odore di morte

a Damasco.

Cade la donna che correva

tra ferri contorti e straziati

corpi, stringe ancora la sua

bimba e, disperata, lei urla:

“Assad! Perché ci uccidi

a Damasco?”

Le ombre avvolgono la città,

nelle strade regna il silenzio.

Piange la bimba; due manine

scuotono l’immobile corpo,

una vocina invoca “Mamma!”

S’ode, tra ferri contorti e muri

crollati, di bimba un lamento

a Damasco.

Cala l’oblio; più non s’ode

della bimba il triste pianto.

Una luce fende le tenebre,

nel cielo vola una candida

colomba, si posa nell’Eden.

Lì, la bimba coglie un fiore,

tende le manine e correndo,

invoca “Mamma!”, come

a Damasco.

Bruno Marricco

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