PERCHE’ SI ALLAGA FORMIA QUANDO PIOVE ?

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Formia Libera

 

 

Perché Formia si allaga quando piove?

Pubblicato il 28 agosto 2013 da redazione

 

 

Al Comune di Formia lavorano 226 persone. Di queste, 8 sono dirigenti e 72 sono funzionari (32 funzionari di categoria D3 e 40 di categoria D1) . Un incredibile esercito di “generali” e “tenenti” disseminati nei vari uffici del Palazzo. O nei vari bar del centro di Formia.


80 persone che dovrebbero sovraintendere al lavoro di 146 dipendenti. Cioè abbiamo la media di un “capo” ogni 1,8 dipendenti. Verrebbe da dire: “ ma la fatica, chi l’adda fa ?”

Ma il punto non è questo. Il punto è che ci sono mansioni che possono essere svolte da tutti e mansioni che richiedono particolari competenze e professionalità.


A reggere una scopa in mano e pulire le strade, storto

o diritto, ci può riuscire chiunque; scavare una fossa è ficcarci un morto è alla portata di tutte le persone di sana e robusta costituzione fisica; a compilare un modulo allo sportello, dagli e dagli, ci riuscirebbe pure un deficiente; a fare le fotocopie, una volta capito il fronte e il retro, siamo tutti capaci. Voglio dire, per le mansioni di bassa manovalanza non è necessario avere particolari competenze o un alto grado di istruzione. Bene o male ci riuscirebbe chiunque. Anche uno dei qualsiasi adepti dell’UDC sparsi in tutti gli uffici della Pubblica Amministrazione della provincia.


Ma le figure apicali, ovvero funzionari e dirigenti, dovrebbe essere selezionati per il merito, per un particolare corso di studio, per professionalità acquisite, per capacità indiscutibili, per un curriculum con i contro-coglioni, e non presi dalla platea dei comizi elettorali.

Su 72 funzionari attualmente in organico, NESSUNO di loro ricopre il proprio incarico per aver vinto un CONCORSO NAZIONALE PER FUNZONARIO AL COMUNE DI FORMIA. Del resto sono almeno trent’anni che il Comune di Formia non bandisce alcun un concorso. Figuriamoci se iniziano proprio ora. Questi 72 funzionari, capiufficio, capiservizio, sono diventati tali attraverso una serie di stabilizzazioni, progressioni verticali e finti concorsi interni, con finte commissioni create apposta per favorire l’apparato interno al Comune. E soprattutto per evitare che qualche giovane laureato “esterno” potesse accedere a luoghi blindati.

Tutto ebbe inizio alla fine degli anni ’90, quando la Giunta Municipale decise di promuovere in blocco tutto il personale in forza al Comune di Formia. Per questo decise di bandire un concorso INTERNO, riservato al PERSONALE ASSUNTO SENZA ALCUN CONCORSO, con tanto di commissioni e indici di valutazione.

Tutta le gestione dei falsi concorsi fu affidata a un professore universitario di Scienze dell’Amministrazione ed esperto dell’organizzazione di concorsi pubblici per gli Enti Locali. Insomma, uno scienziato della materia. Un luminare. Per i corsi – concorsi al Comune di Formia questo scienziato incassò una parcella da cento milioni. Oggi si scopre che quel tizio, che risponde al nome di Vincenzo Papadia, non solo non è mai stato professore, ma che non è manco laureato. E’ un banale e umile ragioniere, senza neanche l’abilitazione di commercialista. E’ stato rinviato a giudizio cinque mesi fa dalla Procura della Repubblica di Latina per truffa aggravata ai danni della pubblica Amministrazione, perché millantava lauree e titoli che non possedeva.

Insomma, l’attuale apparato amministrativo del Comune di Formia è stato “costruito” da un ragioniere delinquente truffatore. Gli attuali funzionari e dirigenti sono stati selezionati da un volgare truffatore. Tutte le promozioni dei dipendenti comunali sono state decise da uno che non aveva manco il titolo per promuovere un bambino alle scuole elementari.

http://www.studio93.it/news/read_news.php?news=54242&category=2


E così, grazie alla “collaborazione” di questo scienziato, tutti i funzionari e i dirigenti del Comune di Formia, entrati come stagisti o tirocinanti o nelle migliori delle ipotesi a tempo determinato, si sono ritrovati, senza selezione e senza merito, all’apice della loro carriera. Gente che fino al giorno prima “pasciava” le capre, oggi si ritrova a dirigere importanti e delicati uffici della Pubblica Amministrazione.

Così come NESSUNO degli otto dirigenti è stato assunto attraverso un regolare concorso nazionale promosso dal Comune di Formia. I dirigenti all’Urbanistica, Bilancio e Servizi Sociali provengono da altri Enti. Per loro è bastata una semplice istanza in carta semplice e le giuste “conoscenze” nel Comune di Formia. I dirigenti ai Tributi, Opere Pubbliche, Protezione Civile e Polizia Locale, invece, sono entrati in comune come semplici impiegati e in un paio d’anni, grazie ai corsi – concorsi di Papadia, si sono ritrovati dirigenti, senza dove competere in un regolare bando di concorso nazionale.

Il più “furbetto” di tutti è stato il dirigente all’Avvocatura Comunale. Il vero e proprio “furbetto del quartierino”. Pensate, l’attuale dirigente all’avvocatura del Comune di Formia fu assunto come impiegato. Dopo di che, colui che dovrebbe difendere l’Ente in fase di giudizio, denuncia lo stesso Ente che dovrebbe rappresentare, perché anche lui voleva diventare dirigente. Qualcuno gli avrà detto: “ma se sei l’unico dipendente dell’ufficio, chi devi dirigere?” Ma lui voleva diventare dirigente, punto e basta. Anche a costo di dover dirigere solo se stesso. E chiese anche 100 mila euro di risarcimenti danni per dequalificazione professionale. Inizia e il processo e … che succede? Succede che la Giunta Municipale di Formia decide di conciliare la causa con l’avvocato e passarlo direttamente dirigente. Senza alcuna sentenza. Negli ultimi venti anni il Comune di Formia ha conciliato un solo contenzioso: questo. E così l’avvocato che deve difendere il proprio Ente, denuncia l’ Ente per il quale lavora e concilia la vertenza. Bella roba.

E allora penso che sia chiaro il titolo: perché Formia si allaga quando piove? E di più: perché il manto stradale frana a ogni schizzo di pioggia? Perché le buche sull’asfalto restano buche per mesi e mesi? Perché i parcheggi a Maranola continueranno a crollare? Perché i teatri appena costruiti necessitano di altre centinaia di migliaia di euro di manutenzione? Perché le opere pubbliche vengono consegnate con due anni di ritardo e con un puntuale aggravio di spesa? Perché i lavori sulla piazza del parcheggio multipiano sono fermi? Perché il piazzale della stazione dei treni fa tanto schifo? Perché quando piove l’acqua dai rubinetti esce marrone? Perché per avere un documento ti fanno tribolare fino all’inverosimile?
Semplice. Perché abbiamo un apparato amministrativo pieno incapaci, inetti, e, visti i precedenti dubito anche che siano laureati. Persone assunte non per merito, ma selezionate da un ragioniere, magari diplomato al Colabello, sedicente professorone universitario sotto processo per truffa, e il tutto sostenuto da una intera classe politica che tende a proteggere il proprio apparato e si guarda bene dal costituirsi parte civile nel processo contro Papadia. E fino a quando questa classe dirigente resterà al suo posto, noi continueremo a pagare i danni derivanti dai guai che altri combinano.

Proprio in questi giorni il Governo sta decidendo di stabilizzare altri seimila precari della Pubblica Amministrazione assunti a tempo determinato. E’ possibile che tra qualche mese ci ritroviamo Benedetto Assaiainte (precario, assunto un mese fa a tempo determinato) come Dirigente alla Cultura. Anche per lui, come tutti i dirigenti del Comune di Formia, può esserci il “WIN FOR LIFE” vincente da grattare quanto prima.

 

LETTERA DI CULTUR@L CLUB ITALIA AL SINDACO

 

Comunicato n.3: Ponte B.Tallini, serve chiarezza!


L’Amministrazione Bartolomeo ci deve aiutare a capire le vere cause della chiusura forzata del parcheggio sottostante il Ponte B. Tallini, c/o l’area del Molo Azzurra.

Nell’0rdinanza n° ………………………….. (esisterà?), si menzionava la precarietà della struttura che veniva data per pericolante; pertanto a nome della sicurezza, andava chiusa immediatamente.

Come sappiamo, il ponte è l’unico collegamento veicolare esistente tra il molo (imbarco per le isole) e il centro città a pochi passi dalla stazione ferroviaria.

Ciò premesso, chiediamo alle precedenti Giunte e cosa hanno realmente fatto affinché non si potesse arrivare a ciò e si chiede all’attuale amministrazione (da poco insediata), come intende procedere per il futuro, senza arrecare ulteriori disagi.

 

 

Se il ponte (sempre secondo l’ordinanza) è veramente così fatiscente, perché si continua a tenerlo aperto al traffico sovrastante, sia veicolare che pedonale e si da solo l’ordine di chiusura al parcheggio sottostante in piena estate nonostante la carenza di parcheggi e l’aumentare del traffico in questo periodo dell’anno, lasciando aperto solo un tratto per l’attraversamento dei pedoni e la possibilità di far pernottare i clochard?

Barone chiede chiarimenti, perché la cittadinanza deve sapere se la propria vita, la vita di un essere umano, vale meno di un “amico a 4 zampe” (visto le varie iniziative in tal senso poste in atto) o peggio ancora, vale meno di un’utilitaria graffiata da qualche calcinaccio, o frammento di cemento cadente, visto che il ponte non è stato mai interdetto al passaggio pedonale sottostante e sovrastante.

Sig. Sindaco, aiutaci a capire da che parte sta questa Amministrazione e se intende realmente ascoltare

( come più volte dichiarato) i cittadini comuni e le varie associazioni “libere” , che le danno un tangibile contributo nell’evidenziare e segnalare i problemi che si vengono a creare in città; una collaborazione in tal senso e ascoltare chi chiede, è indice di crescita culturale.

Segreteria della I.C.C. Territoriale

(Cultur@l Culb Italia)

NON C’E’ MARE UGUALE ALL’ALTRO

 

 

 

 

FRANCESCO DI CHIAPPARI 

 

 

NON C’E’ MARE UGUALE ALL’ALTRO

 

 

 


“Franchino” così lo chiamiamo noi amici, non è nuovo a performance letterarie.

 

 

 


Ingegnere chimico, prestato all’insegnamento, chi lo conosce a fondo ritiene che sia stato un talento sprecato impegnato così come è stato nei suoi circa quaranta anni nella scuola. Non perché non sia stato un buon insegnante, anzi, a sentire i suoi alunni delle scuole professionali, con il prof. Di Chiappari le ore “volavano” ,come suol dirsi, perché riusciva a rendere leggera,accessibile, ma anche appassionante una materia per me, l’ostica Chimica.


Sprecato, nel senso, che avrebbe potuto avere maggiori chance come scrittore. Per chi come me, che ha letto quasi tutte le sue opere, soprattutto le raccolte di poesie, a cominciare dalle “per le vie di Cormons” un “Lampo nel buio, ecc. ecc. per finire all’ultimo romanzo “Non c’è mare uguale all’altro”, fresco di stampa, può ben ritenere che Francesco Di Chiappari abbia capacità espressive non comuni. Un talento letterario latente, che non è riuscito a far emergere completamente, perché non ha avuto la costanza e la perseveranza di credere nelle sue qualità di uomo di cultura capace di affabulare e far rivivere, sia pure con una fervida fantasia, personaggi e realtà che poi a ben vedere sono il suo vissuto di una vita travagliata e a volte sofferta.

Nel leggere le sue pubblicazioni, non vi sono prefazioni o presentazioni di alcun tipo fatte da personaggi accattivanti, niente di niente, direbbe lui. Un altro pregio, ma si rivela poi un suo difetto, è quello di essere schivo, modesto, riservato; lo puoi ritenere quasi introverso, quando ci parli per la prima volta, ma poi fatta la sua conoscenza, diventa un fiume in piena che travolge gli argini e via libera ai tanti argomenti che sa trattare ed illustrare e sempre con alta cognizione di causa.

Tornando poi alle sue opere, anch’esse sono riservate, sì, scritte per pochi intimi, forse quei quattro o cinque amici, nel ricordo di quando giovanetto, insieme a loro, si entusiasmava come tanti, a voler cambiare il mondo con la musica. E proprio la musica è un’altra forte passione del Nostro Franchino. Ne parla con competenza d’esperto, in questo suo ultimo lavoro che ho finito appena di leggere. Sono stato uno dei primi a riceverne una copia. Non sono molte le copie che ha stampato. Le stampa contando i probabili “amici lettori” che potrà interessare e più ancora entusiasmare. Non cerca editori che gli possano far firmare un contratto è tutto self made man. Sa bene Franchino oltretutto che sfondare nella vita letteraria non è facile. Occorrono conoscenze di editori compiacenti, relazioni pubblicistiche e non ultime quelle politiche.

E allora pensando a tutte queste difficoltà, uno come Franchino, ma ce ne sono tanti

altri che si arrendono e rinunciano a cercare un pur minimo “aiutino” per emergere.

Quanti anni ha dovuto aspettare Antonio Pennacchi, per vedere consacrato il suo talento con il riconoscimento ufficiale del Premio Strega! Una vita!

Invece spesso, sono proprio “questi scrittori sconosciuti” che hanno dentro la genuinità, la verve, la novità per interessare un lettore che non vuole essere condizionato da mode del momento. Non posso consigliare a tutti di leggere l’ultimo libro di Franchino Di Chiappari, perché penso che ormai i suoi circa 50 volumi stampati li abbia già consegnati nelle fide mani della sua ristretta cerchia di “amici” .

Fra questi ho l’onore di essere anch’io annoverato, visto la dedica con cui ha accompagnato il regalo prezioso della sua ultima creatura :”Antonio, so che sta in buone mani,spero che ti piaccia,come è piaciuto a me mentre lo scrivevo.Franchino

Così al prossimo incontro dopo la solita pacca sulla spalla me la caverò con un “E bravo Franchino, anche sta volta ci hai fatto divertire”. E questo è quello che lui si aspetta, non di più. E questo è quanto che gli diranno tutti gli “amici”, avendo ultimata la entusiasmate lettura.

Ora io dovrei parlarvi del libro, un trattato di musica, poesia,racconti fiabeschi e verosimili, amicizie nate su una barca in una fantastica e pur veritiera traversata, sul mare che non ha confini. Ed il mare, appunto è il personaggio principe di questo volumetto, snello ma prezioso, che affascina e tiene presi da un vorticoso racconto, che ti lascia senza fiato. E’ quindi un libro estivo, parlando del mare e dei favolosi posti del mare nostrum e non solo che la sua “nave” L’Argentina,costeggia. Ma non voglio dirvi di più. Voglio fare una proposta all’amico Toni, che pubblichi i capitoli più interessanti di quest’opera di Franchino, in omaggio a Lui, ma soprattutto ai lettori di trivioamici.it.

Profnonno

Il risvolto di copertina

“Non esistono strade che conducono in Paradiso e quantunque ne trovassimo una,

non ammette scorciatoie,percorsi privilegiati, vie di fuga fatte apposta per precedere gli altri ed assicurarsi il posto più chic in prima fila.Il paradiso occorre guadagnarselo da soli, perché il Paradiso è uno stato d’animo, una condizione di puro equilibrio interiore, e se qualcuno piange, tutti gli altri se la ridono, perché sanno che sta scherzando.Il Paradiso è l’immenso spazio associato all’anima, invisibile, ma pur vero e si manifesta tutte le volte che riusciamo ad assaporare

la gioia e la serenità senza aver bisogno delle sovrastrutture legate al disordine

della vita.

Puro Cielo,

da qui all’infinito,

e in qualche punto un aereo.

Ciò checi sovrasta è l’azzurro,

sotto di noi…il mare!

Francesco di Chiappari

 

DICHIARAZIONI DEL PENTITO CARMINE SCHIAVONE

 

DICHIRAZIONE SINDACO

 

SANDRO BARTOLOMEO

 


Le dichiarazioni del pentito Carmine Schiavone, peraltro già note agli addetti ai lavori dalla fine degli anni Novanta ma in questi giorni rese di dominio pubblico grazie alla rete, pongono inquietanti domande e impongono immediate e accurate indagini da parte sia delle Procure ordinarie coinvolte, sia delle DDA competenti che dello stesso Procuratore Nazionale Antimafia.

Si parla di 5 milioni di cittadini che tra il Lazio (precisamente, la zona in cui viviamo, il litorale laziale) e la Campania sarebbero condannate a morire a causa degli effetti cancerogeni scatenati dall’interramento di rifiuti tossici e addirittura radioattivi. Il tutto con l’avallo concretatosi con i silenzi, le omissioni, la superficialità, la sottovalutazione, la mancanza di controlli di chi era preposto e pagato per tutelare i cittadini, anche se, da quanto afferma il pentito, non mancherebbe la complicità più fattiva di politici, magistrati e forze dell’ordine.


Non si può non censurare, in ogni caso, la circostanza che in venti anni, l’Amministrazione  Provinciale e le forze dell’Ordine a tanto tenute, non abbiano ritenuto di effettuare saggi lì dove indicato (con tutti i dettagli da Schiavone che ha fornito persino marche, modelli e targhe dei camion che sversavano), né di bonificare le aree o di fare indagini anche partendo da uno screening dei morti per tumore nella zona del Lazio incriminata.

Moriremo per mano della mafia o di chi, deputato alla nostra tutela, si è mostrato sprezzante del valore delle vite umane, in cambio di potere e denaro?

Il Comune di Formia, tra i più colpiti, a causa della sua ubicazione nel sudpontino-litorale laziale, da questi fatti, darà battaglia in tutte le sedi e contro chiunque verrà ravvisato responsabile degli stessi. Intanto, si rivolgerà, senza indugio, direttamente al nuovo Procuratore Nazionale Antimafia perchè faccia luce su questo annunciato sterminio di massa e coordini velocemente le indagini per dare risposte ai cittadini nel tentativo forse insperato di arginare il maturare di ulteriori danni.

 

 

 

 

DI PATRIZIA  MENENNO

 

E’ di questi giorni l’intervista rilasciata da Carmine Schiavone a SKY a cui è stata data molta risonanza sui giornali e sui social network. Ognuno di noi è stato colpito da una o più delle sue affermazioni e ognuno di noi dà una lettura personale o esprime un giudizio morale, politico, antropologico, sociale, di costume su quanto da egli dichiarato e ne trae le conclusioni: chi arrendendosi e ritenendo vano ogni sforzo di contrasto, chi invece convincendosi sempre più di quanto sia indispensabile che i cittadini tutti si impegnino direttamente e personalmente in una vita all’impronta della legalità partendo dalle piccole cose, dal rifuggire scorciatoie, raccomandazioni per posti di lavoro e soprattutto imparando a rispettare le regole.

Dileggia sornione Maroni che si vanta del “modello Caserta” (una task force di investigatori e militari per le strade a fare posti di blocco), nato dalla volontà di contrastare il fenomeno del clan dei Casalesi (che non è un fenomeno ordinario di camorra, parole di Maroni) e descritto dall’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi come “l’antimafia dei fatti contro l’antimafia delle chiacchiere” e lascia intendere che senza il suo contributo i processi Spartacus I e II non si sarebbero conclusi con le pesanti condanne che tutti conoscono. Ed ha ragione Schiavone.

 

Come ha ragione allorquando afferma che non lo rifarebbe. Quell’istituto che è nato come uno strumento indispensabile per colpire e smantellare le mafie oggi è divenuto, grazie alla politica, un’aberrazione istituzionale. Oggi Schiavone non gode più della protezione dello Stato, perchè lo Stato abbandona in maniera vergognosa, incivile e senza scrupoli sia i collaboratori che i testimoni di giustizia, una volta che non servono più.

Ed è per questo che Carmine Schiavone ricorda un po’ Don Abbondio, perchè come Don Abbondio ha scelto la sua vita e l’ha vissuta (prima da massimo esponente della Cupola, poi da pentito, oggi da pentito abbandonato dallo Stato) in un sistema di schiavitù volontaria ma indipendente. Attraverso le sue parole viene delineato un ritratto credibile e disperato dell’Italia, quella delle mafie, degli sbirri che portano rispetto ai malavitosi (informandoli addirittura dei movimenti che li riguardano), dei faccendieri che concludono affari economici con le mafie, di falliti che pur di entrare in politica si assicurano voti elettorali che altrimenti non prenderebbero mai e che ricambieranno una volta eletti con licenze edilizie, appalti e facendo concludere affari finanziari e commerciali nei settori più appetibili della vita quotidiana, dalla sanità pubblica allo smaltimento dei rifiuti. Il tutto ovviamente noncuranti delle ripercussioni che spesso le azioni illegali che essi favoriscono hanno a medio e lungo termine sul bene più prezioso dei cittadini: la salute!

“A Latina e nel sud pontino moriremo tutti di cancro!”

Più che ringraziare Schiavone per averci previsto le cause della nostra morte, forse dovremmo ringraziare personaggi che, come Cusani, continuano da anni a dire che la mafia non c’è!!

Ma la cosa più scandalosa dell’intervista è che, ciò di cui oggi tutti parlano, è noto da almeno due decenni e non è stato alzato un dito per verificarne seriamente i fondamenti (si parla di scavi effettuati a sei metri di profondità mentre Schiavone ha sempre riferito che i rifiuti tossici e radioattivi sono sepolti a 18 metri di profondità). E la Provincia di Latina con tutto il suo apparato amministrativo-burocratico e di polizia poteva non sapere? E le Procure competenti hanno dato seguito a quanto emerso negli atti del processo?

Le responsabilità dei cinque milioni di morti che avverranno e in parte sono avvenute sono solo dei casalesi o di chi ha omesso, permesso, acconsentito, taciuto ed è il complice principale?

Chiediamo ora e lo chiederemo con forza in tutte le sedi istituzionali che si faccia chiarezza definitivamente ed in tempi brevi perchè i cittadini hanno il diritto di conoscere ed essere risarciti per i danni irreparabili subìti o subendi.

Patrizia Menanno

 

GLIU MUGLINARU

(GLIU MUGLINARU)


(Maestro Settimio Guglielmo)


NON E’ MAI TROPPO TARDI,

FINALMENTE QUALCUNO

HA BEN PENSATO

A GLORIFICARE E LODARE

UN ECCELLENTE MAESTRO DELLA PITTURA.


GRANDE UOMO, GRAN MAESTRO DI VITA,

SAGGIO ED ERUDITO.


CON I SUOI AMMIREVOLI

E INCANTEVOLI QUADRI,

RIPRODUCENTI FEDELMENTE

LE BELLEZZE DELLA DIVIN NATURA,

CON COLORI E SFUMATURE,

BELLE E SUBLIME,

HA DELIZIATO E DELIZIA

LA MENTE E IL PALATO

DEI CULTORI DELLA NOBIL ARTE:

“ LA PITTURA “.


HA DATO LUSTRO E NOTORIETA’,

CON IL SUO MAGICO

E FATATO PENNELLO,

AL SUO AMATO PAESELLO,

A CUI E’ AFFEZIONATO.


L’HA FATTO CONOSCERE,

ED E’ SEMPRE PRONTO

A LODARNE LA STORIA,

LE TRADIZIONI E I COSTUMI.


BRAVO MAESTRO,

AD MAIORA SEMPER.


NON CI SONO PIU’ NEL ZINCARETTI,

AGGETTIVI QUALIFICATIVI

PER LODARE LE TUE DOTI ARTISTICHE

E ANCHE DI GRANDE ESPERTO DI

ERBORISTERIA E DI ARNIE.



TRIVIO 24.08.2013                                                                                                                                                            Dino

 

 

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NUBIFRAGIO A FORMIA

 

 

Formia

 

 

 


Allarme maltempo, task force subito al lavoro. Situazione sotto controllo

 

La macchina organizzativa del Comune di Formia si è messa subito in moto per fronteggiare l’ondata di maltempo che questa mattina si è abbattuta sul Golfo di Gaeta. Alla fine bilancio positivo: danni ridotti all’osso e interventi strutturali eseguiti per prevenire nuove criticità.

Il sindaco Sandro Bartolomeo, fuori Formia, è stato costantemente informato dell’evolversi della situazione attraverso il capo di gabinetto Giovanni Acampora. Per coordinare gli interventi si è costituita una task force di amministratori composta dal vicesindaco Maria Rita Manzo, dall’assessore ai Lavori Pubblici Eleonora Zangrillo e dal dirigente del settore Manutenzione Marilena Terreri.

A produrre gli allagamenti è stato il parziale otturamento dei tombini determinato dalla caduta degli aghi di pino. Immediato è stato l’intervento dell’Ufficio Tecnico comunale, del comando di Polizia Municipale e della Protezione Civile. La combinazione di queste tre forze ha consentito la risoluzione delle criticità principali nel giro di poco più di due ore. Le maggiori apprensioni hanno riguardato il torrente Pontone dove la Protezione Civile e gli operai del Comune hanno provveduto a rimuovere i tronchi trascinati dalla corrente del rio che creavano un tappo all’altezza della foce. La task force ha poi incontrato al bivio della Canzatora il sindaco di Gaeta Cosimino Mitrano, il suo vice Leccese e il comandante della Polizia Locale gaetana. Contestualmente, Mitrano si è sentito telefonicamente con Sandro Bartolomeo.

L’appuntamento è per domani mattina quando le due amministrazioni si accorderanno per chiedere alla Regione un finanziamento per la messa in sicurezza degli argini del torrente. Interventi strutturali necessari, come drammaticamente emerso l’anno scorso quando l’esondazione del rio produsse una vittima e danni consistenti all’intero quartiere, posto proprio ai confini tra i Comuni di Formia e Gaeta. Nel percorso sarà coinvolto anche il Comune di Itri che ospita il tratto più interno del torrente. Grazie all’intervento operato alla foce, comunque, la situazione è pienamente sotto controllo. Il fiume sarà costantemente monitorato anche nei prossimi giorni. Il nubifragio ha creato problemi anche nel centro di Formia.

 

In via Vitruvio, all’angolo con via XX settembre, la strada è stata temporaneamente transennata per prevenire il rischio di cedimenti del manto stradale. Nel giro di 24 ore saranno completati gli interventi di messa in sicurezza. Si sono prodotti allagamenti anche in Largo Paone, di fronte la rotonda (antistante bar Zanzibar). La conformazione della piazza, ereditata dalla precedente amministrazione, in ogni probabilità dovrà essere rivista perché c’è il forte rischio che alle prime forti piogge gli allagamenti si ripetano. Protezione Civile ed esercenti hanno provveduto comunque a rimuovere la coltre d’acqua e, successivamente, a garantire bonifica e lavaggio della piazza. Tamponate, le emergenze, l’amministrazione comunale intende comunque rimuovere le cause di pericolo. Per questo motivo, su Vindicio e altre zone a rischio delle città, tra cui via Emanuele Filiberto, è stato attivato un intervento straordinario per lo spazzamento degli aghi di pino che intasavano i tombini generando gli allagamenti.

Cordialmente,

 

DIAMOCI UNA MANO FORMIA

 

– “DIAMOCI UNA MANO”

 

Formia, 24 agosto 2013

 


E’ stata presentata stamane, presso la Sala Ribaud del Comune di Formia, la manifestazione dal titolo “Diamoci una mano”, frutto delle sinergie costituite, nonostante il breve tempo di insediamento, tra l’amministrazione comunale, in special modo l’assessore ai Servizi Sociali –

Eliana Talamas – e tutte le associazioni operanti sul territorio.

Il tutto avrà inizio con una grande festa “delle reti solidali” martedì – 27 agosto 2013 – dalle 18:00 presso il Parco “De Curtis” , nel quartiere di Gianola, quando adulti e bambini saranno coinvolti in momenti di musica, poesia e gioco.


Presso tutti i punti vendita aderenti (“Conad Ida”-via Palazzo, “Conad”- via Vitruvio e via Sant’Janni, “Todis”, “Sigma” via Santa Maria La Noce e via Degli Orti, “Lo Spicchio”  via Santa Maria La Noce) – dal 30 agosto fino al 28 settembre -  avrà luogo la raccolta di beni di lungo corso, coordinata dalla Croce Rossa Italiana  con il sostegno dei volontari delle 30 associazioni aderenti ( “Croce Rossa Italiana”, “Cittadini 2.0”, “Centro commerciale naturale”; “Energia e soccorso”, “Anici”, “Avis”, “Gianolamare”, “Liberautismo”, “Airs”, “Apertamente”, “Aipa Sud Pontino”, “Ailu”, “Solidarietà”, “Coop spazio incontro”, “Fondazione Don Cosimino Fronzuto”, “Osservatorio anti-violenza” – “Coop Herasmus”, “Afdf”, “L’aquilone”, “Insieme immigrati in Italia”, “Non solo per caso”, “Un mondo di piccole cose”, “Coop Lyceum”, “Arte e mestieri”, “Un’altra città”, “Il sorriso”, “Amnesty”, “Emergency”,  “Ver”, tutti i Centri Anziani).

Inoltre, alcune di queste associazioni ( tutti i Centri Anziani, “Lyceum”, “Cittadini 2.0”, “Un’altra città”, “Amnesty Formia”)hanno messo a disposizione le loro sedi come punti raccolta per chiunque voglia donare dei prodotti, quali farmaci a lunga scadenza, prodotti alimentari, cartoleria, e qualsiasi cosa non sia soggetta a deperimento. A questi, durante la manifestazione “I teatri del Mediterraneo”, anche il teatro “Bertolt Brecht”, offrirà il suo spazio come punto raccolta.

Alla fine di questo vero e proprio “mese della solidarietà”, avverrà la distribuzione del materiale raccolto alle famiglie più indigenti del territorio che, secondo i dati annoverati dalla Croce Rossa Italiana, nella persona di Matilde Aratari, in base ad un ultimo calcolo, si aggirerebbero, approssimativamente, intorno alle 300 unità familiari.


“Questa iniziativa nasce da un’esigenza che abbiamo rilevato nel confronto con la Croce Rossa Italiana e con  le tante associazioni incontrate in questi due mesi di amministrazione. Aumentano le richieste da parte delle famiglie e diminuiscono le risorse -  anche per quanto concerne i beni di prima necessità -”, ha commentato l’assessore Eliana Talamas, che insieme al vicesindaco Mariarita Manzo e l’assessore alle Attività Produttive -  Clide Rak – ha presentanto l’iniziativa, alla presenza di altri esponenti dell’amministrazione, della stampa e di tutti i rappresentanti delle associazioni aderenti.

“Abbiamo voluto dare una risposta immediata – ha concluso l’assessore – coinvolgendo il terzo settore, organizzando un progetto a costo zero che garantirà  il coinvolgimento di una fetta molto ampia della cittadinanza per poter arrivare a quante più famiglie possibili. L’ evento avrà, dunque, il doppio compito e merito di far emergere dati relativi allo stato di povertà tra la popolazione del  territorio, ma anche, in particolare, la ricchezza in termini di risorse umane, fiore all’occhiello di questa città”.

Antonia De Francesco