Giuseppe Simeone contro la chiusura del tribunale di Gaeta

 

Giuseppe Simeone contro la chiusura del tribunale di Gaeta lettera indirizzata dal consigliere regionale pdl al ministro Cancellieri Golfo di Gaeta: (AGENPARL) – Roma, 11 set –

 

Il consigliere regionale del Pdl, Giuseppe Simeone, ha partecipato questa mattina alla manifestazione che si è svolta a Gaeta contro la chiusura del tribunale. Ieri è stata inviata una lettera al ministro della Giustizia per impedire la soppressione e soprattutto la disintegrazione del territorio pontino Questa mattina presso la sede del tribunale di Gaeta si è svolta l’assemblea permanente degli avvocati per manifestare contro la scelta del Ministro Cancellieri di sopprimere le sezioni distaccate del tribunale di Latina. Presenti il consigliere regionale del Pdl, Giuseppe Simeone, il vescovo e le autorità locali oltre ai rappresentanti dell’ordine degli avvocati del sud pontino. «Siamo qui oggi – ha spiegato il consigliere Simeone – non per ragioni di campanilismo o per agevolare gli avvocati ma per spiegare ai cittadini le ragioni del nostro dissenso. In queste settimane ho fatto leva su tutti gli strumenti a disposizione per fare in modo che la Regione Lazio prendesse una posizione netta e di contrasto al provvedimento. Ieri ho inviato una lettera al ministro Cancellieri, che fa seguito alla mozione presentata in consiglio regionale, nella quale oltre a ribadire la contrarietà alla soppressione di Gaeta e Terracina ho chiesto di rivedere quanto previsto dal D.lgs. 155/2012 mantenendo operative, anche provvisoriamente, le sedi distaccate di Gaeta e Terracina quali presidi di legalità e democrazia. Qualora ciò non fosse possibile ho chiesto comunque di mantenere l’unità giurisdizionale dei Comuni del Sud Pontino (Formia, Gaeta, Itri, Ponza, Ventotene, Minturno, Castelforte, Spigno Saturnia e Santi Cosma e Damiano) con il Tribunale di Latina. Purtroppo in questo Paese stiamo subendo gli effetti di una distorta interpretazioni della spending review. Anziché contenere la spesa ed eliminare gli sprechi si procede con tagli indiscriminati producendo di fatto risparmi economici irrisori. Giustizia, legalità e sicurezza sociale sono elementi su cui non si può risparmiare ma al contrario, si deve investire. Il ministro Cancellieri di fatto ha ignorato in un solo colpo la posizione assunta da Camera e Senato e l’efficienza delle strutture di Gaeta e Terracina determinanti in un territorio come quello del sud pontino dove le infiltrazioni della malavita organizzata sono certificate dalle numerosissime operazioni delle forze dell’ordine. E non ultimo, è stata completamente ignorato l’organicità del sistema giustizia del territorio della provincia di Latina.

La soppressione delle sedi distaccate di Gaeta e Terracina comporta conseguenze negative in termini di controllo e contrasto alla criminalità per i territori dei comuni passati sotto la giurisdizione di Cassino. La dipendenza delle Forze dell’ Ordine che operano sul territorio del sud pontino da un ufficio di Procura (Cassino) renderà inesistenti i coordinamenti con la magistratura inquirente, essendo difficile immaginare che si avranno fattivi e quotidiani collegamenti tra la Questura e i Comandi Provinciali (Carabinieri e Guardia di Finanza) con la Procura di Cassino. Il provvedimento, inoltre, arreca disagi consistenti per i cittadini oltre che per la gestione della giustizia stessa. Basti pensare che i procedimenti ordinari civili e penali saranno trattati dal Tribunale di Cassino, i riesami reali dal Tribunale di Frosinone, le misure di prevenzione saranno competenza del tribunale di Latina e i riesami personali saranno trattati dal Tribunale di Roma. Una situazione paradossale che non intendiamo accettare passivamente. Andremo avanti mettendo in atto tutti i provvedimenti possibili e sostenendo la necessità di un referendum ma soprattutto cercando quella unità con le istituzioni, la politica, le parti sociali per fare in modo che questo provvedimento possa essere rivisto. Non stiamo parlando solo della soppressione delle sedi distaccate del tribunale di Latina ma di un vero e proprio smembramento della provincia di Latina e dello snaturamento della sua identità su cui non intendiamo arrenderci».

LO SCHOP DI UN AMICO INGIUSTO

STATO UN ERRORE HO PROVVEDUTO

LEGGI A CIRCA PAGINA 100 STORIA DI FORMIA ECCIDIO DI TRIVIO
SONO STATO A ROMA HO UN INTERVISTA AUTORE POI TE LA FACCIO AVERE
GRAZIE!!!!! sei un grande, a presto.

HO LA VERITA’ ECCIDIO DI TRIVIO ADESSO NON SI PUO’

Ne può uscire un buon articolo, dopo ne parliamo.

OK TIENI PER TE IL TUTTO ,POTREMMO FARE INSIEME HO 60 REGISTRAZIONI ANZIANI DURANTE LA GUERRA UNA E’ IMPORTANTE CUSTODITA IN TRIPLICE COPIA E IN LUOGHI DIVERSI

19 minuti fa

MI DAI IL TUO TEL TI DEVO DIRE UNA COSA
(BARONE )AVRESTI POTUTO CITARE CHI HA TROVATO E PASSATO LA NOTIZIA CON TANTO SACRIFICIO E LAVORO.  TI SEI APPROFITTATO ELOGIATO DA SOLO   BRAVO!

MENNEA DAY

Barletta, tutti in pista
nel «Mennea Day»
BARLETTA – È tutto pronto per il Mennea Day che si terrà  11 e  12 settembre. «Barletta vuole restituire a Pietro Mennea l’omaggio ricevuto dal grande campione sportivo con i record mondiali e i risultati sportivi eccellenti che aveva voluto realizzare nella sua città natia». Così il sindaco Pasquale Cascella.

«La linea dell’Amministrazione comunale – ha continuato il primo cittadino – è di coinvolgere tutte le realtà associative cittadine in un doppio omaggio, dello sport e della memoria, che raccoglie anche l’idea del professor Mascolo, allenatore di Mennea, e di Isidoro Alvisi, di un gemellaggio con la città di Formia dove Mennea da ragazzo studente a Barletta ambiva a perfezionare la sua preparazione atletica».

«Con il Mennea Day – ha concluso il sindaco – vogliamo celebrare il valore più alto dello sport così come lo ha interpretato il grande campione: partecipazione, tenacia, spirito di sacrificio e di solidarietà. L’intento è di costituire un presidio dei valori sportivi nella città natale di Mennea per le giovani generazioni. Siamo lieti che il presidente del Senato, Pietro Grasso, abbia deciso di partecipare alla conclusione del ‘Mennea Day’ con lo scoprimento di una targa sulla pista in cui il nostro campione realizzò il primato del mondo dei 200 metri sul livello del mare».

«Come Amministrazione – ha dichiarato l’assessore allo sport, Antonio Divincenzo – vogliamo consentire ai giovani di avere strutture idonee per praticare attività fisica e impegno sociale». «Mi preme invitare il mondo dello sport a rendere omaggio al grande Pietro Mennea partecipando in massa a questo evento. Altresì invito le famiglie a concedersi un momento di sano e genuino sport», ha dichiarato il delegato per la Sesta provincia del Coni Isidoro Alvisi.

Programma – Alle 17 nell’arena del Castello gemellaggio sportivo della città di Barletta con la città di Formia alla presenza dei due sindaci. A seguire testimonianze del prof. Francesco Mascolo, allenatore di Mennea e del prof. Nicola Perrone, direttore del Centro federale di Formia e di Giuseppe Dimiccoli, giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno e già assistente di Pietro Mennea al Parlamento europeo a Bruxelles che tratterrà l’aspetto europeo della sua politica sportiva. Proiezione del cortometraggio “Diciannove e settantadue”, realizzato dal regista Sergio Basso. Confronto tra Stefano Savella, autore dell’opera “Soffri ma sogni. Le disfide di Pietro Mennea” e Renato Russo, autore di “Quella maledetta voglia di vincere”. Annullo filatelico in ricordo del record del mondo dei 200 metri a cura del Comitato pro Canne della Battaglia.

A seguire interventi degli «Amici di Pietro». La manifestazione sarà moderata dal giornalista Giuseppe Dimiccoli. Giovedì allo stadio «Cosimo Puttilli», alle 17, gare di velocità sui 200 metri riservate alle varie categorie in base al programma della Fidal, Comitato provinciale Bari-Bat. Gara di eccellenza sui 200 metri. Cerimonia di premiazione. Partecipazione del presidente del Senato Pietro Grasso, alla posa sulla pista dello stadio barlettano della targa celebrativa del record del mondo dei 200 mt sul livello del mare (19’96”) stabilito il 17 agosto 1980.

ARLECCHINO

 



Da lunedì 16 a sabato 21 settembre 2013, tra Caserta e Capua, si svolgerà la V edizione del Festival Di Maschera In Maschera, promosso e ideato dal Centro studi per la Ricerca della Maschera Teatrale in Campania, che si avvale della direzione Artistica di Maurizio Azzurro.

 


 

Il Festival nasce con l’intento di offrire una vetrina delle attività del Centro Studi, cha da cinque anni svolge un’attenta ed accurata ricerca sulla Maschera Teatrale, la cui tradizione affonda le radici nel territorio di terra di lavoro, fortemente legato alla sua genesi ed al suo utilizzo, dalla Maschera Atellana a quella della Commedia dell’Arte, ben rappresentata dalla presenza di un artista quale Silvio Fiorillo, Capuano, celeberrimo capitan Mattamoros, nonché autore della Lucilla Costante, in cui per la prima volta Pulcinella fa la sua comparsa come Zanni.

Proprio nel 2009, anno del quattrocentesimo anniversario dell’introduzione della maschera di Pulcinella sulle scene, si è svolta la Prima edizione del Festival, che nel corso degli anni ha ospitato artisti, studiosi e Pedagoghi di fama internazionale, che hanno dato il loro apporto allo studio ed alla ricerca mai interrotta sulla maschera.

Quest’ anno, per la sua quinta edizione, il Festival si avvale di una Prestigiosissima collaborazione, quella con il Piccolo Teatro di Milano. La giornata di apertura, infatti, vedrà la presenza di Ferruccio Soleri, lo storico interprete dell’arlecchino di Strelher, impegnato in una lezione- spettacolo sulle Maschere della Commedia dell’Arte, che si terrà presso il Teatro Comunale di Caserta, alle 21, ad ingresso libero previa prenotazione. Affiancheranno il Maestro Soleri altri due artisti del Piccolo Teatro, Enrico Bonavera e Tommaso Minniti, in uno stage di formazione rivolto ad attori, danzatori ed educatori teatrali, che si concluderà giovedì 19 con una dimostrazione pubblica del lavoro svolto, sempre presso il Teatro Comunale di Caserta.

Nella Città di Capua, invece, il 20 settembre, alle ore 21,00, presso il palazzo Lanza, un appuntamento che ribadisce un altro forte impegno del centro studi, il Progetto atellana.

Il Progetto Atellana nasce e si sviluppa in seno al più ampio percorso tracciato dal Centro Studi, in collaborazione con il CSA (Centro Studi sull’Atellana, coordinato dal prof. Renato Raffaelli, direttore del dipartimento di filologia Classica dell’ Università di Urbino) e dal Archeoclub d’Italia, sezione di Atella “Arturo Fratta” , e si pone come fine la realizzazione di una performance ispirata alle celeberrime maschere. Consapevoli dell’impossibilità d’una ricostruzione filologica, si vuole piuttosto effettuare una ricerca, che prevede l’utilizzo delle Maschere della Fabula Atellana reinventandone la grammatica attraverso l’analisi dei materiali disponibili, sia letterari che iconografici, quali i frammenti di testo di Pomponio e Novio ed i calchi in gesso rinvenuti a Pompei nel 1749 e recentemente riscoperti ed esposti al Museo Archeologico di Napoli, al fine di ipotizzare una messa in scena quanto più verosimile a quella originale.

Il Progetto si articola in tre segmenti, in continuo scambio dinamico tra loro che convergono tutti nella messa in scena finale :Formazione ed approfondimento dell’uso della Maschera Teatrale, accompagnata da una ricerca di una “grammatica” idonea all’utilizzo della maschera stessa, ricostruzione e realizzazione dell'”oggetto-maschera” ed infine ricerca drammaturgica.

Ed è proprio in relazione alla ricerca drammaturgica che si svolge l’appuntamento a Palazzo, Lanza: “Maccus in fabula” è il titolo della performances che terranno gli attori della Compagnia “la Mansarda Teatro dell’Orco” diretti da Maurizio Azzurro, su testi redatti da Angelo Callipo, che ha fondato al sua ricerca anche grazie a del materiale gentilmente concesso dal Teatro dell’Avogaria di Venezia, il cui fondatore, Giovanni Poli, realizzò nel 1961 uno spettacolo sulla Farsa Atellana .

La performances sarà preceduta dall’anteprima della presentazione degli atti del Convegno sull’atellana pre- letteraria del CSA, presentata dal presidente dell’Archeoclub Giuseppe Petrocelli.

Il 21 settembre il Festival si concluderà con lo spettacolo della Compagnia “La Mansarda Teatro dell’Orco” “Teatro all’Improvviso”, uno spettacolo itinerante ,in collaborazione con l’Associazione Architempo, attraverso i cortili Storici della Città di Capua, costruito su Scene tratte da La Lucilla Costante di Silvio Fiorillo per l’adattamento di Roberta Sandias e la regia Maurizio Azzurro. La partenza è alle 21,00 a Palazzo Lanza, l’ingresso è gratuito.

 

8 SETTEMBRE DEL 1943 NELLA CANTINA DI OLIMPIA A MARANOLA

L’8 settembre del 1943

 

 

nella cantina di Olimpia a Maranola

 


Ecco come Profnonno ha immaginato in una scena teatrale l’annuncio dell’armistizio  a Maranola-

Marina una ragazza quindicenne, figlia dell’oste  rassetta mentre  la radio manda  il comunicato di Badoglio:

 

erano le 19.45,dell’8 settembre 1943.

 

 


Badoglio legge questo proclama alla Nazione:

«Il governo italiano, riconosciuta l’impossibilità di continuare l’impari lotta contro

la soverchiante potenza avversaria, nell’intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure

alla Nazione ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo

delle forze alleate anglo-americane. La richiesta è stata accolta.

Conseguentemente, ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane

deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo.

sse però reagiranno ad eventuali attacchi di qualsiasi provenienza».

.

 

 


E NELLA CANTINA DI MARANOLA

 


Marina – Oh! Oh! Mamma. Mamma! Vieni a sentire!

Olimpia – Che c’è?! Che strilli tanto?

Marina = Hai sentito, mammà? Che bello la guerra è finita!!!.

Olimpia – E’ finita? E come? Ma chi l’ha detto?

Marina – L’ha detto il generale Badoglio,Maresciallo d’Italia, quello che ha preso

il posto di Mussolini; s’è arreso agli americani, ha chiesto l’armistizio e gli è stato accordato.

Olimpia = Ma che è st’armistizia?

 

 

Marina = Mamma, significa che non si continua più la guerra, si è fatta la…pace con

gli alleati e perciò non ci sta chiù pericolo de bombardamenti.

Olimpia = Ma l’armistizia, come la chiami tu, l’hanno fatta pure i tedeschi? Pure loro

se so arresi?

Marina = Mbè, questo nun l’ha detto…questo ancora non si sa.

Olimpia = E allora figlia mia, le cose se ngarbugliano, te pare che i tedeschi se ne

stanno accussì? So sicura che issi nun s’arrendono.

Marina = E questo è da vedè: quando s’accorgono d’essere rimasti soli,che potranno

fare?

Olimpia = Figlia mia, ì tengo nu brutto presentimento. Tu non li conosci i tedeschi.

Marina = Mammà, tu sei sempre la solita paurosa…

Lorenzo = ( entra con un barile sulle spalle) Eccoci qua,pure oggi ho rimediato.

Marina = Papà, papà, hai saputo? La guerra è finita! Il Maresciallo Badoglio ha

chiesto l’armistizio agli americani!

Lorenzo = Ah, ecco perché passanno, agge sentito n’ammuino alla piazza! Ma che

c’è di preciso, che ha detto precisamente Badoglio?

Marina = Poche parole: L’Italia si è arresa perché ha capito che è più…debole e

perciò Badoglio ha chiesto l’armistizio agli americani e gli è stato accettato dal

generale…Asenaure, accussì agge capito.

Lorenzo = Ha chiesto l’armistizio e non la… resa, allora?

Marina = Sì, sì, solo l’armistizio, non ha parlato di resa.

Olimpia = Ma ì nun aggio capito che significa st’armistizia.

Lorenzo = Olì, armistizio, significa una tregua, sospensione della guerra.

Olimpia = Allora pò putrebbe sempre ricomincià?

Lorenzo = Ma chesto non se po’ dice. Può esse pure che mò, se ncontrano, parlano e

s’accordano pe’ chiude ‘sta brutta guerra. Ah!Ah! (sbadiglia) Olimpia,

famme na tazzulella de cafè, che stammatina me so alzato de notte pe ì a

recuperà stu po’ de vino da Cenatiempo.

Marina = (premurosa)Te lo faccio io, subbeto, papà! (va dietro al bancone)

Olimpia = (va a sedere vicino al marito) Allora a quanto te l’ha messo ogge lu vino

Cenatiempo?

Lorenzo = Eh, ogni vota che vado a piglià il vino attacca na storia, sempe scuse pe

aumentà gliu prezzo. Eh, pure sta vota, n’ato soldo a litro.

Olimpia = De stu passo nun vengono chiù a beve da nuie e se ne vanno tutti all’ata

cantina de Michele Aceto!

Lorenzo = Eh, ma l’hai assaggiato mai lo vino de chiglio?

Olimpia = Io? E che vaio assaggià lu vino alle cantine degli auti? Tu chiuttosto l’hai

assaggiato! Com’è?

Lorenzo = E’ come agliu nome degliu padrone de la cantina: Aceto!

Marina = (porta un vassoio con macchinetta e tazza) Ecco il caffè per papà!

Lorenzo = Grazie, figlia mia, come sei premurosa e gentile…(le accarezza la testa)

Marina = Mammà, l’ho fatto anche per te ecco, tutti e due i miei cari genitori,

prendete insieme, una tazzina di caffè, che speriamo finisce questa brutta guerra e potremo vivere felici e contenti come una volta.

Olimpia = Sì come nelle favole: C’era una volta! (si siede vicino al marito)

SCENA II – Marina- Lorenzo – Olimpia- Pompeo

Pompeo = (entra gioioso) Cumpà,cumpà, hai saputo la novità?

Lorenzo = Eh!…Badoglio ha chiesto l’armistizio.

Pompeo = E sì, ma gli è stato accordato, il che vuol dire che la guerra è finita e che

noi italiani deponemo immediatamente le armi.

Olimpia = Noi italiani, pure tu cumpà deponi le armi, ma se la guerra nun l’hai mai

fatta, che arme hai deporre tu?

Pompeo = Cummà, la guerra nun l’aggio fatta, perché… tengo l’asma.

Olimpia = Si, tè l’asma,,,(da parte) tè l’oglio ch’ha purtato agliu Federale.

Lorenzo = (per coprirla) Marina, prendi una tazza anche per il compare Pompeo!

Marina = (da parte) Papà, c’è la tazzina di mamma, la macchinetta è per due.

Olimpia = Rinuncio io. Ho capito…vaio a lavà le buttiglie pe lu vino! (si alza)

Lorenzo = Cumpà, assettate e pigliate sta tazzina de cafè, è stao appena fatto, su!

Pompeo = Grazie, nu poco lo piglio vuluntiere che ogge de cafè manco l’ombra.

Lorenzo = (mescendogli il caffè) Allora, compà, famme capì, ma tu, gl’hai sentuto

direttamente tu, gliu comunicato de Badoglio?

Pompeo = Proprio, io no, ma gliu Pudestà, che gl’ha sentuto bone, steve a dice mo

Là, alla Piazza che quase sicuramente la guerra pe’ noi italiani è finita.

Olimpia = Ah, quase…o sicuramente?

Pompeo = Uèh, cummà tu sì la solita diffidente, va alla Piazza e vallo a chiede agliu

Pudestà se è quase o sicuramente!

Olimpia = No chissi so fatte de ommini, ì vaio a preparà le buttiglie, Marina vì…

SCENA III – Lorenzo-Pompeo- Podestà – Olimpia

Podestà = (entrando) Ah,Bongiorno, state qua? Proprio a voi due cercavo.

Lorenzo = (si alzano) Podestà, bongiorno, che c’è, vi serve qualcosa? Sempe a

disposizione eh? Olimpia, prepara l’altro caffè? Ne diamo subito ‘na bella tazza al nostro caro maestro, il nostro benefattore. Accomodatevi.(lo invita )

Podestà = Grazie, troppo buono, amico mio. Di questi tempi bisogna aiutarci.(siede)

Olimpia = Buongiorno. Eh, il nostro caffè, signor maestro, non è come quello che

siete abituato a bere voi, questo è pure immischiato con la polvere de cicoria.

Podestà –Signora Olimpia, e chi vi dice che il mio caffè sia migliore del vostro? E

poi il caffè, quando è offerto con il cuore, è sempre il migliore che ci sia!

Olimpia – Ah, per questo potete essere sicura che l’offerta è sempre fatta con tutto il

Cuore (porta via vassoio e tazzine)

Podestà – Grazie, grazie, lo so bene…Allora, ragazzi, avete certamente saputo

dell’avvenimento di oggi: Badoglio ha chiesto l’armistizio.

Pompeo = No, don Andò, gliu cumpare nun sapeva niente, gl’aggio nfurmato ì poco

fa…so venuto apposta…ccà…

Lorenzo – Veramente me l’aveva accennato già figliema Marina, io non ho sentito il

comunicato perché ero andato da Cenatiempo pe nu varile de vino. Ma fatemi capire bene, la guerra è veramente finita?

Olimpia = (Intervenendo) Signor Podestà, io nun aggio studiato tanto, ma secondo

me gliu discorso de Badoglio non è tanto pe la quale.

Lorenzo = Olimpia, ma che stai dicenno? Tanto pe la quale, ma de che? Che te mitti

a dice? Ma che nu pù sapè tu?! (si alza e va dietro al bancone) Ecco finisco io de fa’ il caffè, tu va a sciacquà le buttiglie ch’è meglio!

Olimpia = Sì, sì, vaio, e che aggio ditto de male? Scusate Signor maestro, lo

zucchero piglia quello conservato là sotto. Scusate ancora nun me vulevo

ntrumette, certo chessa è pulitica, so cose da ommini.(ormai ha preparato il vassoio e vuol portarlo lei) Servo prima il caffè, lo servo io… e poi…

Lorenzo = Lascia stare, vai tu, che ci penso io! Vai! ( la sospinge fuori)

Olimipia –Sì, sì, vaio, con permesso. Vì pure tu Marina. (escono)

Podestà – Prego, prego e grazie tante. (dopo l’uscita) Allora dicevo dell’armistizio…

Lorenzo – Prendiamo prima il caffè.(va al mobile e prende una zuccheriera e come

un rito versa per l’ospite) Don Andò, questo zucchero è ancora quello di prima della guerra. Lo tengo conservato per le grandi occasioni come questa, che il podestà di Maranola che si è dignato di venire nella mia cantina.

Pompeo = (da parte) A me senza zucchero, amaro!

Podestà= Grazie, di che? Grazie a te dell’accoglienza, ma non è la prima volta che

vengo nel tuo locale e per me è sempre un dovere visitare i miei concittadini

amministrati, per sincerarmi dei loro … bisogni. Anche se non è che possa fare

molto, in questo momento particolare con l’incertezza del futuro…

Lorenzo = Ma no,voi aiutate a tanta gente, la gente di Maranola vi stima e vi ammira.

Podestà = Ricordati che c’è sempre qualcuno pronto a dimenticare il bene che ha

ricevuto, quando si trovava in estreme difficoltà…E a volte per un piatto di lenticchie…si compromettono intere famiglie.

Lorenzo = E questo può essere…

Pompeo = Ma scusate, podestà, perché il futuro è incerto se prima avete ditto che

sta pe fenì la guerra?

Podestà = Proprio di questo volevo ragionare con i miei amici più fidati: nel radio

comunicato di Badoglio c’è una frase che pochi hanno capito. In tutta l’Italia

si sta festeggiando come se la guerra fosse veramente finita: si abbattono le

statue del Duce, le insegne e le bandiere del Fascismo, si bruciano,ma ancora non è tutto così semplice come si crede.

Pompeo = Ah, ma allora sta guerra è finita, si o no?

Lorenzo = Zitto, nu mumento. Signor Pudestà, vui che avete studiato, l’avete capita

allora sta frase che pochi hanno capito?

Podestà = E certamente. La frase dice: Conseguentemente, ogni atto di ostilità

contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo. Esse però reagiranno ad eventuali attacchi di qualsiasi provenienza». Capite? Reagiranno!

Lorenzo Ah!!

Pompeo = Ma che significa?

Podestà = Significa che è vero che Badoglio ha chiesto all’esercito italiano di

deporre le armi, contro gli anglo-americani, ma l’esercito deve reagire contro eventuali attacchi di qualsiasi provenienza! Capite?

Pompeo = I’ nun ci aggio capito proprio niente.

Lorenzo = Eh, sì, tu! Se io aggio capito bono: l’esercito italiano finisce de combatte

contro gli americani e gli inglesi, ma se qualchedun’altro l’attacca, deve reagire?

Pompeo = E chi putrebbe esse questo: qualchedun’altro?

Podestà = Certamente i deschi! Che potrebbero fare delle rappresaglie, non solo

contro le persone, i cittadini civili, bambini e vecchi inermi, ma anche contro le cose: il municipio, per esempio, i ponti, le strade…e ora che abbiamo il telegrafo, anche contro i pali dello stesso telefono, per impedirci…di comunicare, con le autorità della Prefettura, con i carabinieri ecc. ecc.

Pompeo = Ah, allora ci amma pure stà attenti che i tedeschi possono farci caccosa?

Podestà = Sicuro, la prudenza non è mai troppa. Proprio poco fa, ho ricevuto un

dispaccio della caserma dei Carabinieri di Formia, che appunto mi avvisano di

stare all’erta e di predisporre dei volontari per la vigilanza di tutto il territorio.

Lorenzo = E in che consisterebbe questa vigilanza del territorio.

Podestà = Ecco io ho pensato di creare una squadra di persone fidate che a turno

vigilano, cioè senza farsi notare, controllano tutto il tragitto della palificazione che porta i fili dal telegrafo di Maranola fino al ponte di Mola. Ed io per primi avevo pensato proprio a voi due.

Pompeo = Ma ci esce almeno caccosa?

Lorenzo = Compà, tu pinzi sempre agl’interessi! Certamente gliu Podestà poi troverà

Isso come apparà, nun è vero?

Podestà = Ma certamente lo sapete come si dice? Una mano lava l’altra…

Pompeo = E tutte e due lavano la faccia!

Podestà = Sì, proprio così. Ora vi lascio che devo adempiere a tante altre incombenze

che sono sorte dopo questo comunicato di Badoglio…Speriamo che tutto si

risolva per il meglio.

Lorenzo = Speriamo bene.

Podestà = Allora, appena ho completato il numero di volontari, vi farò sapere per una

riunione operativa su, al municipio. Mi raccomando non una parola con

nessuno. Ricordate che “il nemico ci ascolta!” E questa cosa deve restare nel

massimo segreto eh? Mi raccomando soprattutto a te Pompeo, eh?! Statevi bene. E grazie. (dà la mano, esce)

Pompeo = (scappellandosi) Salute e bene, Podestà!

Lorenzo = Sempe a disposizione, arrivederci, signor Podestà! E’ capito?!Se dice:

signor Podestà? Che te cridi ch’è frateto?!

Pompeo = E ma isso ha ditto che semo amici.

Lorenzo = Sì, ma pe gli altolocati ce vò sempe deferenza e rispetto!

Pompeo = Eh, sì ci hai ragione, chissi po se la ponno piglià subbeto a male e te la

fanno pagà.

Lorenzo = Si ma nun è il caso de nostro Podestà che tratta bene tutti quanti.

Pompeo = Cumpà, ma tu hai valutato bono che ci ha chiesto? Stu fatto de la

squadra de vuluntari, ì nun saccio come la vedo.

Lorenzo = E mo che vù fa? Te vù tirà arreto?

Pompeo = E ma gliu podestà nun è che se fida tanto de me: hai visto ch’ha ditto? Mi

raccomando a te Pompeo?

Lorenzo = Cumpà, nun t’offende eh? Se sa che tu tì nu poco la…occa ranna!

Pompeo = Ah, i tengo la “occa ranna”?

Lorenzo = Sì cumpà, e po’, quanne hai bevuto nu bicchiere de vino, non ne parlamo

proprio. Perciò mo statte attento che stu fatto della squadra de guardiafili è na cosa molto seria e…

SCENA IV – Lorenzo – Pompeo – Olimpia -Marina

Olimpia = ( rientrando con la figlia mentre si asciuga le mani allo zinale). E ì la

vedo proprio nera!

Lorenzo = A te nisciuno t’ha chiesto nu parere. Si stata a sentì eh?!

Olimpia = Veramente eravate vuie che parlavate forte e nun ammo potuto fà a meno

d’ascultà chello che diciavate. Pe me è molto pericoloso.

Marina = Ma no, no, mammà che dici? E’ invece una cosa molto utile pe tutto il

paese, un servizio che si rende alla Patria.

Olimpia = Ha parlato la figlia della Lupa!

Pompeo = E po’ hai sentito, ci po’ scì pure caccosa de bone…

Olimpia = Si na fucilata ‘mpetto!

Marina = Mammà e come la fai tragica!

Olimpia = No, nun la faccio traggeca, ma de sti tempi bisogna starse accorte che da

nu mumento all’auto po’ succede chello nun hadda succede.

Lorenzo = A sentì a te ci avessema chiude dento casa senza manche affacciarci fore!

Olimpia = E nun fareste male,pensa che tì moglie e figli e n’attività da purtà annanze

e nun t’è mette contro nisciuno!

Lorenzo = E i nun me sto a mette contro nisciuno. Sto a fà nu piacere al Pudestà che

ce l’ha chiesto, ecco!

Olimpia = Vulete sapè chello che aggio capito, io?

Lorenzo = E che hai capito, tu, sentemo?!

Olimpia = I tedeschi nun se ritireranno mai dalla guerra. E ce faranno vedè gli

sorici virdi!

Lorenzo = Tu si sempe la solita disfattista! Iammucenne cumpà alla piazza, jamo a

sentì chello che se dice.

Pompeo = Si jamo che se sta facenno tarde e pure ì tengo chell’ata janara a casa.

Statte bona cummà. ( esce seguito da Lorenzo)

Olimpia = Stateve attenti!

Marina = Sentiamo alla radio le ultime notizie. (accende la radio- luci)

Continua –