FORMIA IN GIALLO PREMIA SCUOLA MATTEJ

 

 

FORMIA IN GIALLO

 

PREMIA L’ISTITUTO MATTEJ


 

 

A pochi giorni dal grande successo della serata di premiazione del concorso letterario “Formia in Giallo” svoltosi alla Torre di Mola Sabato 22 Febbraio 2014, proseguono le attività della Fondazione Hormiae per avvicinare ragazzi ed insegnanti al piacere dello scrivere. Giovedì 27 Febbraio 2014,il presidente della Fondazione Vito Auriemma,accompagnato dal presidente della Pro Loco Formia Mario Persico e dal presidente del Centro Commerciale Naturale di Formia Giovanni Orlandi,si è recato presso la sede dell’Istituto comprensivo “Mattej” di Formia per consegnare ufficialmente le targhe premio del concorso “Formia in Giallo” Sezione Scuola Cultura,alla classe II F della scuola media Mattej. Calorosamente accolti dai ragazzi,dalla prof.ssa Nocella e dalla preside Prof.ssa Valente,i tre presidenti hanno illustrato i progetti ed i programmi integrati delle tre associazioni per l’anno in corso.


 

 

I ragazzi,intervistati dalla dott.ssa Martina Micillo,redattrice della testata Forum,hanno descritto il loro “metodo” per la stesura di un racconto collettivo a 25 mani. La Preside prof.ssa Valente ha assicurato l’adesione di più classi alla seconda edizione del concorso “Formia in Giallo” che partirà tra pochi giorni,confermando la partecipazione attiva dell’Istituto ad una serie di progetti in preparazione. “Ringraziamo i dirigenti dell’Istituto Comprensivo Mattej, che per primi hanno creduto alla proposta culturale di “Formia in Giallo” e confermiamo che nelle prossime settimane la Seconda Edizione del concorso sarà illustrata dettagliatamente in tutte le scuole di Formia” ha dichiarato Vito Auriemma. La seconda edizione del concorso letterario sarà presentata ufficialmente alla stampa Sabato 16 Marzo.

 

 

CONCLUSIONI DEL SINDACO SANDRO BARTOLOMEO SUL PIANO REGOLATORE

 

 

CONCLUSIONI: del SINDACO

 

 

 

 

 

Dott.SANDRO BARTOLOMEO

 

 

 


Grazie per partecipazione. Descrivere le linee generali di una variante così importante richiede tempo, passaggi ineliminabili e capisco che ci possano essere degli ecessi di tecnicismo. Voglio però recuperare la parte più istituzionale e politica del nostro lavoro. Quando alla metà di giugno del 2013 sono stato rieletto ho dovuto fare una scelta: o revocare l’incarico affidato a Purini dalla precedente amministrazione e quindi ripetere quanto fatto nel 2000 con Vezio De Lucia, oppure scommettere nella continuità ma alla luce di opzioni e indicazioni diverse.


Vorrei come prima considerazione dire che ho trovato nel professor Purini una persona disponibile, oltre che un grande professionista, una disponibilità ad essere veramente in una nuova fse. Ci ha permesso di salvare il lavoro già effettuato, fatto coi soldi dei nostri concittadini e di poter usufruire di nuove e diverse indicazioni che si inserissero su un impianto in qualche modo già elaborato. La scelta è stata vincente: siamo a distanza di nove mesi dall’insediamento in una fase elaborativa finale, cosa che non avremmo ottenuto se avessimo conferito un nuovo incarico. 2) si è creata una squadra con l’architetto Cerquozzi, lei ha dovuto condensare in poco tempo un lavoro enorme.

Negli incontri che andremo a fare con chi dovrà approvare il prg, consiglieri comunali, dovranno essere coinvolti tutti. Occorre che i consiglieri siano informati sui dettagli. E poi le sigle associazioni, sindacali, ecc, fino al semplice cittadino che vuole dire cosa pensa dello sviluppo della sua città. Viviamo un momento interessante da questo punto di vista.

Ringrazio Michele Civita di essere venuto e di essere stato presente a tutto il prg. L’assessore saprà di cosa stiamo parlando. Essendo le nostre amministrazioni gemelle come età, noi siamo all’inizio, abbiamo tutto il tempo di portare a termine la variante di piano e ditemi se non è un gran de risultato, atteso dal 1974. Questo è l’obiettivo che ci siamo proposti. Poi vogliamo sottolineare alcune eccellenze di questo piano.

Purini ha giustamente parlato di alcuni segni molto forti su questo territorio. Sulla parte archeologica ormai nessuno nutre dubbi, c’è stata affermazione della priorità e dell’importanza del valore archeologico, ci sono state fasi in cui non era così. E’ la nostra grande risorsa che non serve solo al prurito culturale di qualcuno ma allo sviluppo economico della città. Mettere in sicurezza i beni archeologici è la prima cosa. Non rinunciamo poi alla riqualificazione del waterfront. Non si è parlato del superamento e riavvicinamento della città al mare.

 

C’è una discussione che dobbiamo completare. Dobbiamo superare l’errore urbanistico più grande che abbiamo avuto in 2 mila anni, ossia la costruzione della litoranea che ha separato Formia dal mare, ha distrutto l’area archeologica, creando difficoltà. Come una rasoiata, ha allineato il profilo della città e chiunque conoscesse lo skyline della città, non può che inorridire. C’è la responsabilità di chi permise quella cosa ed anche il popolo. Penso a quello che sta montando in città per il pontile petroli, se l’avessimo fatto allora quando le ruspe hanno sventrato la villa di Cicerone e le mura di Nerva. Chi reagì? Praticamente nessuno. Ci fu un’acquiescenza completa.

Nessuno pensava che arrivassero i tir, le trasformazioni della mobilità che hanno messo questa città in ginocchio. Come riunificare la città al mare? Questo un obiettivo prioritario. Dobbiamo utilizzare ogni capacità creativa possibile. Dobbiamo sviluppare un’opportunità che non ci sarà data per i prossimi 40 anni. La città è fatta di complessi rapporti sosciali, economici, di senso che non bisogna disperdere, altrimenti diventa una realtà vuota. Questo significa essere attenti all’edilizia residenziale pubblica, all’opportunità di dare a tutti una casa. Non è bello che da noi le case costino tanti, espellendo le giovani generazioni.

Non è una cosa positiva anche perché spesso i rimpiazzi su queste case non sono spesso il meglio che ci potessimo aspettare. Gli spazi per la nuova edificazione rivolti a questo. Abbiamo messo in sicurezza le nostre colline. Non è possibile più costruire sulle colline. I romani erano affascinati dai luoghi. Il Redentore è un’immagine evocativa straordinaria, ma è anche vero che se guardo ina lto vedo delle schifezze sulle colline. Si sono deturpati anche gli skyline delle frazioni.

Ci ricordiamo quando Maranola era il borgo sullo sfondo del Redentore, ora è in mezzo a brutture urbanistiche. Abbandoniamo velleità di costruire oltre sulle colline, ragioniamo degli spazi a disposizione. Il meccanismo della perequazione è lo strumento giusto. Le aree dismesse sono di importanza strategica. Ragionando con i proprietari di aree troveremo delle soluzioni. Questo significa anche una città giusta che sa farsi carico delle esigenze complessive del suo tessuto sociale e civile. Un’ultima questione. Spero che Formia approvi in tempi ragionevoli il suo prg. Spero che l’approvazione si incroci col superamento della crisi economica. Voglio essere pronto per quella scadenza. Quanto accaduto sullo scenario nazionale ed internazionale è una ferita per tutte le realtà locali, ci sono interi strati sociali di sofferenza, le città hanno bisogno di riprendersi. Una città che non approva il suo prg potrebbe non trovarsi preparata alle sfide della ripresa economica. Dobbiamo fare tutto per bene ma anche rapidamente.

Dobbiamo incrociare la ripresa economica, sfruttarne tutti i vantaggi. Sono certo che l’amministrazione che ho l’onore di presiedere è totalmente schierata su questa indicazione ma il prg non è fatto solo della maggioranza, riguarda l’intera città. Farò di tutto affinché questo prg possa essere approvato dal Consiglio Comunale all’unanimità dei presenti.

 

 

INTERVENTO  dell’ASSESSORE REGIONALE

 

 

 

 

Prof. MICHELE CIVITA

 


Chiara la scelta. Ridare dignità al territorio perché Formia sia cerniera di servizi qualificati e capace di potenziare la sua vocazione archeologica. Obiettivi ambiziosi, importanti che possono dare, arricchendoli col dibattito sociale di tutte le forze, politiche e sociali. Uno dei problemi è sempre l’attuazione del piano. L’abbiamo visto: solo il 34% delle previsioni del precedente piano sono state attuate. L’amministrazione comunale ha idee chiare, una proposta chiara e al contempo una disponibilità al dialogo e al confronto che è importante. Come vi possiamo aiutare noi? Non facendo passare sei anni da quando presentate al piano per l’approvazione… E’ un nostro obiettivo generale. Stiamo cercando di dare certezze, accorciare i tempi per ridare forza e credibilità alla pianificazione.

Altrimenti sono buoni propositi che rimangono nel vuoto. In secondo luogo, anche noi, faremo due operazioni: 1) dare risposta a crisi economica dell’edilizia orientando gli investimenti privati, dando fiducia agli investimenti privati ma orientandoli verso la rigenerazione urbana. Significa che le modifiche al Piano Casa sono stati di due tipi: levate le norme del vecchio Piano Casa che potevano stravolgere la pianificazione paesistica e ambientale. Cancelleremo, sostituiremo queste norme.

Abbiamo fatto poi seconda legge: provato a far riportare sul terreno suo proprio, quello edilizio, le norme sul Piano Casa e abbiamo tolto le norme che potevano stravolgere la pianificazione urbanistica.

Accettando sempre il tema della semplificazione. Favoriti interventi di rigenerazione, sostituzione manufatti di aree dismesse, le brutture che vediamo nelle nostre città. Quella è una parte della rigenerazione perché poi e questa è la seconda iniziativa, abbiamo l’ambizione di fare due cose: 1) approvare definitivamente il piano paesistico regionale adottato nel 2007 e mai approvato. La firma dell’accordo col ministero determina i tempi in cui ogni amministrazione pubblica si impegna a dedurre tutte le osservazioni.

Per arrivare di qui al prossimo anno a dare al Consiglio Regionale il piano da approvare definitivamente. Questo darà certezze a tutti. 2) stiamo già lavorando, abbiamo già fatto delibera e avviato il confronto, per fare un testo unico sull’urbanistica regionale che riorganizzi, semplifichi e innovi l’urbanistica regionale. La 38 è una legge classica, gerarchica. La regione non ha mai approvato il suo piano territoriale. La provincia di Roma lo ha approvato una volta nella sua storia.

Capite bene che questa versione gerarchica ha dimostrato negli anni tutti i suoi limiti. Dovremo cambiarla per dare tempi certi alla pianificazione attuativa. Lo sforzo che state facendo sulla perequazione per noi è una suggestione positiva.