Giornata archeologica con Carandini

 

 

Giornata archeologica con Carandini

 

 

bartolomeo e carandini

 

Oggi giornata memorabile per la nostra città con il Prof. Carandini,archeologo di fama mondiale in visita ai beni archeologici di Formia.
Particolarmente importante la visita alla Villa di Cicerone presso Villa Rubino, un grande tesoro archeologico da acquisire al patrimonio pubblico, ristrutturarlo e aprirlo alla fruizione pubblica
In mattinata conferenza del Prof. Carandini al Teatro R. Paone, gremito di giovani e di cittadini appassionati di archeologia.
Grazie prof. Carandini per tutto quello che oggi ha saputo trasmetterci!

 

carandini e bartolomeo al teatro

 

colonna villa Rubino

 

piscine scavi Caposele

 

scavi Caposele

 

villa Rubino

 

Villa Rubino 2

 

villa Rubino 5

 

EARTH HOUR 2014 – L’ORA DELLA TERRA:

 

EARTH HOUR 2014 – L’ORA DELLA TERRA:




ANCHE QUEST’ANNO SI SVOLGERA’ L’EVENTO SIMBOLO DELLA LOTTA AL CAMBIAMENTO CLIMATIVO CHE LASCERA’ AL BUIO, OGGI 29 MARZO DALL ORE 20.30 ALLE ORE 21.30, MONUMENTI, LUOGHI SIMBOLO, SEDI ISTITUZIONALI, UFFICI, IMPRESE E ABITAZIONI PRIVATE DI TUTTO IL MONDO.

 

 


IL COMUNE DI FORMIA HA DECISO DI ADERIRE A TALE INIZIATIVA PROMOSSA DAL WWF INTERNAZIONALE

 

CON LO SPEGNIMENTO SIMBOLICO DELLA TORRE DI CASTELLONE, DELLA TORRE DI MOLA


E DELLA TORRE DI MARANOLA PARTECIPANDO COSì ALLA PIU’ GRANDE MOBILITAZIONE GLOBALE


DEI CITTADINI E DELLE COMUNITA’ DI TUTTO IL PIANETA PER LA LOTTA AL CAMBIAMENTO


CLIMATICO PROMOSSA DAL WWF INTERNAZIONALE.

MAITE ARANZABAL AL TEATRO BERTOLT BRECHT

 

MAITE ARANZABAL AL TEATRO BERTOLT BRECHT


Sabato il tour internazionale del noto clown fa tappa a Formia.




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Grupo de teatro Los Mestizos

 

Cayó Otoñó en Primavera

 

Regia Dario Levin

Con Maite Aranzabal

 

Sabato 29 Marzo ore 18

Teatro Bertolt Brecht, Formia

Ingresso libero – uscita a cappello

 

Sabato alle 18 presso il Teatro Bertolt Brecht di Formia un grande appuntamento con lo spettacolo ”Cayó Otoñó en Primavera“ del clown Maite Aranzabal in tour dall’Argentina all’Europa con la compagnia “Los Mestizos”.


Secondo premio al festival Provinciale di Rio Negro nel 2010, menzione speciale al Premio Teatro del Mundo, lo spettacolo è la commedia di un clown per un pubblico principalmente adulto.


Regista, attrice, drammaturga, Maite Aranzabal ha iniziato la sua attività teatrale nel 1975 con Hector Tealdi, Hugo Midon, Costantino Juri e Alberto Rodriguez Munoz, artista versatile con esperienza nel mimo, nella danza, come attrice, come clown con alle spalle numerose partecipazioni a festival internazionali.


Nello spettacolo tre i personaggi interpretati non così lontani da casa nostra: Metonimia è una navigata cantante di canzoni napoletane, Scarlatti è un affermato compositore italiano, Rosa Ramos de Rosales è una inopportuna funzionaria pubblica e Y el PLUS “è quello che bisogna chiamare per una questione di vita o di morte”.


Il Teatro internazionale fa tappa al Teatro Bertolt Brecht di Formia.

VIVI L’ARTE: LA CENA DELLE CENERI Domani all’ex Chiesa di S. Salvatore lo spettacolo di Libera Scena Ensemble.

VIVI L’ARTE: LA CENA DELLE CENERI


Domani all’ex Chiesa di S. Salvatore lo spettacolo di Libera Scena Ensemble.

 

ceneri


Continua la grande partecipazione ed il successo della settimana culturale “Vivi l’arte” promossa dal Comune di Gaeta.

Venerdì 28 Marzo alle 21:00 presso l’ex Chiesa di S. Salvatore (vico Caetani) l’ultimo appuntamento a cura del Teatro Bertolt Brecht con lo spettacolo “La cena delle ceneri” di Giordano Bruno con la regia e l’interpretazione di Lello Serao della compagnia Libera Scena Ensemble.


Giordano Bruno, filosofo che visse tra il Rinascimento e la Modernità, nacque a Nola nel 1548 e studiò a Napoli, ove fu frate domenicano fino a quando gettò, nel 1576, la tonaca alle ortiche. Scomunicato ben tre volte, dai calvinisti, dai luterani e dai cattolici, fu quasi sempre profugo, sostando per periodi più o meno lunghi in città come Genova, Torinoe, Ginevra, Tolosa, Parigi, Londra, Praga, Francoforte. Infine nel 1592 fu imprigionato a Venezia e poi da lì estradato a Roma, nel 1597. Qui subì un processo ad opera del “Santo Uffizio” che lo condannò a morire arso sul rogo in Campo dei Fiori, all’alba del 17 febbraio 1600, come “eretico ostinato, impenitente e pertinace”. Solo il 4 febbraio 2000 il Papa Giovanni Paolo II, tramite il cardinale Angelo Sodano, segretario dello Stato Vaticano, ha espresso un suo giudizio per il quale quel verdetto “in conformità al diritto dell’epoca, fu inevitabilmente foriero di una morte atroce”. E concludeva esprimendo “profondo rammarico per un triste episodio della storia cristiana”.

 
In questa messa in scena de La cena delle ceneri incontriamo Bruno a Londra nel 1584 come l’uomo che volle abbattere le mura nelle quali Aristotele, Tolomeo e le religioni rinchiudevano la Terra, come luogo di ogni imperfezione nei confronti delle stelle, e l’uomo stesso in quanto suscettibile di nascita e di morte. Criticando il medesimo Copernico, il filosofo nolano viene incontro a noi come colui che disegnò la fabbrica dei cieli e l’infinità della natura, per cui non esiste una genesi, ma continue fluttuazioni di materia, da cui si originano mondi differenti e inconoscibili tra loro.


Egli morirà nel rogo per non accettare che la materia sia subordinata alla divina trascendenza. Al posto dell’arcaico universo chiuso, Bruno offre ancora oggi la visione di un infinito multiverso, dove centro e periferia sono la stessa cosa ed ogni evento, ogni essere vivente, se guardato mediante gli occhi dello spirito, si mostra come il volto possibile di Dio.

COMUNICAZIONE DI NICOLA ZINGARETTI PER L’OSPEDALE

SANDRO BARTOLOMEO                                             NICOLA ZINGARETTI

 

TRATTO DA FACEBOOK

Nel primo pomeriggio il Governatore NICOLA ZINGARETTI

mi ha comunicato che il Centro Trasfusionale dell’Ospedale di Formia non si

tocca e continuera’ a svolgere,come fa egregiamente da tanti anni,

le sue funzioni al servizio della vasta utenza che vi si rivolge.


Voglio ringraziarlo a nome dell’intera comunita’ del comprensorio

e hanno partecipato alla nostra lotta in difesa del Centro,


Ma un ringraziamento speciale va ad Angelo Riccardelli e a

tutti gli emotrasfusi che hanno trasformato il loro bisogno in un

problema di tutti i cittadini.

 



Per il nostro Ospedale e’ un primo significativo risultato,

altri ne arriveranno se sapremo impegnarci tutti insieme per

una sanità migliore nel sud della Provincia

MARANOLA LA PIAZZETTA DI CAMPOVOTICE

 

 

La Piazzetta di Campovotice –

 

 

Maranola/Oggi

 


Bellissima foto che ci mostra la Piazzetta di Campovotice eccezionalmente

senza auto parcheggiate.

 

Un solo rammarico, la potatura “a zero” degli alberi che la rende un po’ spoglia.

Inizialmente il luogo era molto più ristretto, si allargò in occasione della costruzione

della strada per la montagna all’incirca 60 anni fa.

 

 

Allora a destra vi era un rudere di una chiesa sconsacrata “San Nicola” dove da ragazzini andavamo

a giocare. Poi fu alienata dall’amministrazione comunale dell’epoca e ora vi sorge un palazzo.

A destra invece vi era un mulino, era di proprietà della Famiglia Forte (Barabba) nell’interrato,

mentre sopra vi era l’abitazione.

 


Al centro dello slargo vi era un pozzo, chiamato “Puzzo gliu campo” dove le famiglie

che abitavano le poche case circostanti attingevano acqua, una grande comodità per allora

pozzo fu eliminato con il passaggio della strada. Prima c’era solo un tratturo che passava

fra una decina di case che si intravedono in fondo alla foto

.Per la strada carrabile si dovette costruire un ponte che bypassasse le case a sud; il ponte, lungo una

cinquantina di metri, subito dopo che era stato costruito, crollò miseramente,

travolgendo anche (metaforicamente) il tecnico che l’aveva progettato.

 

Si dovette attendere parecchio tempo ancora per l’ultimazione della strada per le inchieste

che ne seguirono, che comunque scagionarono tecnico e ditta costruttrice, riversando la

colpa sulle intemperie atmosferiche. Ci furono però alcuni “cantastorie” locali

( fra cui Pasquale Rubino) che non lasciarono passare sotto silenzio l’accaduto

e ci imbastirono su diverse storielle in versi, che qualcuno ancora potrebbe ricordarci.

Profnonno