l 30 aprile 1938 Un Savoia Marchetti AEREO CADUTO A MARANOLA

 

 

 

l 30 aprile 1938 Un Savoia Marchetti

S.73 di Ala Littoria

 

 

 

è schiantato su un volo da Tirana

a Roma


. Il velivolo ha colpito le montagne

vicino Maranola


e tutti i diciannove occupanti

sono stati uccisi.

 


http://trivioamici.it/index.php?option=com_content&view=article&id=977

:aereo-caduto-a-formia-oggi-30-aprile&catid=1:ultime&Itemid=50


 

 

 

==Accidents and incidents==

* On 30 April 1938 a [[Savoia-Marchetti S.73]] of Ala Littoria crashed on a flight from [[Tirana]] to [[Rome]].

 

The aircraft struck the mountains near [[Maranola]] and all nineteen occupants were killed.{{Citation | title =

The Italian Disaster | newspaper = Flight | pages = 442 | date = 5 May 1938 | url

= http://www.flightglobal.com/pdfarchive/1935.html }}

Dopo aver registrato (mentalmente) il racconto di Angelo, mi apporto con Totonno per ascoltare anche la sua versione sul tragico incidente aereo. Totonno cerca di essere più preciso anche per dimostrare di ricordare meglio di Angelo quanto ha vissuto personalmente in quel tragico pomeriggio di 76 anni fa.

 

Questo è quanto mi racconta:: “Era un giorno nebbioso quel pomeriggio, circa le due, quando dalla mia campagna di Ciarcito, che si trova proprio davanti a Valle Cupa, sentii un assordante boato proveniente proprio dalla vetta che noi chiamiamo “la rava della Cannelora”. Dopo poco arrivò il pastore Sardone che tutto agitato mi disse che un aereo si era schiantato vicino alla Rava e le sue capre spaventate si erano disperse per la vallata e mi invitò ad andare con lui. Ci arrampicammo lungo le pendici del monte, mentre una fitta nebbia e “ un’acquarella” fitta fitta calava dal cielo.

 

Avvicinandoci al luogo dove si presumeva fosse avvenuto l’incidente, incominciammo a notare il fumo che avvolgeva un vasto tratto del monte. Arrivati sul posto, trovammo una scena spaventosa. Oggetti e parti dell’aereo, sparsi dappertutto, vestiti, appesi agli alberi, insieme a resti umani carbonizzati. Solo un corpo notammo quasi integro. Doveva essere il pilota, sbalzato certamente fuori dalla carlinga dell’aereo. Sembrava intatto solo una piccola ferita sulla testa. Notai subito un bellissimo orologio d’oro al suo polso, avrei voluto prendermelo, per ricordo, ma l’amico pastore mi dissuase, perché si sentivano voci di altre persone che accorrevano.” Infatti di lì a poco sopraggiunsero altri pastori e contadini maranolesi curiosi ed affranti nel vedere uno spettacolo così agghiacciante.

L’amico Sardone mi fece segno di andare, voleva recuperare le capre che si erano spaventate ed erano scappate giù per la vallata. Ce ne scendemmo verso il suo stazzo all’Auciana e lì trovammo il suo gregge ammucchiato dentro al recinto.Erano tornate da sole all’ovile.”

Cercai poi di sapere cosa ricordava della corsa che c’era stata alla ricerca dei preziosi che si erano sparsi sul luogo dell’incidente, provenienti da un campionario di un gioielliere che era sull’aereo e degli arresti per appropriazione indebita e ricettazione avvenuti in seguito. Totonno non sa o non mi vuol parlare di quanto accaduto in seguito; sulle, persone coinvolte è vago ed impreciso, sulle indagini condotte dai carabinieri di Formia, sa poco…non vuole compromettersi perché qualche personaggio coinvolto è ancora in vita e qualche parente è anche lì sulla veranda del belvedere. Mi racconta, invece, che due carabinieri un giorno andarono a casa sua, e mentre uno lo interrogava su quanto aveva visto nella sua visita sul luogo dell’incidente, l’altro faceva una accurata perquisizione nelle stanze, sotto gli sguardi sgomenti e preoccupati dei suoi genitori.

“ Non avendo trovato alcunché, i due carabinieri se ne andarono, non prima di avermi ripetuto che se avessi ricordato altri particolari e se avevo visto qualcuno raccogliere degli oggetti, avrei dovuto andare a riferire in caserma. Comunque di restare a disposizione che in seguito sarei stato chiamato a deporre. Ma non fui più convocato e rimasi per sempre riconoscente al pastore Sardone che mi aveva dissuaso a prendere l’orologio del pilota, perché se lo avessi fatto sarei stato anch’ io coinvolto, come lo furono tante altre persone di Maranola che anche inavvertitamente si erano impossessati di oggetti trovati sul luogo.”

Sull’ incidente nel tempo sono sorte tante leggende metropolitane: la corsa all’oro subito dopo la caduta dell’aereo; il velivolo sabotato per via di un ministro albanese a bordo (Ifter Valla), i gioielli di Cartier dispersi lungo la vallata ecc. ecc. La mia curiosità viene solleticata e cerco di documentarmi alla meglio, ma non sono bravo nelle ricerche su Internet, come lo sono Toni di Trivioamici, che ha postato dei ritagli di giornali inglesi, ma meglio ancora l’amico Enzo Paliotta, il quale è riuscito a fare una approfondita rassegna stampa sull’ episodio, ricavata soprattutto dal giornale torinese La Stampa e da lui apprendo particolari veramente interessanti che in seguito vi svelerò…(Profnonno)

 

 

 

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