UNISONO non c’è luogo all’infuori dell’anima MARANOLA 2015

UNISONO
non c’è luogo all’infuori dell’anima
performance partecipata di Daniele Villa
a cura di Seminaria Sogninterra
29 agosto 2015 _ Maranola (LT)

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Ad un anno dalla terza edizione del festival, e aspettando la quarta edizione, Seminaria
sceglie di realizzare un intervento di arte relazionale portando l’artista Daniele Villa in
residenza a Maranola e lasciando che dal confronto tra quest’ultimo, il paese e gli abitanti,


scaturisca un progetto d’arte partecipata.
Dopo settimane di presentazioni, incontri e chiacchierate, dopo aver respirato l’atmosfera
maranolese ed essere stato stretto dall’abbraccio della comunità, Daniele Villa si è fatto
attivatore e interprete del tessuto sociale del paese e ha così elaborato il progetto
UNISONO.
UNISONO sarà un concerto sperimentale, cantato dagli abitanti di Maranola, che
cercheranno di ‘accordarsi’ contemporaneamente sulle stesse note da un vicolo all’altro,
dislocati negli angoli e nei cortili di tutto il borgo; un concerto diffuso che riecheggerà in
ogni strada attraverso un “passaparola” che cingerà i visitatori nelle maglie calorose di un
canto corale e gli abitanti nei battiti di un cuore unico, in un unisono che potrà essere
paradossalmente discordante, a volte non armonioso, a volte struggente, a volte
accordatissimo – ma che non rinuncerà alla sfida del sentirsi comunità.
UNISONO è un’opera aperta, che potrà essere partecipata da chiunque voglia cantare o
suonare, scendere nei vicoli o rimanere affacciato dalla propria finestra: musicisti e
cantanti ma anche chi semplicemente vuole aggiungere la propria voce.
Fili sonori invisibili metteranno in collegamento tutti i punti di Maranola, cassa di risonanza
di un coro fatto dagli abitanti stessi; l’opera d’arte è immateriale, slegata dal valore di un
oggetto fisico, è “fatta della stessa materia degli scambi sociali” e qui si esaurisce in uno
“stato d’incontro”, un momento di vita quotidiana costruito con e per la collettività.
“L’arte – scrive Nicolas Bourriaud in Estetica Relazionale – non cerca più di figurare utopie,
ma di costruire spazi concreti.” e così UNISONO cerca di inventare relazioni possibili e
nuove forme di scambio, per una elaborazione collettiva del senso e per abitare un mondo
comune; un gesto consueto ed elementare come il canto di canzoni tradizionali diventa
arte, mentre l’atto creativo sconfina nel flusso della vita quotidiana. “Oggi sembra più
urgente inventare relazioni possibili con i propri vicini che scommettere sul domani. È tutto
qui, eppure è qualcosa di enorme.” (Bourriaud)