BELLISSIMO

PRIMA ……

foto di Christian Lombardi.

 

e DOPO

foto di Christian Lombardi.

 

e poi vedi … un ragazzo … un ragazzo brasiliano … un ragazzo che fa quel che fa perchè gli piace.
Bene quel ragazzo ti ripulisce un muro dai manifesti che hanno visto gli allenamenti di Pietro Mennea … senza colpo ferire.
Ti saresti aspettato di vedere il furgoncino della ditta per cui lavora, e di sapere che la ditta l’ha incaricata il Comune.
Ed invece no.

 

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Fidapa Gaeta Formia Minturno dona all’Archivio storico di Formia due teche in cristallo

 

Fidapa Gaeta Formia Minturno dona all’Archivio storico di Formia due teche in cristallo per la conservazione di registri e documenti antichi e di valore Le carte -afferma il dirigente De Meo – parlano della ns storia, Sono patrimonio di Formia e raccontano cio’ che e’ accaduto. Come e’ evoluta la citta’ ed i suoi abitanti. Attraverso la lettiura si comprende il percorso di Formia. Il Sindaco ha aggiunto che la Torre di Mola e’ il simbolo di Formia. L’ archivio storico e’ una sede accogliente, vivibile e visitabile da tutti. Attraverso la lettura delle testimonianze di altri si perde quel senso di autoreferenzialita’, tipico dei nostri tempi, e si acquisisce una memoria collettiva. La prof.ssa Giovanna Grimaldi , delegata alla cultura,ha letto testi di lettere inviate dalle prime Donne professioniste e lavoratrici di Formia, una donna medico 1945, una levatrice ed una panettiera… La Fidapa nella persona di Maria Giulia Monforte ,Presidente uscente, ha preso impegno nel mantenere una collaborazione attiva con l’ Amministrazione Comunale e cosi la Presidente entrante ( entrambe nella foto). Idem per l’ Associazione Inner Wheel.

foto di Isabella Quaranta.
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CAPOLINO RAFFAELE FORMIA RACCONTA ANTONIO GRAMSCI (ALES 22/1/1891 – Roma 27/4/1937)

I QUATTRO GRANDI UOMINI POLITICI CHE VISSERO A FORMIA NEL SECOLO SCORSO

AMADEO BORDIGA. ANTONIO GRAMSCI. PIETRO NENNI. VITTORIO FOA

ANTONIO GRAMSCI (ALES 22/1/1891 – Roma 27/4/1937)

Il suo cognome è l’ italianizzazione di Gramshi, piccola cittadina Albanese da dove i suoi antenati si trasferirono in Italia nel sec. XV .

Gramsci1
Tra gli antenati c’è un legame con Gaeta, dove il nonno di Antonio Gramsci, Gennaro aveva famiglia in quanto militare del Regno di Napoli.
A Gaeta nacque il padre Francesco che poi si trasferì ad Ales , in Sardegna, dove venne alla luce il personaggio di cui oggi ci occupiamo.
Il padre Francesco fu processato in Sardegna per reati comuni e condannato a 5 anni e 8 mesi scontati, ironia della sorte, proprio nelle carceri di Gaeta , sua città natale.
Ovviamente questo evento segnò moltissimo la psiche del piccolo Antonio che, fattosi giovincello riuscì ad aggiudicarsi una borsa di studio che gli permise di iscriversi alla Facoltà di Lettere a Torino dove entro’ nel 1913 nel PSI avendo modo di conoscere Mussolini, Tasca, Togliatti, Terracini e Bordiga.
Con questi ultimi quattro suoi compagni di partito fu uno dei fondatori del PCI nel 1921 a Livorno , per distacco dal PSI . Sempre nel 1921, per impegni politici, partì per Mosca dove si ritrovò , appena arrivato, ricoverato in un sanatorio dove conobbe Julia Schucht , una donna bellissima che poi sposò nel 1923.
Fu il primo direttore del giornale L’Unita’ da lui stesso fondato nel 1924.
È il caso di precisare che l’attuale direttore di questo storico giornale è oggi un nostro concittadino Formiano, in quanto nato a Castellone : Erasmo D’Angelis.

 

Antonio Gramsci fu eletto deputato il 6/4/24 e fu arrestato subito dopo il rapimento e uccisione del Deputato Socialista Giacomo Matteotti.

(Continua)

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F 104 CADUTO A FORMIA L’ultimo messaggio radio del pilota, il sottotenente Pasquale Pezzullo, era stato “Abbiamo…”,

 

 

aereo 104 formia 9_1735388809_n 2http://trivioamici.it/2012/05/15/f-104-s-aereo-caduto-a-formia/caccia, tipo F-104-S
(appartenente al 9° Stormo Francesco Baracca dislocato presso la base aerea di
Grazzanise, in provincia di Caserta), decollato dalla base alle ore 21:30 di giovedì 10
maggio 1984 insieme ad altri due caccia, questi ultimi rientrati regolarmente alle ore 22:30,
e scomparso alle ore 22:45 di quello stesso giorno nell’area tra Formia, Gaeta e
l’immediato entroterra, al limite tra le province di Latina e di Caserta. L’ultimo messaggio
radio del pilota, il sottotenente Pasquale Pezzullo, era stato “Abbiamo…”, poi non venne
ricevuto più nessun segnale su alcuna frequenza radio, mentre, contemporaneamente, la
traccia del caccia era scomparsa da ogni schermo radar. Scattato l’allarme, altri due aerei
da caccia si levarono in volo di ricognizione senza, però, ottenere alcun risultato; nel
contempo, venivano allertati i Carabinieri e la Protezione Civile. Poco dopo, venivano
raccolte due segnalazioni da Formia.
La prima era relativa ad un pescatore che segnalava un “corpo luminoso” inabissarsi in
mare presso la località di Maranola di Formia mentre la seconda era relativa ad un altro
pescatore che segnalava una fiammata su di una collina della catena dei monti Aurunci, presso Gaeta.

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CI AUGURIAMO CHE OGGI CI SIA UN MIMUTO DI SILENZIO A RICORDARE IL PILOTA CHE HA PERSO LA VITA CON F 104 SULLE NOSTRE MONTAGNE

OGGI  ANCORA  PEZZI DI AEREO  SPARSI PER UN INTERA  MONTAGNA

 

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FORMIA – Venerdì l’inaugurazione del monumento agli aviatori d’Italia

FORMIA – Venerdì l’inaugurazione del monumento agli aviatori d’Italia12032985_503070293191465_5579792242714569444_n

Venerdì 25 settembre alle ore 11 nella piazza di via Olivastro Spaventola si terrà l’inaugurazione del monumento agli aviatori d’Italia. Sarà presente il sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano, Autorità civili e militari oltre ad una folta rappresentanza di personale proveniente dalla 4^ Brigata Telecomunicazioni di Borgo Piave, del 70° stormo di Latina e del 9° stormo di Grazzanise.

Il monumento allestito dagli iscritti dell’Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al valor Militare dell’Associazione Amici dell’Aeronautica, è costituito da una deriva ed uno stabilizzatore di un F104 starfigther, aereo supersonico che ha caratterizzato 40 anni di Aeronautica Militare, andato in pensione da qualche anno e sostituito dai Tornado e dai Thyfoon.

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RAFFAELE CAPOLINO RACCONTA CICERO PRO DOMO SUA FORMIA

Raffaele Capolino a Sei di Formia se…..

CICERO PRO DOMO SUA

foto di Raffaele Capolino.

Questa frase viene spesso erroneamente usata in danno della figura di Cicerone, come per dire che il grande Oratore sapeva solo ben difendere se stesso, soprattutto quando erano in gioco i suoi interessi.
Cicerone, in un quarantennio della sua attività, è stato l’autore di 106 orazioni, quasi tutte risultate vincenti per i suoi assistiti.
Di queste 106 arringhe , 58 ci sono giunte integre e 48 perdute ma recuperate successivamente e parzialmente con 17 frammenti e una trentina di titoli.
Torniamo all’oggetto di questo post con una breve narrazione dei fatti antecedenti alla orazione ” pro domo sua”.
Cicerone nel 58ac fu costretto da Clodio (spalleggiato da Cesare) con una sua legge penale ad-personam e retroattiva in danno dell’oratore, a subire una ingiusta condanna all’esilio, in aggiunta alla confisca e distruzione delle sue ville al Palatino, al Tuscolo e a Formia.

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