CARLO DE MEO SE TU SOLE, IO ICARO “CADUTA DI TE DITA FECE COME RAMI DI RADICE A TERRA”

All’interno della mostra “LA VOCE DEL CORPO” a Osnago in Lombardia, Carlo De Meo realizza una grande installazione (H 330 cm c.) sulla figura di Icaro coinvolgendo una parte della piazza centrale.

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“CADUTA DI TE DITA FECE COME RAMI DI RADICE A TERRA”setusoleIOicaro

Come immagine delle smisurate bramosie dell’uomo, Icaro impersona l’intelletto divenuto insensato e l’immaginazione degenerata caratterizzata dall’esaltazione sentimentale nei confronti della tecnologia (ali di cera) in funzione alle proprie estreme ambizioni.SE TU SOLE rid

L’andare oltre senza tener conto delle conseguenze fa di Icaro il simbolo dell’eccesso e della spregiudicatezza temeraria, dell’alterazione del giudizio e del “coraggio”. SETUSOLEretroNell’installazione SE TU SOLE, IO ICARO, il soggetto, caduto dall’alto, viene contrapposto all’albero (simbolo di vita in continua evoluzione, di ascensione verso il cielo, di sana verticalità) che acquista, nel titolo, la comparazione con il sole retrocedendo il soggetto dell’opera da mitico personaggio a semplice uomo: tu albero, io uomo.

L’installazione si sviluppa sulla contestualizzazione dell’abete, dal grande tronco curvo, della piazza principale di Osnago in rapporto al piano orizzontale della terra (base di caduta e ancoraggio del soggetto) e alla non distante panchina… tra loro le scale.LUNA2rid

Una grande figura caduta (risultante da un complesso insieme di materiali di recupero: vecchie assi di legno, pannelli d’armadio, porte, mobili rotti, elettrodomestici ecc.), con la schiena a terra e le gambe all’aria e sei braccia tentacolari, come frammenti di ali bruciate, a sprigionare lunghe dita ramificate che avvolgono il basamento dell’aiuola del grande abete, spicca, in una sorta di simbolico controluce, sulla chiarezza dell’intera piazza.LUNArid

Poco distante, come anteriorità temporale, come premessa, seduta sulla panchina, una figura minuta, con sei braccia sfrangiate ad ali, guarda con insistenza la base dell’albero, guarda il “SOLE”, guarda con la sua acquisita cecità e guarda, di un guardare che non è vedere, e la sua visione non si spinge oltre la sua retina.

TU SOLE, IO ICARO si muove su una circolarità costruttiva che fa, della sua lettura un errare “labirintico” dove perdersi tra concetti, forme, simboli, ironie estetiche, volumi, visioni etiche, spazio e interazione in un guazzabuglio di fine giugno.Carlo De Meo – ERRARE – artista contemporaneo

Carlo De Meo – ERRARE – artista contemporaneo

Carlo De Meo – ERRARE – artista contemporaneo

il sito presenta parte dell’opera dell’artista Carlo De Meo con foto e testi dalla fine del 1900 ad oggi e il progetto online ERRARE in perenne scorrimento.

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