La “Benedizione dello spadino” degli Allievi Ufficiali dell’Accademia a Fondi, nella Chiesa di Santa Maria in Piazza,

La “Benedizione dello spadino” degli Allievi Ufficiali dell’Accademia Navale di Livorno nel Santuario della Madonna del Cielo a Fondi2016-12-27-13

La Messa vespertina del giorno di Santo Stefano, primo martire della cristianità, celebrata nonchè Santuario della Madonna del Cielo, 2016-12-27-6dal parroco, Don Sandro Guerriero, è stata impreziosita, quest’anno, dalla presenza di numerosi Cadetti dell’Accademia Navale di Livorno ed Ufficiali della Marina Militare che hanno fatto da corollario alla “benedizione dello spadino” per quattro loro colleghi, Allievi della prima classe. Una cerimonia, quella della “benedizione delle sciabole e dello spadino”, le cui origini risalgono ai secoli addietro, alle investiture cavalleresche e che ha sempre rappresentato l’incipit di una brillante carriera militare. 2016-12-27-4Non a caso, dai tempi moderni, lo spadino costituisce l’elemento portante dell’uniforme storica; un simbolo che suggella lo status e che contraddistingue gli Allievi Ufficiali di tutte le Accademie militari, di cielo, di terra e di mare. Tradizione vuole che il cadetto lo custodisca gelosamente e lo offra, come simbolo della sua vita e della sua professione, al Signore che nasce. Esso viene infatti sfoderato per la prima volta, durante la S. Messa di Natale, dalla persona di sesso opposto che non tradirà mai il suo possessore e successivamente rinfoderato, dopo la benedizione, serbando, in futuro, quei valori fondanti, come onore, dignità, fedeltà, audacia, volontà, lealtà e coraggio, che ogni Cadetto deve rispettare. Nel Santuario della Madonna del Cielo erano presenti i Guardiamarina Fabio Monforte, Alessio Gioiella, Mattia Franchitti, Arturo Laudato ed Adriano Crecco; gli Aspiranti Guardiamarina Giuseppe Valerio, Valentina Valente ed Erica Guglietta; l’Allievo 2^ Classe Alessandro Bozzetto e gli Allievi 1^ Classe Salvatore Nocca, Lorenzo Santurri, Salvatore Lucchese e Cosma Stefanelli, tutti provenienti dai Comuni del basso Lazio. “O Dio dei Martiri ascoltaci, ha esclamato nella sua omelia, Don Sandro Guerriero e nel glorioso ricordo di Santo Stefano, benedici questi giovani che, con la simbolica presentazione degli spadini e delle spade, chiedono di essere testimoni di giustizia, di legalità e di fedeltà a quei valori che costituiscono, da sempre, patrimonio indissolubile, non solo della Marina Militare, ma di tutti gli uomini in divisa”. Dietro ad ogni divisa, ha proseguito il Sacerdote, non c’è solo un uomo o una donna, ma tante persone, a cominciare dalle rispettive famiglie, che li hanno allevati, accompagnati nella loro scelta e che oggi sono qui, riunite in un unico afflato, per assisterli ancora, in questo gesto ideale con cui intendono rinnovare il loro giuramento di fedeltà al Signore, alla Patria ed alla collettività. “Preghiamo, ha quindi concluso Don Sandro, perché questi nostri ragazzi, nella loro missione di servizio, sappiano testimoniare nel mondo come, pur nel mezzo della morte esiste la vita e tra le menzogne trionfa sempre la verità!”. Dopo la benedizione degli spadini ed a conclusione della celebrazione liturgica, l’Aspirante Guardiamarina Giuseppe Valerio ha letto la “Preghiera del Marinaio”, scritta nel lontano 1901, dal poeta Antonio Fogazzaro.