SOCIOMAMMA.IT L’inevitabile fase dei capricci by Mariagrazia Viola

Le espressioni che in questo periodo “regnano” in casa nostra sono “no”, “anche io”, “ è mio”… accompagnate da sonori capricci di Chiara!
Sembrerebbe che con una bambina di due anni sia normale tutto ciò, ancor più se al suo fianco c’è una ragazzina di 11 anni, Matilde, sua fonte di ispirazione perenne!

Proprio quando penso che la giornata stia procedendo serenamente, che Chiara si stia trasformando in un quasi-angioletto scoppia la crisi disperata, arriva il mostro capriccio ad impossessarsi di lei… preferibilmente in presenza di un grande pubblico, al supermercato o in spiaggia ad esempio…

Sono innumerevoli i motivi per cui scoppia il capriccio… ecco qualche tipico episodio:

  • Chiara vuole un libro/gioco/accessorio (zainetto, cerchietto, smalto…) di Matilde che non può avere
  • Chiara non vuole farsi la doccia
  • Chiara deve scendere dall’altalena o vuole salire ma è occupata e non vuole aspettare
  • Chiara vuole un biscotto rigorosamente al cioccolato prima di pranzo
  • Chiara vuole vestirsi da sola e magari indossare cose assurde (puntualmente quando siamo in ritardo)
  • Chiara svuota la valigia mentre io la faccio
  • Chiara ruba i pupazzi di Matilde e si nasconde nell’armadio
  • Chiara anziché annusare i fiori li “raccoglie”
  • Chiara non vuole darci la mano quando passeggiamo
  • Chiara svuota i cassetti mentre parlo al telefono, stendo il bucato…

E credetemi questo è un breve elenco!

Partiamo dal presupposto che i capricci non si possono evitare, che si verificano maggiormente con i genitori (la mamma in particolare) e che non sono semplici attacchi di collera… sono esplosioni emotive che avvengono quando il bambino sente di aver perso il controllo.
E’ uno stato di confusione e sconforto, che si verifica perché il bambino a questa età non conosce e soprattutto non sa gestire le sue emozioni ma sta imparando a farlo.

I capricci sono occasioni preziose per la crescita (per il bambino e anche per i genitori) e servono a sviluppare il senso di se.

Prima di raccontarvi come proviamo a gestire l’ira di Chiara voglio condividere con voi una distinzione molto semplice che mi ha fatto riflettere, la distinzione tra bisogno e desiderio.

Come tutti ben sappiamo i bisogni sono cibo, acqua, amore, essere ascoltati, avere dei limiti…i desideri dei bambini sono ben altro, sono urgenti e non sempre ragionevoli. Ai bambini bisogna concedere di fare o avere le cose di cui hanno bisogno, ma devono ottenere anche alcune delle cose che desiderano (sta a noi decidere quali) perché una vita senza qualche desiderio soddisfatto è davvero triste (i desideri ci permettono di diventare le persone che vogliamo essere) ma una vita in cui vengono soddisfatti tutti i desideri è un cammino di tirannia!!!

I bambini hanno bisogno di limiti per sentirsi tranquilli e al sicuro  quindi sappiate che rispondere “no” ad alcune richieste vuol dire soddisfare un loro bisogno!

Non è affatto semplice gestire i capricci, soprattutto quando siamo stanchi, stressati, siamo in luoghi pubblici o ancora quando la nonna, la cugina o il passante di turno si intromettono… ma penso che l’esperienza, il dialogo tra mamma e papà, il confronto con altri genitori e la lettura aiutino. E allora voglio raccontarvi cosa facciamo quando arriva il mostro capriccio.
1. Cerchiamo di mantenere un atteggiamento positivo e coerente (compito non sempre facile)
2. Tentiamo di descrivere a Chiara cosa sta accadendo, quale può essere la soluzione al problema e se non funziona cerchiamo di restare indifferenti al suo pianto
3. Evitiamo di alzare la voce e dirle di smettere di piangere, di fare i capricci… otterrebbe solo quello che vuole, la nostra attenzione;
4. Chiediamo scusa quando esplodiamo (in questo modo imparano ad accettare anche i loro sbagli e a chiedere scusa)
5. Lasciamo sfogarla, quando passa la abbracciamo e soprattutto non portiamo rancore né tantomeno il broncio; ogni capriccio va gestito sul momento e poi dimenticato (questo vale anche per i rimproveri rivolti a Matilde)…
Che fatica!

Riguardo il primo punto, ossia l’essere coerente vorrei aggiungere questo: vi sarà capitato di dire no e desiderare subito dopo di aver detto si? A me tante volte, ahimé mi è capitato anche di cedere! Quando i capricci ormai sono iniziati non si torna indietro, dire “si” convincerà il bambino  che il suo capriccio ci ha fatto cambiare idea! E allora prima di dire no pensiamoci bene!

Un comportamento poco coerente porta a capricci più frequenti.

Essendo il nostro obiettivo quello di guidare e aiutare le nostre “ragazze” a diventare donne affettuose e gentili, riteniamo che gli schiaffi servano a niente, anzi le danneggerebbero. Numerosi studi hanno dimostrato che i bambini picchiati fanno più capricci e da adulti diventano persone prepotenti oppure vittime.

Per gestire i capricci occorre diventare forti e silenziosi!

Riuscire ad evitare un capriccio non è facile ma sicuramente osservare il comportamento dei bambini e trovare soluzioni da proporre la volta successiva può aiutare.
Se notiamo che il capriccio è provocato dalla noia, ad esempio quando si è a cena fuori, può essere un’idea portare dei giochi in borsa (porto con me dagli album con colori agli stickers, dai puzzle ai libricini).
Se è provocato dalla fame possiamo portare con noi qualche spuntino.
Ogni volta che deve scendere dall’altalena o deve lasciare un cuginetto, un amichetto, avvertiamo un po’ prima in modo che si prepari all’idea…
E ancora, se vediamo che sta per esplodere un capriccio tentiamo di spostare la sua attenzione; a volte la nostra salvezza sono state le bolle di sapone o qui in montagna (da dove sto scrivendo) una mucca o un cavallo di passaggio.

Ultima cosa, ricordiamoci che per il bambino di 2 anni non esiste il dopo, la loro unica preoccupazione è fare quanto desiderano e farlo subito: non esiste la nozione “tra cinque minuti”, figuriamoci “domani “.
Non poter fare una cosa subito provoca frustrazione, che genera tensione, che ha bisogno di essere manifestata… urlare, piangere, agitarsi, sbattere i piedi consente di rilasciare subito questa tensione. A volte può servire lasciarli fare.

Inquesto periodo di vacanza in cui io e Chiara stiamo insieme h24 è più difficile mantenere la calma. Così, quando sento che sto per andare in tilt, mi prendo un po’ di tempo per me, anche solo 20 minuti per leggere, dedicarmi al blog… intanto Chiara e il papà si divertono a cucinare o a giocare!

La mia è esperienza di vita condivisa e non una “guida” ovviamente; ognuno gestisce i capricci dei figli come meglio crede ma credo che condividere le proprie esperienze sia un arricchimento reciproco. Vi invito a raccontarmi le vostre storie, come avete affrontato o state affrontando i capricci dei vostri bambini… essere genitori è un cammino complicato ma così affascinante!

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