16 OTTOBRE CATTURATA LA CONTESSA PELLEGRINO MARANOLA 1943

CASTELLO DI GIANOLA

DELLA CONTESSA PELLEGRINO

OCCUPATO DAI TEDESCHI

 

La Contessa Pellegrino lasciò il Castello di Gianola, dopo aver tappezzato di manifestini lanciati da aerei americani la stanza in cui viveva; da quel momento si rifugiò presso alcuni dei suoi coloni sui Monti Aurunci, nella zona di Acquaviva e lì, improvvisamente, arrivò un commando delle SS capeggiato dall’ex ergastolano Palmieri.

Nel rifugio della contessa si trovavano anche due ufficiali, uno di Bologna, l’altro di Salerno, entrambi appartenenti all’ex Esercito Italiano e tutti e due provarono ad impedire il sequestro della Contessa Pellegrino ma Palmieri non esitò a sparare, ferendo entrambi.

Così la nobildonna arrestata dai tedeschi fu portata dalal montagna a Maranola.

Nel frattempo un marinaio con incarico di inferimiere raggiunse a sua volta il rifugio presso la mandra di Acquaviva e trovò i coloni impauriti e i due soldati feriti; uno di loro era accanto alla porta e alla vista dell’infermiere gli disse di soccorrere prima il suo compagno perché era più grave.

Ma fu inutile perché il militare di Salerno spirò di lì a poco tra le braccia dell’infermiere a causa dell’emorragia causata dalle ferite da fuoco al petto.

 

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