L’ECCIDIO DI MARANOLA 17 OTTOBRE 1943

IL CAPITANO ANTONIO RICCA

 Il tragico  17 ottobre di 75 anni  fa, furono due persone ad essere  trucidate  in via Rotabile a Maranola, davanti alla abitazione di Luigi Papa: Antonio Ricca ed Aurelio Pampena.

Antonio Ricca era il Delegato del podestà di Formia a Maranola, maestro elementare, già capitano degli Alpini alla prima gurra mondiale, da tutti ritenuto irreprensibile, disponibile ad aiutare i cittadini di Maranola che in quei tristi giorni di guerra venivano spesso ricettati per scavare trincee sul fronte di Cassino.

Aurelio Pampena, invece era un  operaio che insieme ad un gruppo di altri maranolesi il delegato Ricca aveva nominato “guardia fili” per controllare la linea telefonica che da Castellonorato  portava a Formia.

Bisogna anche dire che nella zona vi era un lestofante, un truce fascista delatore dei tedeschi. Spesso li accompagnava nelle case e soprattutto sulla montagna dove poter razziare animali, generi alimentari e oggetti preziosi. Costui era il famigerato FRANCO PALMIERI che venuto a diverbio col Delegato Ricca, proprio per questioni delle ruberie che commetteva, lo accusò di essere al capo di una banda di Partigiani.

Ma per il momento i tedeschi non gli credettero.

L’episodio che fece convincere i tedeschi che a Maranola ci fosse un gruppo soversivo, fu quello della cattura della contessa Pellegrino, che si era rifugiata in montagna lasciando la sua Villa di Gianola, per sfuggire ai continui bombardamenti;  sempre per la delazione del Palmieri la contessa di origine russe, era stata indicata come spia, interprete per gli alleati, per favorire gli scambi con alcuni soldati  che erano stati paracadutati in montagna.

La cattura della contessa avvenne proprio grazie a Palmieri che accompagnò i tedeschi in montagna, nella ‘mandra’ dove era ospitata la vecchia contessa e ci fu anche una sparatoria in cui un soldato fu ucciso ed un altro ferito.

La contessa poi fu trasportata a Maranola a piedi, e fattosi notte fu ospitata nella casa di Luigi Papa.

Il Palmieri che requisì la casa trattò male la famiglia del Papa, il quale pare che avvisato insieme al Pampena, si era ribellato e avevano  buttato una bomba a mano, contro la casa dove si rifugiava il Palmieri e la sua scorta.

Questo fu il fatto che fece convincere i tedeschi che qualcosa di perticoloso per loro a Maranola ci fosse.

La mattina del 17 ottobre del 1943 un manipolo di tedeschi salì verso Maranola, che fu circondata e perquisita da cima a fondo.

Alla casa di Antonio Ricca che ancora dormiva insieme alla sua numerosissima famiglia, trovarono alcuni cimeli ed  una vecchia pistola d’ordinanza. Allora lo accusarono di possesso illegale di armi edi essere il capo dei partigiani maranolesie; brutalmente minacciato,  gli ingiunsero di fare i nomi degli altri che eseguivono i suoi ordini.

Il Ricca specificò inutilmente che aveva al suo servizio solo una squadra di guardafili, che erano semplici ed umili operai.

Intanto vi erano state altre perquisizioni e a casa di Aurelio Pampena era stato trovato un vecchio fucile da caccia.

LUOGO DOVE CI FU L’ECCIDIO

Presero allora i due, Pampena e Ricca e li portarono presso la casa di Nicola Papa, in via Rotabile e li intimarono anche alla famiglia di rivelare dove si trovasse il Papa ritenuto anche lui un pericoloso partigiano.

Dettero un ultimatum: un’ora di tempo, se tutti i pregiudicati non si fossero presentati i due sarebbero stati immediatamente fucilati. Il tempo passò e nessuno si presentò e quindi fra le urla dei familiari, a stenti tenuti lontani dai tedeschi, i due furono passati per le armi.

I funerali si svolsero il giorno dopo, il 18 di ottobre del 1943, il giorno della Festività di San Luca, il santo Patrono di Maranola e durante il trasporto della salma al cimitero ci fu un bombardamento e fra il corteo ci furono anche altri morti morti.

LA FIGURA DI ANTONIO RICCA, ATTRAVERSO I SUOI DIARI SCRITTI DURANTE LA PRIGIONIA DELLA GRANDE GUERRA IN GERMANIA, VERRA’ RIEVOCATA  SABATO 20 OTTOBRE ALLE ORE 17,30 IN OCCASIONE DELLE CELEBRAZIONI DEL CENTENARIO DELLA PRIMA GUERRA MONDILE  PRESSO LA CHIESA DI S.MARIA AD MARTIRES DI MARANOLA CON UNA PERFORMANCE TEATRALE  DEL  PROF.  FRANCO DI CHIAPPARI. (Profnonno)

D 21 ottobre 1943 – vi si legge – venne arrestato in Fondi dalla milizia fascista tale Palmieri Franco ed internato nelle carceri locali. … procedere alla fucilazione del Palmieri, ritenuto autore di molteplici delitti consumati nei territori di Gaeta e di Formia. Secondo le confessioni dello stesso Palmieri, sarebbe stato da lui ucciso un prete del comune di Maranola e di altre persone (sic) e di aver defiorato molte …

 

Un pensiero riguardo “L’ECCIDIO DI MARANOLA 17 OTTOBRE 1943

  • 17/10/2018 in 10:44
    Permalink

    Grazie per questa rievocazione. Domani 17 Ottobre ricorrerà il 75° anniversario dell’eccidio di mio padre e di Aurelio Pampena.
    Mi auguro che, quanto sopra scritto, possa far si che sabato 20 corrente ci sia una corale presenza.
    Saro Ricca

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *