“PIANTUMIAMO UNA PIANTA, NUOVA VITA, DEDICATA AD UN CARA PERSONA O FAMIGLIA”

 PROGETTO “PIANTUMIAMO UNA PIANTA”

Continua la bella iniziativa “POLLICE VERDE” in Trivio.

Anche Don Gennaro domani in chiesa durante le messe domenicali illustrerà il progetto. Per chi ne vorrà sapere di più potrà contattare noi, Luigi Saraniero, Egidio Filosa
Grazie x l’attenzione.
Buon fine settimana a tutti!

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RIFACCIAMO LE BELLE COSE

Forti anche della seguente vogliamo insieme al Centro Socio Culturale, la Parrocchia, la scuola, TrivioAmici e il nostro Comitato estendere l’idea di nuove piantumazioni x rendere Trivio ancora più verde.
L’idea è quella di sensibilizzare tutte le Famiglie, far nascere una nuova pianta, una nuova vita, dedicando la medesima ad una persona Cara o anche ad una Famiglia. È evidente che l’acquisto della pianta è a carico della Famiglia in questione. Ora la cosa importante trovare uno spazio pubblico, qualcuno già individuato, scegliere la pianta giusta x il luogo giusto, e organizzare bene la cosa. Ci affideremo ad esperti).

AVANTI

TU

CONVEGNO RIQUALIFICAZIONE FERROVIA FORMIA GAETA 2016

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NTERESSANTE INIZIATIVA AFFIDATA DAL CONSORZIO SVILUPPO INDUSTRIALE DEL SUD PONTINO ALLA PRESIDENTE DELLA FIDAPA – DEL GOLFO , ISABELLA QUARANTA, PER ORGANIZZARE UNA CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI SOCIALI-CULTURALI- IMPRENDITORIALI DEL TERRITORIO. LA PROPOSTA E’ STATA BRILLANTEMENTE ILLUSTRATA DALLA STESSA

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ISABELLA QUARANTA NELLA CONFERENZA DELL’ECONOMIA DEL MARE TENUTASI IERI 29 APRILE NELL’AMBITO DELLO “YACHT MED FESTIVAL”. ASSICURIAMO ALL’AMICA ISABELLA LA NOSTRA ADESIONE?II

 

 

 

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Michael DeMeo ricordi di sua sorella Vincenza riposi in pace maranola 2016

 Giovedi  mattina Aprile 2016 2 telefonate  da Maranola mi hanno confermato della morte di  Vincenza nata a Maranola a luglio1935 da Immacolata Treglia e Bernardo De Meo. Vicenza er la terza di 8 figli. Mia sorella. Si doveva chiamare   Filomena, ma una mia sorella con lo stesso ne di 16 mesi era gia` morta e viva con gli Angeli. .

Ho tanti bei ricordi di Vincenza  Nostra madre diceva di lei’ Vicenza e` asino di fatica”Anni 50 io e appena bambino e le anni mattino faceva uscire il suo gregge dall`oviel, prenda il bastone per  potersi dalle serpi o qualche altro animale prendeva la sua “mappata” chiama il cane e partano il suo gregge di capre e pecore per la giornata sulle colline  de delle “mandresante; e in quel momento il lavoro cominciava per t tutti;  i campi  e gli animali ci aspettavano..  All`ora di pranzo, nostra madre preparava  una mappatela l con del pane, acqua qualche  pomidoro o frutto di stagione mi mandava da le ; seduti a un posto in ombra da lei trovato, mi insegnava a schiacciare  i pomodori o la  frutta sul pane; si mangiava insieme; poi scendevo v erso  le mandre per attendere alti amimali(porci e asini) Meno che ventenne lei ando` sposa  al suo amato AMABILE, era mi sembra Febbraio o Maarzo 1955.  Per mesi  2 sarte di Trivio hanno lavorato a  Vincenza  corredo ( anche i mutandoni di fustagna), non mancava niente Papa e mamma erano orgoglisa di quest grande figlia lavoratrice.

Da giorni  una cuoca espertissima

( PAOLINA RICCA) una cuoca maestosa stava lavorando al pranzo; lei aveva una cucina e un forno nel portone  del condomini ed altri facevano cio che lei decideva  e Paolina e mia mamma  preparavano tutta roba fresca , inclusi capretti e agnelli. Verso le 11 di quel mattino accompagnata da nostro nata dalle 2 sarte  al  bracci di nostro padre Bernardo, che attendeva ascal l\, lei estese il suo braccio a quello di nostro dare. La campana della veste era enorme, la campana, il sol  il suo magnifico sorriso e l`orgoglio di Bernardo di Campiona riempivano le vie di Maranola; e dietro le 2 sarte  c`erano 4 donne di una bellezza fenomenale: nonna Pasqualina, mamma Immacolata, e l zie Antonietta e Giovannina., dietro  suoceri MIchele con la mogli Antonietta,, nonno Rocco e nonno Salvatore /?campione. Don Benedetto celebro ` e benedi` le nozze, poi anche  i parenti benedirono gli sposi. Che belo Poi il pranzo; papa per farlo ancora piu grande  per la prima volt a Maranola  venne a servirlo un  cameriere  del Famoso ristorante ” La Quercia ” di Formia. Poi 6 figli e tanti bei nipotini ed alter. Vincenza  sempre al servizio prima dei nostri Genitori poi del marito Amabile, dei figli e di nipoti.. Nel 1947 Primi giorni di Maggio)  VIncenza aveva 12 anni e per alcuni dovette sostituire nostra madre a fare “la Lattara” a Formia , una mattina  difronte alla Chiesa Di San Giovanni ei i cadde e quasi meta` del latte imbianco` il piazzale ; lei piangeva , poiche` sapeva che nostro padre  si sarebbe arrabbiato, ma  l`mica di nostro a madre (zia Marietta  risolse il problem con l`aiuto della Fontana . Vincenza grazie di tutto . Sei stata una grande sorella. hai fatto tanto per e i miei figli, io non potuto neppure venire a causa  del mio stato di salute di salute,Volevo dirti tante cose ma una sola conte , parla con Dio che per intercessione di Suora Ambrogina mi faccia guarire  ed io e mio figli ti amiamo molto. tuo fratello Michele

Dario NOVELLINO e Golia, la battaglia per la biodiversità

Un ricercatore di Formia racconta cosa fanno le multinazionali per avere l’olio di palma

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Alla fine è una lotta bestiale, un piccolo esercito di «senza niente», che però non possiede neppure la paura, contro una potente corazzata di multinazionali. E in ballo c’è la produzione di olio di palma, dunque la distruzione di tutto ciò che gli gira intorno, comprese le popolazioni indigene. Dario Novelino, un ricercatore di Formia, questa guerra la sta conducendo sul campo, nel Borneo soprattutto, dove le aziende che vogliono l’olio di palma se lo vanno a prendere senza andare troppo per il sottile. Però Novellino ha preso il diavolo per le corna e quando torna dalle sue missioni da antropologo racconta al resto del mondo cosa succede nell’inferno dove si produce il nuovo «oro alimentare».

Come è cominciata questa missione ambientalista e antropologica?
«Mah, avevo 13 anni. In un compitino assegnatomi dalla maestra ho scritto queste testuali parole: ‘L’unico mio scopo è e sarà di diventare un naturalista e spero che appena riuscirò a procurarmi i soldi necessari partirò per quel paese dove nessun uomo bianco ha mai posto piede….questo paese è il Borneo’. Mio padre mi leggeva i romanzi di Salgari e questo sicuramente ha influenzato le mie scelte sin dall’infanzia. Ma il destino ha voluto che il mio primo incontro con le popolazioni indigene (gli Inuit comunemente conosciuti come ‘esquimesi’) avvenisse nell’artico canadese dove sono giunto dopo un lunghissimo viaggio in autostop, all’età di 19 anni».  Poi è arrivata la laurea e la ricerca in antropologia, l’impegno non solo universitario a tutela delle popolazioni che rischiano di sparire per lasciare spazio a qualche produzione innovativa.
Com’è la «caccia» all’olio di palma vista da vicino?
«Io nel 1989 sono giunto a Sarawak (Borneo Malese) e mi sono unito ai nomadi Penan, cacciatori e raccoglitori. E’ stata un’esperienza straordinaria. Poi sono arrivate le ruspe ed i bulldozer delle grandi compagnie del legname e quelli delle corporazioni delle palme da olio a violare la tranquilla esistenza di questa gente.. ed anche la mia vita è cambiata. Ho iniziato a battermi con tutto me stesso per difendere questi popoli, ed il loro territori (soprattutto a Palawan, nelle Filippine) aiutandoli a documentare il loro dramma, organizzare azioni di pressione verso i governi, campagne di denuncia e movimenti di resistenza sul posto».

L’intervista completa in edicola con Latina Oggi (26 aprile 2016)