Attenzione: quasi tutte le multe degli autovelox di Formia SONO NULLE

Attenzione: quasi tutte le multe degli autovelox di Formia SONO NULLE

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Le legge (art. 201 del Codice della Strada) parla chiaro: le contravvenzioni degli autovelox devono essere notificate perentoriamente entro 90 giorni dalla data dell’infrazione, altrimenti sono illegittime.  Ma al Comune di Formia, nella fattispecie al Comando di Polizia Municipale, non gliene frega niente, tanto che in questi giorni stanno continuando ad arrivare contravvenzioni scadute. Il motivo è che la ditta privata che dovrebbe svolgere il servizio di “gestione del procedimento sanzionatorio delle violazioni delle norme del Codice della Strada e di Polizia Amministrativa di competenza della Polizia Locale”, risulta inadempiente, al punto che tre giorni fa è stato sospeso il contratto di gestione con la società per “grave impedimento contrattuale”.

Ecco il link: http://tinyurl.com/jjps7ro

Il Comune di Formia, quindi, pur sapendo di violare il Codice della Strada, ha ugualmente inviato le notifiche delle contravvenzioni in ritardo, comunque oltre i 90 giorni, ben sapendo che molti pagheranno perché all’oscuro di questa norma.

Su segnalazione della Prefettura di Milano, il Ministero competente ha diramato una nota con l’interpretazione precisa : “(…) solo fattori esterni possono definire un superamento dei 90 giorni, non di certo motivi legati alla prassi burocratica”. Ovvero, “(…) le ragioni che possono legittimare gli enti cui appartengono gli organi accentratori a superare i limiti non possono che dipendere da fattori esterni e non da prassi organizzative interne”. Ciò significa che l’eccezione resta tale. E c’è un dettaglio da sottolineare: il termine dei 90 giorni scatta dal momento in cui viene effettuata l’infrazione, non dal suo accertamento. Di conseguenza i giudici hanno iniziato ad accogliere i ricorsi.

http://tinyurl.com/jyhgkyb

Il primo comma dell’art. 201 C.d.S. infatti, stabilisce che “(…) in caso di contestazione non immediata della violazione, il verbale debba essere notificato all’effettivo trasgressore entro novanta giorni dall’accertamento, ovvero, in assenza di identificazione del trasgressore,  ad uno dei soggetti indicati nell’art. 196 C.d.S. (proprietario, usufruttuario, acquirente con patto di riservato dominio o l’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria del veicolo), quale risulta dai pubblici registri alla data dell’accertamento”.

Giudice di Pace, Milano, sentenza 09/02/2015 n° 1189

Considerazioni analoghe a quelle del Ministero dell’Interno svolge poi il giudice milanese in ordine alle circostanze che giustificherebbero il ritardo nella notifica: nessuna rilevanza assume, in tal senso, l’insufficienza dell’organizzazione interna dell’ente gravato del disbrigo di un elevato numero di contravvenzioni accertate. Siffatta ragione non è tale “da giustificare la violazione di un termine che è stabilito dalla legge a garanzia dell’effettività del diritto di difesa del soggetto cui viene notificato il verbale di contestazione”.    

http://tinyurl.com/z7xekj7

In questi casi, quindi, il verbale (la “temutissima” busta verde) ti deve essere notificato nel termine di 90 giorni dall’accertamento. Come detto in questi casi la multa è illegittima e quindi si può proporre ricorso al Prefetto con altissima probabilità di vittoria.

Facciamo un po’ di chiarezza…

Da quale momento inizia a decorrere il termine di notifica della multa? La nota prosegue poi con l’ analisi dell’ art. 201 C.d.S. sottolineando che:

 “ La disposizione, […], costituisce un’ ulteriore conferma dell’ assunto che, in linea di principio e salva la necessità di acquisire informazioni indispensabili da altri organismi, il dies a quo per la decorrenza dei termini non può che essere individuato in quello della commessa violazione”.

Questo chiarimento da parte del Ministero “condanna” l’interpretazione fornita dai comuni al fine di notificare le multe oltre i termini fissati dalla Legge. Nell’ultimo periodo molti giudici hanno iniziato ad adeguarsi alla linea fornita dal Ministero e già sono arrivate molte sentenze di accoglimento del ricorso per intervenuta prescrizione della multa notificata 90 giorni dopo l’infrazione.

Conclusioni: se, sulla base delle considerazioni fatte in questo articolo, hai la certezza che il termine di 90 per la notifica della multa non è stato rispettato non esitare a presentare ricorso al prefetto o – in via alternativa – al giudice di pace.

http://tinyurl.com/jndejaj

Se il Comune di Formia non fosse un “nemico” del cittadino, annullerebbe d’ufficio tutte le contravvenzioni ricevute dopo i 90 giorni e le porrebbe a carico della società inadempiente.

Delio Fantasia

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FORMIA ROMANA spiaggetta di piazza Marina,

Quello che segue è un appello alla cittadinanza lanciato qualche ora fa sul profilo facebook di “Sei di Formia se ….” dall’utente Jeanpierre Maggiacomo.sdfs 2

Noi lo condividiamo perché pensiamo sia importante.sdfs 9

“Queste foto sono state scattate nella spiaggetta di piazza Marina, con accesso dall’ex cantiere navale Scipione. Presumibilmente sono i resti della villa romana del console Nerva, risalente al I sec. a.c.

Il posto è bellissimo però versa in uno stato di degrado e abbandono.

Si vedono ancora gli stucchi decorativi dei soffitti.

Facciamo qualcosa per valorizzare il tutto”.

 

 

 

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Gaeta / Carlo di Borbone, sabato 6 febbraio la presentazione di un libro a cura di Daniele Iadicicco

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GAETA – In occasione del terzo centenario della nascita di Re Carlo di Borbone, è uscita in questi giorni una ricerca a cura di Daniele E. Iadicicco, Presidente dell’Associazione Terraurunca, dal titolo “Carlo di Borbone a Gaeta” per Terraurunca Edizioni.

Lo studio è denso di testimonianze inedite e cronache sui momenti salienti della vita di questo Sovrano, fondatore della dinastia dei Borbone di Napoli, legati al Golfo di Gaeta. Dall’Assedio di Gaeta del 1734 al fasto matrimonio con Maria Amalia di Sassonia celebrato a Gaeta nel Palazzo del Marchese Gattola, sino alla nascita della Principessa Maria Giuseppina Carmela.

Il libricino ha ricevuto l’Alto patrocinio dell’ANCCI (eretto Ente Morale dal Presidente della Repubblica nel 1973) ed il patrocinio del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, Delegazione Lazio. Molti i documenti mai pubblicati come la serenata dedicata dai governatori di Gaeta per le nozze di Carlo e Amalia, la cronaca diretta dell’Assedio del 1734 e tanto altro.

L’autore è stato invitato come relatore a presentare il frutto di questa ricerca Sabato 6 Febbraio, ore 16, presso l’Hotel Serapo di Gaeta durante il tradizionale convegno annuale dedicato al ricordo dell’Assedio di Gaeta del 1860-61. Quest’anno l’incontro vedrà la presenza di associazioni culturali provenienti da tutto il Sud Italia oltre che la presenza di relatori del calibro di Pino Aprile, Gennaro De Crescenzo e del cantante Povia. Il libro verrà invece presentato a Gaeta durante il mese di Marzo.

Torna il “Carnevale Formiano” 2016

 

Spettacoli circensi, animazione per bambini, la tradizione dei carri allegorici e dei balli in maschera. Torna il “Carnevale Formiano” promosso dal Comune di Formia in collaborazione con i commercianti di Largo Paone e di Radio Tirreno Centrale.
Partenza sabato 6 febbraio. Alle ore 21 in Largo Paone arrivano i “Circus performers”, artisti circensi specializzati in giocoleria ed effetti speciali12661850_990562774342640_8197950156838020379_n.Domenica 7 febbraio dalle ore 10.30 alle 13 in piazza Aldo Moro riprende il programma con animazione per bambini.Da tradizione, il clou degli eventi si concentra nella giornata del martedì grasso. Il programma del 9 febbraio inizia alle ore 14.30 in Piazza Mattei dove partirà la sfilata dei carri allegorici, accompagnati da Brasil Show, sbandieratori, gruppi danzanti e mascherati, gruppi storici e mascherine. L’allegro corteo approderà in Largo Paone dove Nina Costanzo di Radio Tirreno Centrale presenterà i partecipanti al concorso del “gruppo mascherato più bello”. La premiazione è prevista per le ore 19.
Alle ore 15.30 in Piazza Aldo Moro si terrà invece la manifestazione “Sport in maschera”, organizzata dalla CSAIN di Latina. Alle ore 21 chiusura in Largo Paone nel segno della musica dance. Alla consolle dj Erasmo Pannone e Francesco Guti. Voice: Stefano Signori.

IL BRIGANTE CUCCITTO CONDANNATO A MORTE GIORNALE IL FERRUCCIO

 

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IL BRIGANTE CUCCITTO

ALLA TANA DE GLIU BRIGANTE
PE’ NARRA’ NA STORIA INTRIGANTE
NU BRIGANTE SENZA ONORE
ACCISE IL SUO BENEFATTORE

GLIU STATO STA PE CAGNA’
I PIEMONTESI STANN’ ARRIVA’
LA TERRA NOSTA SE VONNO PIGLIA’
E SENZA PANE A NUI LASSA’
GLIU BRIGANTE NON CI VOLLE STA’
E ALLA MONTAGNA S’JETTE SCAPPA’
LANGOPPA SI MISE A SACCHEGGIA’
E CRAPE E VACCHE A RAZZIA’

GLIU’SINDACO SPINA LASSU’ SI RECO’
MA SUBITO LA BANDA LO CATTURO’
IETTERO GENDARMI PE RISCATTA’
MA CUCCITTO NON VOLLE TRATTA’
N’FREDDA E INFAME IURNATA
LA MANNAIA NON FU FERMATA
BRIGANTE LA CAPO GLI TAGLIO’
LA MOSCHETTA POI A ROMA PORTO’

NGOPPA LE CIME SPADRONEGGIAVANO
I FRANCESI LA’  GL’ ARRESTARONO
BRIGANTE , BANDITI E CONSORTE
FURONO  CONDANNATI  A  MORTE ì

GUGLIELMO  ANTONIO

 

L’occasione è l’imminente visita a Ventotene del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi,

Un progetto per il recupero, la salvaguardia e la gestione di Santo Stefano, in occasione della visita
del premier Renzi a VentoteneSanto Stefano Carcere borbonico

VENTOTENE – “Salvare il carcere borbonico di Santo Stefano, vuol dire tutelare un pezzo importante della storia nazionale ed un simbolo forte dei diritti civili negati agli uomini liberi”. In un articolato studio, redatto qualche anno fa, da un gruppo di lavoro coordinato dall’ex assessore regionale Giovanni Hermanin, aggiornato ed integrato dal prof. Antonio Impagliazzo, sul recupero e la destinazione dell’ex carcere borbonico che ospitò esuli, patrioti e confinati, da Spaventola a Settembrini, da Pertini, a Spinelli e Terracini, vengono rinvigoriti i principi della moderna democrazia e dell’Europa dei popoli. Continua la lettura di L’occasione è l’imminente visita a Ventotene del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi,

ARRESTO DEL BRIGANTE CUCCITO DI MARANOLA

L’arresto del Brigante Cucitto di Maranola

Wednesday, 27 January 2016 10:34 daniele iadicicco

 

pungolo

Siamo al 27 Dicembre 1862 ed il giornale “IL PUNGOLO” ci regala la cronaca dell’arresto del famigerato Cucitto che aveva in Maranola assassinato il primo Sindaco di Formia Spina (con il quale era cresciuto).

“Ieri è stato rimesso dall’ Autorità Militare al Procuratore del Re presso il Tribunale di S Maria il famigerato brigante Francesco Piazza detto Cucitto. Esso venne arrestato sui confini Romani dalle truppe francesi e consegnato alle nostre autorità che ne avevano dimandata 1’estradizione il 23 andante alla frontiera verso Ceprano. Sono state anche inviate al Procuratore Regio una quantità di carte comprovanti i tanti delitti di questo sciagurato fra i quali primeggia l’assassinio del Sindaco di Mola sig Spina. Un telegramma di quest’oggi sul tardi aununzia che i coscritti arrivano e partono dal deposito di Gaeta contenti e ben disposti.”

 

ALTRE  FONTI

 BRIGANTAGGIO postunitario in Terra di Lavoro 

Durante l’assedio di Gaeta, e poco dopo la resa di Francesco II, il brigantaggio nell’alta Terra di Lavoro, nel periodo compreso tra il 1860 ed il 1870, ebbe caratteristiche insurrezionali e di guerriglia, dove alcuni dei più temuti capi banda, molti dei quali ex militari ed ufficiali dell’esercito borbonico, non avevano deposto le armi dopo la caduta del Regno delle Due Sicilie. A questi si unirono ex volontari garibaldini, delusi dal mancato assorbimento delle loro armate nel nuovo esercito del Regno di’Italia; soldati sbandati; renitenti alla leva e contadini e pastori al seguito di guardaboschi e campieri.

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Il brigante ’Chiavone

Tra le catene montuose degli monti Ernici, Ausoni, Aurunci e del Massico, che già avevano dato rifugio a bande di briganti sin dal XVIII secolo, come i famosi Fra’ Diavolo e Gaetano Mammone, disseminate di boschi e grotte, da Cassino a Piedimonte, fino a Mignano, da Teano a Sessa Aurunca e Mondragone, dopo la caduta del Regno delle Due Sicilie erano presenti diverse bande.

In Terra di Lavoro, tra il 1861 ed il 1870, operarono 51 bande. Tra Sora e la Val Roveto, la banda dell’ex guardaboschi Luigi Alonzi, detto ‘Chiavone, nominato generale da Francesco II, condusse importanti azioni di guerriglia contro l’esercito piemontese lungo il confine pontificio, sfruttandone l’extraterritorialità nei ripiegamenti. La banda, che indossava uniformi francesi acquistate nel ghetto di Roma, oltre ad infliggere significative perdite all’esercito sabaudo, riuscì a conquistare Fontichiari e Pescosolido nel maggio 1862. Tra le Mainarde ed il Massico, fino all’aquilano, operava la banda del sergente Domenico Fuoco, originario di San Pietro Infine, legata al gruppo ‘Chiavone. La banda, che arrivò a contare fino a 150 uomini, fu operativa fino al 16 agosto 1870, quando Fuoco fu ucciso.

Cervaro, Cassino e Mignano erano territorio delle scorribande di Cristofaro Valente e di Giacomo Ciccone. Altra banda era quella di Domenico Coja (Centrillo), un ex soldato borbonico che, durante l’assedio di Gaeta, fu incaricato di intraprendere azioni di guerriglia sul Mainarde, con stretti legami organizzativi con la banda di ‘Chiavone fino alla fine del 1861. Tra Sessa Aurunca e Mondragone operavano le bande legate a Domenico Fuoco di Francesco Tommasino, detto “il sanguinario”, e di Carmine Di Marco, detto il “Salammio”, specializzate anche in sequestri a scopo estorsivo. Altre bande erano ancora quelle di Masocco, Gasparrone, Giuseppe Antonio Conte, Francesco Piazza detto “Cuccitto”, i fratelli La Gala, Pietro Garofalo, Francesco Guerra, Colamattei, Garofano, Di Meo, De Lellis, etc.