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MANCA L’ACQUA L’ESPERTO DEL COMUNE DI FORMIA…OTTOBRE 2017

Paola Senza Bavaglio Villa

ANCORA VERITA’ “DA BRIVIDO” SULL’ACQUA, STAVOLTA NON LE DICIAMO NOI, LE DICE L’ESPERTO DEL COMUNE DI FORMIA…
Sabato mattina durante una conferenza stampa l’esperto “assoldato” dal comune per affrontare il problema “acqua”, il professor Sappa dell’Università di Roma, relaziona su ciò che Acqualatina non ha fatto in questi anni di gestione e soprattutto su cosa continua a non fare, nonostante l’emergenza idrica e il fatto che continuino intere aree della città di Formia a rimanere senz’acqua (in questo periodo è Penitro che sta pagando il prezzo più alto!). Iniziamo subito con il dire che il professor Sappa definisce “la crisi idrica a Formia” un caso scolastico, sottolineando che questa è una zona dove l’acqua c’è, c’è ne in abbondanza, ma è stata da sempre mal gestita. Definisce la risorsa idrica della nostra città PIU’ CHE SUFFICIENTE ad affrontare questo periodo di siccità. Il professore più volte sottolinea che la manutenzione della rete è praticamente assente, AcquaLatina, a detta dell’esperto, si vuole impegnare per il rifacimento della rete idrica, ma ancora si “attende vedere i fatti”, ancora il gestore non ha provveduto a fare una ricerca “seria”, sottolinea Sappa, delle perdite ed una mappatura delle stesse. Ad oggi, ottobre 2017, dice l’esperto, manca tutta una “fase di analisi” indispensabile perchè si possa affrontare il problema idirco., da parte di AcquaLatina. Inoltre il professor Sappa si sofferma a parlare dell’area pozzi “dei 25 ponti”, sottolineando che l’intenzione del gestore è di scavarne in totale 5, per emungere fino a 250/300 litri al secondo, ma si rischia che tali emungimenti, non essendo controllati preventivamente, potrebbero richiamare acqua salmastra e ciò NON E’ COMPATIBILE con l’uso potabile. Secondo l’esperto, AcquaLatina sembra essere consapevole di questo rischio. Noi aggiungiamo che a questo, si potrebbe sommare il rischio di depauperamento della falda e che vengano depotenziati i pozzi privati limitrofi, aggiungendo altre problematiche e non risolvendo le esistenti! Inoltre Sappa chiaramente dice che a Capodacqua le modalità di captazione non sono per un ottimale sfruttamento della sorgente, anzi l’attuale situazione porta a sfruttare solo una parte della sua portata, comportando una sostanziale riduzione del flusso. Infine il professor Sappa sottolinea come i COMUNI, secondo la legge n.36/1994, DEBBANO VIGILARE, la legge stessa affida alla parte pubblica un RUOLO DI FORTE VIGILANZA CHE AD OGGI NON ABBIAMO ANCORA. Noi ci chiediamo se al professor Sappa è stato chiesto di esaminare altri approvvigionamenti idrici già esistenti della nostra città, come ad esempio la sorgente FRANGIONE, una sorgente ubicata alla base del dirupo al di sotto la linea ferroviaria Roma-Napoli. Una sorgente utilizzata per alimentare la stazione di Formia ed altre infrastrutture ferroviarie e che forse potrebbe essere “sfruttata” per essere messa a disposizione della città. E soprattutto ci chiediamo se il gestore ha risposto all’analisi puntuale del professore e cosa voglia fare il Comune dopo che l’esperto si è espresso!
Ne alleghiamo una foto del percorso

FORMIA NO AI DISSALATORI 2017

+++ Una diffida a ritirare entro venti giorni il via libera ai dissalatori. Altrimenti, il Comune di Formia ricorrerà al Tribunale per annullare l’atto della segreteria tecnica operativa dell’Ato +++

È il contenuto della nota predisposta dall’Avvocatura comunale e firmata dal Sindaco Sandro Bartolomeo, inviata alla Presidente della Provincia e, per conoscenza, a tutti i Sindaci dell’Ato4.

“La conferenza dei sindaci dell’Ato4 – sostiene il primo cittadino di Formia – ha stralciato all’unanimità i dissalatori dal piano per l’emergenza idrica. Non comprendiamo come sia possibile che una decisione politica così importante venga ignorata dall’apparato amministrativo. Sarebbe come se un dirigente comunale decidesse di realizzare un’opera pubblica contro cui si è espresso il Consiglio Comunale. La decisione dell’Ato4 va pertanto immediatamente revocata. Altrimenti dovremo ricorrere al Tar e avviare una battaglia legale inutile e costosa, che non porterà a nessun risultato per le nostre comunità già umiliate da una crisi idrica che dura da cinque mesi”.

Gli fa eco l’assessore Claudio Marciano. “I fondi stanziati per l’emergenza idrica fanno gola ad Acqualatina – spiega -. Per questo si insiste, malgrado la chiara opposizione di tutta la comunità del sudpontino, a voler insediare i dissalatori. L’Ato4 si facesse carico di una modifica al piano dell’emergenza da portare in Regione affinché i fondi stanziati per i dissalatori vengano convertiti in interventi per il rifacimento della rete idrica e, se non compatibili questi ultimi con il concetto di ‘emergenza’, per realizzare da subito alcune opere di manutenzione straordinaria sulla rete e sui serbatoi, come quello di Sant’Antonio. Un’altra destinazione coerente con gli indirizzi della Protezione civile potrebbe essere quella di collegare alla rete i pozzi esistenti, specialmente in zona Capodacqua, mettendoli a norma, oppure realizzarne in zone dove vi sono sorgenti mai utilizzate come quelle nella parte di Levante di Formia, Acqualonga, Penitro”.

” Il Comune di Formia – prosegue il Sindaco Sandro Bartolomeo -, malgrado la sua storica contrarietà alla gestione Acqualatina, ha collaborato dal primo minuto con il gestore per risolvere la crisi idrica. Questo ci ha esposti a critiche e strumentalizzazioni, a cui non diamo alcun credito, perché il dovere istituzionale viene prima della ricerca spasmodica di consenso. Tuttavia, la politica provinciale deve capire che la nostra comunità è allo stremo e che provocazioni come quelle dei dissalatori rischiano di incrementare i conflitti e ridurre la già precaria credibilità delle istituzioni. È necessario un intervento della politica, perché nessuna ragione burocratica o economica può venire prima della volontà popolare, espressa dai suoi rappresentanti”.