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AL CENTRO ANZIANI TRIVIO screening per diabete e ipertensione arteriosa

Presso il centro anziani di Trivio, con il dr Enzo Pontecorvo, presidente deL Lions Club ed il dottore Aldo Treglia, si è tenuto uno screening per diabete e ipertensione arteriosa.

https://www.youtube.com/watch?v=4CtyTfutz6M

 

A nome di tutti i Triviesi che hanno effettuato i controlli ringrazio i due Professionisti, e che, si terranno altri appuntamenti presso il centro, con altri specialisti nei prossimi mesi.

L’ACQUA E’ UN BENE BUBBLICO PARLIAMONE COMITATO FORMIA E GAETA

Le comunità parrocchiali di S. Erasmo Formia e S. Giacomo Ap. Gaeta, di concerto con il Comitato Spontaneo dei Cittadini del Basso Lazio e in occasione della XII Giornata della Custodia del Creato, hanno organizzato un percorso di rivalutazione dell’acqua come bene comune. L’itinerario si articola in due appuntamenti, il primo a Gaeta presso la Chiesa di San Giacomo Ap. il 2 settembre alle ore 19.45 sul tema “I bilanci e la gestione di Acqualatina” con l’intervento del dott. Luigi De Luca; il secondo a Formia presso la Chiesa di S. Erasmo il 16 settembre alle ore 19.45 sul tema: “Ritornare all’acqua pubblica” con la relazione dell’avv. Maurizio Montalto.

L’acqua è un bene primario per l’umanità tant’è che nel 1992 è stata istituita dalle Nazioni Unite la ricorrenza della Giornata Mondiale dell’acqua che ricade ogni 22 marzo. La nostra vita è legata all’acqua ed ogni attività umana dipende dalla possibilità di accedervi. Ancor oggi, in molte nazioni, milioni di persone non hanno disponibilità di fonti di acqua potabile sicura e accesso a servizi igienico-sanitari adeguati. In altre nazioni invece, quelle industrializzate, utilizzano questo bene comune come una fonte di business, indifferenti al principio che l’acqua dovrebbe essere a disposizione di tutti e dovrebbe essere trattata e curata come una cosa preziosa.

Purtroppo, a causa di una politica che non guarda al bene comune ma al profitto privato, non solo questo bene ci viene venduto a caro prezzo, ma l’attenzione che viene posta al servizio di distribuzione è pressoché inesistente di investimenti sufficienti a garantire il diritto all’acqua per tutti i cittadini. Niente viene fatto per modernizzare la rete idrica e i “rattoppi” non bastano per evitare l’emorragia continua di acqua potabile.

Ugualmente non si rispetta la volontà popolare espressa nel referendum del 2011 per il ritorno dell’acqua alla gestione pubblica, venendo meno perfino alle regole fondamentali di ogni democrazia.

L’impegno per l’acqua è allora un impegno per lo sviluppo integrale dell’umanità, per la vita di essa, per la pace, senza distinzioni né discriminazioni. L’acqua ha una tale rilevanza sociale per cui gli Stati non possono demandarne la gestione ai soli privati e pertanto la gestione ha bisogno di un controllo democratico, partecipato tramite una cittadinanza attiva, come vuole essere il percorso proposto dalle due comunità parrocchiali e dal Comitato Spontaneo Cittadini Basso Lazio.

IN MEMORIA GENERALE DALLA CHIESA FORMIA 2017

Nel trentacinquesimo anniversario della strage mafiosa di via Carini in cui persero la vita il Prefetto di Palermo, Gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa, la Consorte, Sig.ra Emanuela Setti Carraro, e l’agente di scorta Domenico Russo, le Sezioni locali combattentistiche e d’arma (Associazione Invalidi e Mutilati di Guerra, Istituto del Nastro Azzurro, Combattenti e Reduci, Marinai d’Italia, Arma Aeronautica, associazione dei Carabinieri, dei Finanzieri e della Polizia di Stato in congedo), con la collaborazione dell’Associazione “Reti di Giustizia”, della Proloco e del Centro Commerciale Naturale “Le due torri”, organizzano per venerdì 1 settembre a Formia, presso la Villa Comunale “Umberto I”, con inizio alle ore 18,30, un incontro con il generale dei Carabinieri Angiolo Pellegrini per la presentazione del suo libro “Noi gli uomini di Falcone. La guerra che ci impedirono di vincere”.

L’autore sarà intervistato da Pino Ciociola, inviato speciale del quotidiano Avvenire, già impegnato sul fronte della Terra dei Fuochi.

L’incontro sarà anche l’occasione per ascoltare, dall’esperienza diretta del generale Pellegrini, comandante della sezione anticrimine tra il 1981 ed il 1985 e uomo di fiducia del giudice Falcone, gli aspetti meno conosciuti di quella lotta, ritenuta dai più “senza speranza”, in una città come Palermo dove anche i potenziali poteri amici facevano resistenza passiva contro il nuovo prefetto, prima, e contro il pool antimafia, poi.

Si combatteva, in quegli anni, contro una piovra mafiosa che aveva i tentacoli nell’isola e la testa sul continente. Non a caso, il generale Dalla Chiesa sosteneva che: “Chiunque pensi di combattere la mafia nel “pascolo” palermitano e non nel resto d’Italia non farebbe che perdere tempo”. Tuttavia, come ci conferma il generale Pellegrini, si trattava di una guerra che soltanto pochi volevano vincere.

Alla riuscita della doverosa iniziativa, ricorda il dott. Mansillo, che è tra gli organizzatori dell’evento, hanno concorso le associazioni combattentistiche e d’arma per onorare, insieme all’associazione antimafia “Reti di giustizia”, la persona del prefetto Dalla Chiesa, caduto sul fronte del dovere nella sua qualità di rappresentante del governo e di responsabile dell’ordine pubblico, in una guerra contro la mafia “condotta – come amava ribadire egli stesso – nell’interesse dello Stato”, per spezzare il connubio tra criminalità organizzata e settori della politica e del mondo imprenditoriale.

Va sottolineata, inoltre, la fattiva partecipazione della Pro Loco e dell’associazione dei commercianti “Le due torri” per evidenziare che il nostro territorio, pur aggredito dalle infiltrazioni della criminalità organizzata, impegnata a riciclare i proventi dei reati negli investimenti commerciali e finanziari, è fondamentalmente sano e saprà trovare, al suo interno, gli anticorpi per reagire alla cultura e all’ingerenza mafiosa.

Entrato nell’Arma dei Carabinieri nel 1967 dopo gli studi universitari, il Generale Angiolo Pellegrini ha ricoperto sino al 1981 vari incarichi di comando territoriale.

In tali funzioni ha anche diretto numerose operazioni contro le organizzazioni mafiose della provincia reggina, con particolare riferimento ai sequestri di persona, fenomeno allora dilagante. Designato, a far data dal 23.1.1981, quale Comandante della Sezione Antimafia della Legione CC di Palermo, ha personalmente diretto le più importanti operazioni nei confronti di “cosa nostra”, in un periodo estremamente delicato per le Istituzioni e contrassegnato da decine di delitti nei confronti di magistrati, politici, ufficiali e funzionari dell’Arma e della Polizia di Stato.

L’Ufficiale è stato e viene tuttora indicato come “l’uomo di fiducia” del pool antimafia di Palermo (giudici Falcone, Borsellino e Di Lello) e investigatore di riferimento proprio del giudice Giovanni Falcone. Con i magistrati dell’ufficio istruzione ha espletato le più importanti indagini dell’epoca, in Italia ed all’estero (USA – Canada – Brasile), confluite attraverso decine di rapporti giudiziari, nel maxi processo a “cosa nostra”, celebrato a Palermo alla fine degli anni ’80 e nelle più importanti inchieste sulla criminalità organizzata e sul traffico di stupefacenti degli stessi anni.

Dopo l’esperienza di comando come Capo Sezione Criminalità presso la III Divisione CC “Ogaden” di Napoli, con competenza sull’Italia meridionale, nel 1986 è stato assegnato all’Ufficio Criminalità Organizzata del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri: in tale veste ha partecipato e coordinato l’attività anticrimine a livello nazionale ed ha svolto un ruolo di tutto rilievo in organismi internazionali. Nel 1991, col grado di Tenente Colonnello ha assunto, l’incarico di Comandante del reparto Sequestri di persona e Ricerca catturandi del R.O.S. di Roma. I brillanti risultati ottenuti in posizione di comando nella
lotta alla criminalità organizzata, la capacità organizzativa e la spiccata attitudine ad assumere incarichi di grado superiore e particolarmente rischiosi, sono stati premiati con la direzione del Centro Operativo DIA di Reggio Calabria, incarico che ha svolto fino ad ottobre 1998 con grandissimo impegno ed eccellenti risultati, dirigendo le più importanti operazioni contro le organizzazione mafiose calabresi in una città sconvolta da avvenimenti delittuosi di estrema gravità (oltre 300 omicidi), dall’uso di armi da guerra di eccezionale potenza (bazooka), da omicidi contro appartenenti alle istituzioni, mai portati a termine in
passato (On. Ligato, Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione Scopelliti, Giudice Terranova prestigio.

Il Sindaco di Reggio Calabria ebbe a dichiarare pubblicamente che “la Dia ed il Gen. Pellegrini avevano restituito la dignità ad una popolazione”.

Dal 26.10.1998 al 29.10.2000 ha ricoperto l’incarico di Dirigente al Centro Operativo DIA di Roma, dove ha diretto importanti operazioni contro il traffico di stupefacenti ed al riciclaggio internazionale di capitali illeciti. Dal 30.10.2000 ha assunto le funzioni di Capo Centro DIA di Palermo, mantenuto sino al giugno 2002. Dopo l’omicidio del Prof. Biagi, è stato chiamato a Roma dal Ministro dell’Interno per assumere la responsabilità dell’Ufficio Centrale Interforze per la Sicurezza Personale, sull’analisi e la valutazione del rischio per minacce provenienti dal terrorismo, dalla criminalità organizzata e da attività d’intelligence di soggetti o organizzazioni estere.

Dal primo ottobre 2006 a marzo 2012 è stato presidente del Consorzio Piana Sicura, di cui facevano parte la Regione Calabria, la Provincia di Reggio Calabria, l’Associazione Sviluppo Industriale ed i comuni della Piana di Gioia Tauro, con compiti di legalità, sicurezza, sviluppo economico ed immagine della Regione.

Fin dagli anni ’80, ha svolto numerose missioni all’estero, intensificando sempre più i suoi rapporti con i rappresentanti più qualificati delle forze di polizia ed i magistrati di numerosi Paesi stranieri (Canada, U.S.A., Caraibi, Brasile, Colombia, Francia, Olanda, Germania, Svizzera, Portogallo e Spagna). E’ stato anche
nominato “esperto” della Strike Force Unit della Procura di Tampa, Florida (U.S.A.), in processi attinenti alla criminalità organizzata.

Formia continua a bruciare Un patrimonio naturalistico in “fumo” PREVENZIONE innanzitutto

 

Formia continua a bruciare

Un patrimonio naturalistico in “fumo”

PREVENZIONE innanzitutto

 

Una stagione tra fuoco e fiamme sta dilapidando, nel nostro comprensorio e nella nostra città, un patrimonio naturalistico di grandissimo pregio.

Un fenomeno disastroso che si ripete nel tempo e che danneggia fortemente i nostri beni ambientali, il nostro straordinario paesaggio.

Siamo già intervenuti sul tema incendi e insistiamo , perché il dramma delle fiamme è sotto gli occhi di tutti, la devastazione che esse comportano continuano a destare  preoccupazioni molto forti.

Troppo facile addossare la responsabilità solo ai piromani, alla follia del singolo (che pure rappresentano un problema serio) o alle condizioni meteorologiche e climatiche legate alla stagione estiva.

Così come non basta l’ordinaria amministrazione ad affrontare le emergenze ambientali che inevitabilmente e puntualmente si presentano .

L’ennesimo episodio verificatosi tra Trivio e Maranola che ha mandato letteralmente in fumo una delle parti montane più belle della nostra città – il Redentore– ripropone con ancora maggiore determinazione la necessità di un piano straordinario di prevenzione.

In assenza di una attenzione su tali temi, ogni discussione sul valore ambientale del nostro territorio, ogni prospettiva economica legata al turismo e alla vivibilità della nostra terra naufragano, ogni considerazione sul valore delle nostre bellezze paesaggistiche si immiserisce, perde senso,valore e sostanza.

Gli incendi e i conseguenti disastri ambientali che si sono susseguiti evidenziano con nettezza la necessità di una programmazione orientata alla tutela e alla conservazione del nostro patrimonio boschivo e di un’azione di controllo della nostra montagna.

Siamo nuovamente costretti a ricordare che la proposta di potenziamento del Piano antincendio , messa in campo quando eravamo in amministrazione come componente politica SEL,  sarebbe stata certamente utile e doverosa e non il capriccio di un gruppo di ostinati ambientalisti .

Necessario ancora a nostro avviso l’attivazione di un più efficace strumento di controllo del territorio, quale può essere un impianto serio e finalizzato di videosorveglianza , anche affiancato all’utilizzo di droni,  in grado di monitorare il territorio , in particolare la montagna. Mezzi capaci di potenziare e rendere efficiente il Piano operativo di emergenza comunale già esistente e di dotare la Protezione civile di maggiori risorse e più efficienti strumenti di lavoro. Per un’azione di contrasto, anche capace di costituire deterrente rispetto ad eventuali avventurieri incendiari, oggi come ieri di assoluta quanto rilevante importanza in termini di prevenzione.

Pensavamo e pensiamo che Il Comune e il Parco hanno il dovere di affiancare il lavoro della Protezione Civile e dei Vigili del fuoco, investendo – crediamo- sul versante della prevenzione e della protezione dell’ambiente, dei boschi e della montagna che rappresentano nella nostra città una porzione significativa di territorio comunale.

Ai piedi del monte Redentore, laddove per consuetudine giacciono cumuli di spazzatura e di rifiuti, predisponemmo, anche al fine di evitare tale scempio, in accordo con il Commissario dell’Ente parco degli Aurunci, il recupero, la bonifica e l’organizzazione del sito che  avrebbe, tra l’altro, ospitato  un impianto in grado di sorvegliare e monitorare  sia lo spazio immediatamente circostante sia  parte cospicua del bosco.

 Su questi temi non c’è ancora una risposta e le nostre richieste di allora continuano ad essere inascoltate, insieme a quelle , a nostro giudizio, altrettanto importanti  che riguardavano la cura dei torrenti e più in generale il dissesto idrogeologico – altro tema rilevante , quest’ultimo ,nell’ambito delle politiche di protezione ambientale – e che non ha trovato mai una condivisione tale da tradursi in agibilità di azione e possibilità concreta di intervento.

 La parola d’ordine è PREVENZIONE .

Formia, 21 agosto 2017                                                                                                                                                               Art UNO Movimento Democratici e Progressisti

                                                                                                                                                                                                          Circolo di FORMIA

Bandistico “U. Scipione-Città di Formia” parteciperà, a Gubbio, alla 15^ edizione della rassegna “SBANDIAMO”

COMUNICATO STAMPA

 Domenica, 27 agosto, il Complesso .

La manifestazione organizzata dal Circolo Anspi e dalla Banda Musicale di Madonna del Ponte e patrocinata dal Comune di Gubbio, vedrà quest’anno la partecipazione di 7 bande musicali per un totale di circa 250 musicisti provenienti da ogni parte d’Italia. Ospite d’onore il Maestro olandese Jacob de Haan personalità di spicco nel panorama bandistico mondiale.

Oltre al Complesso Bandistico “U.Scipione-Città di Formia” diretto dal M° Filippo Di Maio saranno, quindi,  presenti il Corpo Bandistico “Città di Rapallo”, la Banda Musicale “Città di Ceccano”, la Filarmonica “F.Giabbanelli” di Selci, la Banda Musicale “A.Ponchielli” di Civitavecchia,  la Filarmonica “L. e F. Cirenei” di Castel del Piano e la Banda Musicale ospitante “Madonna del Ponte” di Gubbio.

 Le bande, ognuna con caratteristiche proprie, si esibiranno insieme in uno scenario accattivante, quale Piazza Grande, molto suggestivo e fortemente vocato per manifestazioni di questo genere, resa celebre anche dalla fortunata serie televisiva “Don Matteo”.

 E’ con grande entusiasmo che i musicisti formiani si apprestano a  partecipare per  la terza volta alla manifestazione valutando positivamente  la possibilità di allargare i propri orizzonti stando a contatto con ragazzi provenienti da ogni parte d’Italia con cui scambiare esperienze e tessere nuove amicizie.

Tutti i gruppi sfileranno singolarmente per le varie vie del centro storico fino a confluire in un’unica formazione musicale che suonerà in Piazza Grande.

TRAGEDIA MONTI AURUNCI Formia: cade in un dirupo e muore

FLASH – Un volo nel vuoto di circa quatto metri, risultato fatale. Un dramma che oggi ha avuto come sfondo la località di Maranola, periferia di Formia, costando la vita a un uomo.

All’arrivo dei soccorsi, allertati da alcuni passanti, non c’era già più nulla da fare. Troppo gravi le lesioni riportate, circostanza che ha reso vana sia la venuta dei sanitari del 118 che di quelli dell’eliambulanza.

Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo sarebbe scivolato da un dirupo mentre camminava.

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FORMIA INCENDI…DALLA RABBIA ALLA PROPOSTA

INCENDI…DALLA RABBIA ALLA PROPOSTA
“Amo la roccia. Quei sentieri tutti bianchi, a picco sul mare e sul cielo. Quelli in salita, preludio di una cima…gli alberi che cingono Fossa Juanna sono l’inizio del lungo tratto di faggeta che ci porterà alla grande meta a 1533m slm del Monte Petrella…il monte più alto d’Italia a ridosso del mare” ( cit. Mariafrancesca Noce, escursionista e narratrice).

 

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E’ fuori di dubbio che il fattore climatico e l’andamento stagionale abbiano una notevole influenza nel creare le condizioni favorevoli allo sviluppo ed alla propagazione degli incendi boschivi. Certo leggere il “Piano Regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi” dà un’idea tutta teorica di tale piano, anche se spiega in modo dettagliato le caratteristiche del territorio laziale ( e quindi anche quello degli Aurunci) sotto il profilo del clima e della vegetazione, utilizzando gli strumenti GIS del sistema informativo. Ovviamente dopo una lettura attenta e un elenco di azioni da poter mettere in campo, non puoi sottovalutare che i dati dicono che l’83,5% degli incendi è di origine dolosa. E quelli che abbiamo visto in questi mesi sulle nostre montagne, sono TUTTI DOLOSI! La difesa del bosco e degli alberi è ormai quasi esclusivamente connessa alla qualità dei rapporti che l’uomo è in grado di stabilire con l’ambiente. Uomini e alberi appartengono al medesimo contesto naturale. Abbassare questo dato spaventoso è un dovere per un’amministrazione pubblica attraverso un programma di prevenzione e previsione che coinvolga strutture amministrative, apparati della Protezione Civile, Vigili del Fuoco e cittadini. Due sono i punti sul quale a mio avviso si deve focalizzare l’azione: 1. La prevenzione attraverso sistemi organici di monitoraggio, comando e controllo elettronico. Sistemi di rilevamento degli incendi, basati sul sensore all’infrarosso e sul modello tridimensionale delle telecamere (fototrappole) operanti nel visibile e nell’infrarosso. 2. Ampliare una “cultura del bosco” attraverso una programmazione di piani di rimboschimento di piante autoctone. Ampliando le iniziative che vedano i boschi e le montagne parte attiva, scenari per attività sportive, di divertimento e attività economiche. Una filosofia di base, che ha alimentato ad esempio molte realtà dell’Appennino simile alle nostre, del tipo “vivo la montagna, visito il bosco, lo proteggo e lo sorveglio questo richiede investimenti non di piccole cifre e reperimento di capitali, e allora iniziamo subito a sottoporre all’attenzione di tutta la nostra amministrazione, sia di maggioranza che di opposizione, (SE NON è STATO GIA’ PRESO IN CONSIDERAZIONE) il bando indetto dalla Regione Lazio lo scorso giugno, che scadrà il 29 settembre prossimo. Bando di 3 milioni di euro, nato nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale del Lazio per il periodo 2014/2020, per la “prevenzione dei danni alle foreste da incendi boschivi, calamità naturali ed eventi catastrofici”. Iniziamo da qui, come minimo da qui. Lo dobbiamo a questo territorio martoriato e straziato. A mio avviso, dal grido di sdegno nel vedere tanto fuoco e dal sentimento di rabbia contro i balordi e vigliacchi piromani, non può non nascere una proposta fattiva, concreta e da lavorarci insieme.